Mastercard e il futuro dei pagamenti

Share

Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard, ci racconta quali competenze serviranno nei prossimi anni e perché, con pagamenti sempre più automatici e tecnologie sempre più integrate nella vita quotidiana, sicurezza, trasparenza, controllo e protezione dei dati diventeranno centrali

Negli ultimi vent’anni il pagamento è diventato sempre meno visibile. Dal chip al contactless, dagli smartphone ai wallet digitali, il gesto di pagare si è progressivamente integrato nell’esperienza di acquisto. Ora si apre una nuova fase: quella del commercio agentico, in cui un agente AI può cercare prodotti, confrontare alternative e arrivare fino all’acquisto sulla base delle preferenze indicate dall’utente. Per Mastercard questo significa lavorare non solo sulla semplicità dell’esperienza, ma anche su tutto ciò che la rende affidabile: identità digitale verificata, consenso dell’utente, tokenizzazione, protezione dei dati e sicurezza delle transazioni. Ne abbiamo parlato con Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard, affrontando anche il tema delle nuove competenze, del rapporto tra dimensione globale e mercato italiano e delle iniziative dedicate alle persone.

Nel corso della sua carriera ha visto cambiare profondamente il mondo dei pagamenti e della tecnologia. Guardando indietro, qual è stata la trasformazione che l’ha sorpresa di più?

«La trasformazione che mi ha colpito di più è il modo in cui il pagamento è diventato sempre meno un gesto a sé stante e sempre più parte integrante dell’esperienza di acquisto. Siamo passati dal chip al contactless, fino agli smartphone e ai wallet digitali: oggi pagare è molto più semplice, immediato e spesso quasi impercettibile. Ora stiamo entrando in una fase ancora più avanzata, quella del commercio agentico. Un agente di intelligenza artificiale può ricercare prodotti, confrontare alternative e offerte e arrivare fino all’acquisto sulla base delle preferenze indicate dall’utente. Questo significa che il pagamento tenderà a essere sempre meno un momento separato e sempre più integrato in un processo automatizzato. Proprio per questo diventano ancora più importanti la sicurezza e la fiducia: identità digitale verificata, consenso dell’utente, tokenizzazione e protezione dei dati saranno elementi fondamentali per permettere a queste nuove modalità di funzionare in modo sicuro».

L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno trasformando il settore dei pagamenti. Quali competenze ritiene saranno davvero indispensabili per chi entrerà nel vostro settore nei prossimi cinque anni?

Luca Corti

«Nei prossimi anni servirà innanzitutto la capacità di capire come tecnologie diverse si combinano tra loro. Al Mastercard Innovation Forum abbiamo individuato cinque grandi trend: efficienza energetica, intelligenza distribuita, agenti autonomi, cybersecurity e robotica. Per chi entrerà nel settore questo significherà saper leggere i dati, comprendere le potenzialità dell’intelligenza artificiale, progettare sistemi sicuri e gestire sempre meglio l’interazione tra persone e macchine. Ma le competenze tecniche da sole non basteranno. Diventeranno altrettanto importanti curiosità, pensiero critico, etica e capacità di lavorare con competenze e attori diversi. Perché la vera sfida non sarà solo sviluppare nuove tecnologie, ma riuscire a renderle affidabili, sicure e realmente utilizzabili da persone e imprese».

Tra tutte le iniziative dedicate alle vostre persone, ce n’è una che ha cambiato concretamente il modo di lavorare in azienda o di cui siete particolarmente orgogliosi?

«Uno degli aspetti su cui investiamo di più è permettere alle nostre persone di sperimentare direttamente le tecnologie emergenti, dall’intelligenza artificiale alle nuove soluzioni digitali, per comprenderne davvero le applicazioni e trasformarle in strumenti utili per il lavoro e per i clienti. Accanto a questo portiamo avanti iniziative molto concrete sul fronte dell’inclusione e del welfare. Penso a Kids4Tech, il programma che avvicina le nuove generazioni alle discipline STEM, alle collaborazioni con scuole, ONG e associazioni, ma anche alla Paternity Leave Policy, che garantisce quattro settimane di congedo di paternità. Se dovessi individuare un elemento comune a tutte queste iniziative, direi questo: costruire un ambiente in cui tecnologia e umanesimo crescano insieme. Per noi l’innovazione è davvero trasformativa solo quando è inclusiva, responsabile e capace di migliorare concretamente la vita delle persone».

Guardando ai prossimi anni, quale sarà il cambiamento più grande nel rapporto tra persone e denaro? E quale ruolo avrà Mastercard in questa evoluzione?

«Il cambiamento più grande sarà che la tecnologia diventerà sempre meno visibile. Molti servizi saranno integrati in modo naturale nelle nostre attività quotidiane e richiederanno sempre meno passaggi da parte dell’utente. Per questo il tema centrale diventerà la fiducia. Se i servizi saranno sempre più intelligenti, interconnessi e automatizzati, le persone dovranno sapere di mantenere il controllo sulle proprie scelte e sui propri dati e poter contare su sicurezza, trasparenza e protezione. È qui che si giocherà anche il nostro ruolo: fare in modo che l’innovazione renda le esperienze più semplici senza togliere alle persone il controllo, il giudizio e la libertà di scelta».

condividi su:

Immagine di Gioia Novena
Gioia Novena
Gioia Novena è presentatrice e intervistatrice di eventi business e corporate. Scrive per Italia Economy, dove intervista amministratori delegati e imprenditori per raccontarne le storie, comprendere come prendono decisioni e come stanno guidando nei rispettivi settori.

Leggi anche

TOPIC
#Aerospace #Agrifood #Agroalimentare #Allevamento #Ambiente

Vuoi ricevere le nostre ultime news? Iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato

ARTICOLI PIÙ LETTI
ULTIMI ARTICOLI