Dagli studi legali alla guida di Sony Music Publishing Italia: Margherita Gnech racconta cosa significa oggi scommettere sul talento, perché la conoscenza musicale resta decisiva e quale spazio avrà la creatività umana nell’era dell’intelligenza artificiale
Prima avvocato nei grandi studi legali milanesi, oggi Managing Director di Sony Music Publishing Italia. Nel percorso professionale di Margherita Gnech si incontrano due mondi apparentemente lontani, uniti da rigore, precisione, capacità di leggere le persone e costante attenzione al cliente. Con la manager parliamo di cosa significhi oggi scommettere su un talento, dei consigli dedicati ai giovani che sognano di lavorare nella musica e di un’intera industria che l’avvento dell’intelligenza artificiale sta già trasformando. Un viaggio tra passione, tutela del diritto d’autore ed etica del lavoro per capire quale spazio e valore avrà la creatività strettamente umana nel panorama musicale di domani.
Ha trascorso molti anni nei grandi studi legali di Milano prima di arrivare alla guida di Sony Music Publishing. C’è una lezione imparata da avvocato che oggi le torna utile come manager?
«Più di una. Innanzitutto l’organizzazione del lavoro, l’attenzione ai dettagli e la capacità di offrire soluzioni su misura. È ciò che ho voluto trasmettere anche in Sony Music Publishing: oggi, la differenza la fa l’attenzione alle esigenze specifiche. Il nostro lavoro non si esaurisce nell’aspetto creativo, ma comprende tutta la parte amministrativa, legale e gestionale. Le dinamiche musicali e di mercato impongono organizzazione, precisione e rapidità, perché le opportunità hanno spesso tempi molto stretti».
Molti giovani sognano di lavorare nel mondo della musica. Quale consiglio darebbe a chi vuole entrare in questo settore?
«Oggi, ancora più di ieri e con l’avvento dell’intelligenza artificiale, è fondamentale una grande conoscenza musicale, intesa come passione. Non si acquisisce su un manuale o con la tecnologia: bisogna ascoltare tanto, con curiosità, anche generi lontani dai propri gusti. Servono poi pazienza e umiltà: spesso si comincia dal basso ed è lì che si costruiscono competenze e relazioni. Abbiamo la fortuna di fare un lavoro che suscita emozioni: creiamo bellezza, ed è un privilegio, ma anche una responsabilità».
Nel vostro lavoro capita spesso di scommettere su artisti prima che abbiano espresso tutto il loro potenziale. Cosa vi fa dire “vale la pena puntare su questa persona”?
«Come editori possiamo puntare sullo sviluppo di un progetto a lungo termine. Dopo lo scouting dei nostri A&R, definiamo insieme la strategia creativa, guardando alle classifiche e ai trend, ma affidandoci anche all’intuito e alla nostra linea editoriale. Possiamo immaginare percorsi non lineari: dallo sviluppo cinematografico all’affiancamento a un brand fino all’estero. In questo momento, per esempio, stiamo sviluppando un progetto attraverso una colonna sonora e un altro attraverso sessioni di scrittura con autori stranieri».
L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il mondo della musica. Quale competenza umana diventerà ancora più importante nei prossimi anni per lavorare in questo settore?
«L’intelligenza artificiale si sente già da tempo e servirebbe una regolamentazione capace di tutelare il lavoro creativo da cui l’IA “impara”. Ma ci sarà sempre bisogno di musica autentica e di talenti unici da coltivare e scoprire: quelli, con l’IA, non li crei. L’IA può anche affiancare utilmente un producer; nel nostro settore, però, la competenza che ha sempre contato e continuerà a contare è la capacità di fare arte. E, in questo, nessuna intelligenza artificiale potrà mai riuscirci».
Ci può anticipare un progetto sul quale Sony Music Publishing sta lavorando e di cui sentiremo parlare nei prossimi mesi?
«Ne cito due. Lumiero, cantautore pop dalle forti influenze retrò, fonde la tradizione della canzone italiana con suggestioni francesi, orchestrazioni cinematografiche e sonorità vintage. E poi Emma Nolde, che propone un cantautorato pop con influenze folk, dream pop ed elettronica e a cui è appena stata riconosciuta la Targa Tenco 2026 come Miglior Canzone Singola».




