Intelligenza artificiale e talento umano: a Milano 200 studenti raccontano il futuro. Con Career Connect Italy 2026, JPMorganChase e Fondazione Golinelli presentano un modello innovativo per avvicinare le nuove generazioni al mondo del lavoro e alle professioni di domani
C’è un giovane medico che cerca una cura contro la peste nella Milano del Trecento, c’è un’appassionante indagine su brevetti e nuove tecnologie ambientata nel futuro, ci sono portali spazio-temporali, storie di amori impossibili, disuguaglianze sociali e profonde domande esistenziali. C’è tutto questo e molto di più nelle visual novel realizzate dai duecento studenti protagonisti di Career Connect Italy 2026, il progetto promosso da JPMorganChase e sviluppato in Italia con Fondazione Golinelli, che il 12 maggio ha trovato la sua conclusione nel Salone d’Onore della Triennale di Milano.
Sul palco di uno dei luoghi simbolo della cultura milanese, ragazzi e ragazze del Liceo Statale Carlo Tenca, dell’IIS G. L. Lagrange e dell’IIS E. Torricelli hanno presentato i dieci progetti finalisti: visual novel interattive, racconti digitali multimediali realizzati con il supporto dell’intelligenza artificiale generativa attraverso la piattaforma Twine, che come in un videogioco permettono al fruitore di determinare lo sviluppo della storia.
Prodotti originali che restituiscono uno spaccato vivido dell’immaginario delle nuove generazioni, capaci di intrecciare fantasia, tecnologia e riflessione sociale (non senza una buona dose di ironia).
Career Connect Italy 2026 – IL PROGETTO IN NUMERI
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Conoscere l’IA e sviluppare competenze trasversali
Il cuore del progetto non è soltanto tecnico. Dal dicembre 2025, studenti di indirizzi molto diversi — dall’informatica alla meccanica, dall’elettronica alle scienze sociali — sono stati guidati in un percorso STEAM fondato su project-based learning, design thinking e lavoro collaborativo. Accanto ai formatori di Fondazione Golinelli, circa quaranta professionisti di JPMorganChase hanno affiancato i ragazzi in qualità di mentor per un intero semestre, portando in aula competenze concrete e testimonianze di prima mano sul mondo del lavoro.
Il risultato è un’esperienza formativa a tutto tondo. I ragazzi hanno imparato a usare strumenti di intelligenza artificiale generativa per creare contenuti, a gestire dati e informazioni, a sviluppare soluzioni creative in gruppo e a presentare pubblicamente il proprio lavoro con un pitch davanti a una platea reale. Competenze trasversali — problem solving, comunicazione, pensiero critico, capacità di collaborare sotto pressione — che difficilmente si acquisiscono sui libri di testo.
Career Connect è un progetto sperimentale unico nel panorama educativo italiano, anche perché «anticipa concretamente le nuove indicazioni nazionali del Ministero dell’Istruzione per i Licei, che introducono un approccio più strutturato e critico all’intelligenza artificiale» ha sottolineato Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli. «Le direttive sottolineano l’importanza di percorsi capaci di guidare le nuove generazioni verso un utilizzo consapevole di questo strumento e prepararle alle sfide di un mondo in continua evoluzione.»
L’obiettivo dichiarato — e dimostrato — è formare creatori consapevoli di contenuti basati sull’IA, non semplici fruitori passivi. Una distinzione colta con precisione da Layla Pavone, Coordinatrice Board per l’Innovazione Tecnologica e la Trasformazione Digitale del Comune di Milano, che ha portato il patrocinio dell’amministrazione all’iniziativa: «La tecnologia deve essere uno strumento a servizio delle persone e non il contrario. L’intelligenza artificiale può offrire straordinarie opportunità, ma deve accompagnare le capacità umane, valorizzarle, ampliarle. Non le deve sostituire.» E ancora: «Resteranno centrali la curiosità, la capacità di apprendere continuamente, il pensiero critico, l’empatia, la collaborazione — qualità profondamente umane che nessuna tecnologia potrà sostituire. Ed è esattamente quello che abbiamo visto stamattina.»
«Sostenere i giovani» ha dichiarato Francesco Cardinali, Senior Country Officer di J.P. Morgan in Italia, «significa aiutarli a riconoscere il proprio potenziale e offrire strumenti e competenze utili per cogliere le opportunità che li attendono. Siamo orgogliosi di aver portato anche quest’anno Career Connect Italy nelle scuole di Milano, con il contributo dei nostri professionisti che hanno condiviso con gli studenti competenze ed esperienze professionali e umane. Con questa iniziativa vogliamo incoraggiare i ragazzi ad ampliare lo sguardo, sviluppare spirito critico nell’uso consapevole delle nuove tecnologie e trasformare idee e creatività in risorse utili per scegliere con maggiore consapevolezza il proprio percorso.»
Prevenire la dispersione scolastica, scoprire nuovi talenti
C’è una dimensione di Career Connect Italy meno visibile ma altrettanto importante: la prevenzione della dispersione scolastica. Coinvolgere studenti di indirizzi diversi (e non solo i già motivati) in un percorso pratico, stimolante e con un esito concreto significa offrire un senso, una direzione, una ragione per continuare a impegnarsi.
In attività STEAM e creative emergono spesso talenti inaspettati: chi non eccelle nei tradizionali parametri scolastici può rivelarsi straordinario nel pensiero narrativo, nel design, nella gestione del gruppo o nella comunicazione. Identificare e valorizzare questi talenti, e aiutare i ragazzi stessi a riconoscerli, è uno degli obiettivi più preziosi di un orientamento davvero efficace.
Cardinali ha invitato i ragazzi a non disperdere quanto costruito: «Non perdete i legami che avete creato con le persone che vi sono state vicine. Fate tesoro degli aspetti umani e dei valori che speriamo di essere riusciti a trasmettere, perché vi aiuteranno molto al di là delle competenze specifiche, per crescere e trovare il vostro posto nel mondo.»
Privato, pubblico e terzo settore: un connubio per il bene comune
JPMorganChase e Fondazione Golinelli incarnano insieme un modello di intervento sociale che va oltre la filantropia tradizionale: è il connubio virtuoso tra grande banca internazionale, fondazione no profit e istituzioni pubbliche — il Comune di Milano ha concesso il patrocinio e ha già annunciato l’intenzione di ospitare le progettualità di Career Connect alla Milano Digital Week — a rendere possibile un impatto che nessun singolo attore potrebbe generare da solo.
«Come banca non facciamo solo finanza» ha spiegato Cardinali. «Vogliamo restituire valore alle comunità in cui operiamo, sostenendo un’economia locale inclusiva e contribuendo a ridurre le disuguaglianze socioeconomiche attraverso progetti concreti, con un impatto reale sul territorio. Questo significa anche raggiungere i gruppi più vulnerabili e meno rappresentati: piccole imprese, individui e realtà che non hanno accesso alle competenze digitali e imprenditoriali, e che rischiano di restare escluse dalle trasformazioni in corso.»
In Italia JPMorganChase conta più di duecento professionisti e promuove ogni anno cinque o sei progetti filantropici, dedicati alle scuole e a chi fatica ad accedere alle competenze necessarie per entrare nel mercato del lavoro — un impegno concreto verso un’economia più inclusiva e una crescita sostenibile.
Danieli ha sintetizzato il senso più profondo di questa alleanza: «Filantropia significa condividere risorse, certo, ma soprattutto visione: la capacità di contribuire a un disegno di Sistema Paese in cui le istituzioni filantropiche si integrano con le energie del privato e del pubblico, per costruire qualcosa che il singolo attore non potrebbe mai fare. Qui non c’è solo il sostegno di JPMorganChase: c’è la scelta di quaranta professionisti di prestare il proprio tempo e i propri valori a questi ragazzi. Ed è questo impasto umano che tiene insieme la nostra società.»
Immaginare il futuro per costruirlo
La mattinata si è conclusa con la «conferenza immaginaria» Storie dal futuro della città, con l’attore Matteo Oscar Giuggioli e la climatologa Claudia Pasquero, che hanno immaginato insieme il futuro di Milano intrecciando fantasia e scienza attorno ai temi dell’inquinamento, dell’omologazione urbana e della coesione sociale. Un finale che ha rispecchiato perfettamente lo spirito della giornata: il futuro si costruisce con gli strumenti della tecnologia, ma si abita con le qualità dell’essere umano.
A sintetizzarlo meglio di tutti, alla fine, è stata la voce di uno dei ragazzi: «Spesso pensiamo che il futuro sia ciò che ci succede, ma invece la scelta è sempre nelle nostre mani.»




