Disegnare il futuro Campania, le videointerviste ai protagonisti della II edizione

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Le voci raccolte da Italia Economy all’Apple Developer Academy di Napoli approfondiscono i temi del forum: sviluppo territoriale, collaborazione, capitale umano, trasformazione digitale e intelligenza artificiale

La seconda edizione di Disegnare il futuro Campania, ospitata il 9 settembre 2026 dall’Apple Developer Academy dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha riunito imprese, istituzioni, università e professionisti per un confronto sul futuro del sistema economico e produttivo regionale.

Il forum, promosso da Italia Economy e organizzato in collaborazione con Lanificio Digitale, si è sviluppato attraverso tre panel dedicati allo sviluppo del territorio, al capitale umano e alle applicazioni concrete della tecnologia.

A margine dell’evento, Italia Economy ha raccolto le videointerviste di alcuni dei protagonisti della giornata. Ne emerge un racconto corale che mette in relazione partecipazione, competenze, continuità d’impresa, sostenibilità e intelligenza artificiale.

Università, istituzioni e imprese per lo sviluppo del territorio

La Campania ha sviluppato negli ultimi anni una crescente capacità di produrre innovazione. Per Giorgio Ventre, Direttore Scientifico dell’Apple Developer Academy dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, un contributo decisivo è arrivato dall’università, che ha rafforzato il dialogo con imprese, politica e territorio.

La sfida consiste ora nel rendere permanente questo ecosistema, sostenendo startup e incubatori, favorendo la collaborazione tra le imprese e stimolando una maggiore domanda da parte degli enti pubblici. «Abbiamo una grande capacità di creare innovazione, ma compriamo poca innovazione», osserva Ventre. Incentivare la domanda permetterebbe di attivare un circolo virtuoso e consolidare i risultati raggiunti.

Il valore della partecipazione è al centro anche della riflessione di Carlo Puca, Assessore alla partecipazione attiva e all’immagine della città del Comune di Napoli. In una realtà profondamente interconnessa come Napoli, lo sviluppo non può prescindere dal coinvolgimento delle diverse componenti della società.

Imprese, scuola, cultura, sport e istituzioni concorrono alla costruzione di un ambiente nel quale crescita economica e sociale procedono insieme. «Se non c’è partecipazione da parte di tutti alla crescita, non si va da nessuna parte», sottolinea Puca, richiamando anche l’impegno delle aziende benefit campane nel sostegno a progetti sociali, culturali e formativi.

La necessità di fare sistema emerge anche dalle parole di Fabrizio Luongo, Segretario di Casartigiani Napoli e Vicepresidente della Camera di Commercio di Napoli. Uno dei principali limiti del tessuto imprenditoriale campano è la frammentazione che ancora caratterizza molte realtà produttive.

Per superarla, le imprese devono partecipare alla vita delle associazioni di categoria e contribuire ai processi decisionali. Le Camere di Commercio possono rappresentare un punto d’incontro tra economia, sviluppo e parti sociali, con il supporto degli ordini professionali. «Il cambiamento o si subisce o si governa», afferma Luongo. Governarlo significa rafforzare il confronto e costruire una collaborazione più strutturata tra imprese, associazioni, professionisti e istituzioni.

Strategia, continuità e visione d’impresa

Accanto alla capacità di collaborare, la competitività richiede obiettivi aziendali chiari. È questo il punto centrale dell’intervento di Antonello Sanna, Amministratore Delegato di SCM SIM.

«Il primo tema è la strategia: che cosa voglio ottenere da questa azienda?», spiega Sanna. La volontà di mantenere un’impresa familiare con un posizionamento specializzato richiede infatti strumenti diversi rispetto a un progetto orientato alla crescita dimensionale o alla successiva apertura del capitale.

Nel primo caso diventa prioritario consolidare il posizionamento; nel secondo occorre valutare percorsi di sviluppo e possibili iniezioni di capitale. Chiarire fin dall’inizio lo scopo dell’impresa consente di scegliere strumenti finanziari e modelli di governance coerenti, evitando di procedere senza una direzione definita.

Capitale umano, formazione e nuove tecnologie

Il capitale umano rappresenta una delle infrastrutture più importanti per accompagnare il cambiamento tecnologico. Stefano Pontecorvo, Presidente di Avio Solution, sottolinea come formazione, sviluppo e istruzione diventino ancora più essenziali con l’introduzione di nuovi strumenti.

La tecnologia non sostituisce l’uomo, ma abilita e trasforma processi produttivi, gestionali e progettuali. Per utilizzarla efficacemente occorrono preparazione avanzata e capacità di integrarla con competenze complementari. «La formazione continua è una necessità assoluta dello sviluppo tecnologico di questo periodo», afferma Pontecorvo.

Il rapporto tra persone, creatività e tecnologia è stato approfondito anche da Carlo Palmieri, Vicepresidente di Pianoforte Holding, gruppo Carpisa-Yamamay, e Presidente del Gruppo Moda Assolombarda.

In un settore come la moda, attraversato da una fase particolarmente delicata, la creatività deve essere costantemente alimentata e aggiornata alla luce dei nuovi trend. «Il capitale umano legato alle nuove tecnologie e all’innovazione tecnologica è qualcosa di fondamentale», evidenzia Palmieri. Investire nella formazione significa quindi fornire alle persone gli strumenti necessari per interpretare l’evoluzione del mercato e cogliere le opportunità della trasformazione in corso.

Intelligenza artificiale e bisogni concreti delle PMI

L’intelligenza artificiale può offrire un contributo concreto allo sviluppo delle piccole e medie imprese, a condizione che venga introdotta partendo dai problemi da risolvere. È la prospettiva proposta da Giuseppe Gaudino, Direttore vendite di Sevendata.

Una PMI non deve trasformarsi in una software house né sviluppare necessariamente soluzioni proprietarie. «La domanda non è tanto quale soluzione di intelligenza artificiale posso sviluppare, ma qual è la criticità che voglio superare?», spiega Gaudino.

Individuati i processi che assorbono tempo, generano errori o rallentano le decisioni, l’impresa può scegliere tra gli strumenti già disponibili sul mercato. L’intelligenza artificiale diventa così una tecnologia applicata, capace di rispondere a esigenze operative reali senza snaturare l’organizzazione aziendale.

Una lettura complementare arriva da Davide Bussetti, Founder e CEO di Lanificio Digitale, che durante il forum ha presentato “The Capability Engineering Manifesto: costruire organizzazioni capaci di evolvere nell’era dell’AI”.

Per Bussetti, innovare non significa semplicemente introdurre nuove tecnologie, ma creare capacità che rimangano nelle organizzazioni anche dopo la conclusione dei singoli progetti. «Bisogna costruire qualcosa di durevole, che riesca a pervadere i cambiamenti delle tecnologie e dei contesti», spiega.

In uno scenario nel quale strumenti, mercati e persone cambiano rapidamente, le imprese devono dotarsi di competenze, relazioni e modelli organizzativi solidi. L’innovazione può diventare un vantaggio competitivo quando nasce da ecosistemi che mettono insieme tecnologia, luoghi, formazione, conoscenze e relazioni.

Sostenibilità, competitività e nuove generazioni

Il rapporto tra innovazione, competitività e sostenibilità è al centro della videointervista a Stefania Brancaccio, Vicepresidente di Coelmo e Cavaliere del Lavoro.

Per un’impresa orientata al futuro, queste dimensioni non possono più essere considerate separatamente. Lo sviluppo tecnologico deve accompagnarsi alla responsabilità ambientale e sociale, trovando un equilibrio coerente con le esigenze di crescita.

Brancaccio attribuisce alle nuove generazioni un ruolo decisivo in questo percorso: «Abbiamo bisogno di sguardi nuovi». I giovani portano nelle aziende sensibilità differenti e un modo diverso di interpretare l’innovazione, maggiormente legato alla sostenibilità.

Da qui il richiamo al concetto di “innovability”, inteso come capacità di innovare preservando anche la sostenibilità delle scelte. Accogliere le nuove generazioni nelle imprese significa quindi non soltanto preparare il ricambio, ma ascoltare prospettive capaci di integrare sviluppo, competitività e responsabilità.

Le voci della Campania per interpretare il cambiamento

Le videointerviste realizzate durante Disegnare il futuro Campania restituiscono l’immagine di un territorio ricco di competenze e capacità progettuali, ma ancora chiamato a rafforzare le connessioni tra i diversi attori del proprio ecosistema.

Dalle università alle istituzioni, dalle associazioni di categoria alle imprese, emerge la necessità di costruire alleanze più solide, favorire la partecipazione e trasformare le esperienze positive in modelli duraturi. Parallelamente, le aziende devono definire strategie di lungo periodo, investire nella formazione e adottare le nuove tecnologie partendo dalle proprie esigenze reali.

L’intelligenza artificiale non rappresenta così un obiettivo autonomo, ma uno strumento da inserire in organizzazioni capaci di apprendere, adattarsi e valorizzare le persone. Le voci raccolte da Italia Economy ampliano il racconto del forum, offrendo idee e indicazioni concrete per accompagnare l’evoluzione del sistema produttivo campano e costruire nuove prospettive di sviluppo condiviso.

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