Da assicurazione online a modello omnicanale, Prima Assicurazioni ha ridefinito il modo di fare assicurazione nel mercato auto italiano, integrando tecnologia, rete di intermediari e sviluppo interno delle competenze. Andrea Balestrino, Country Manager, ci racconta l’evoluzione del progetto e le sfide della nuova fase di maturità
Nata con l’obiettivo di ripensare il modello assicurativo attraverso tecnologia e dati, Prima Assicurazioni si è affermata in pochi anni come uno dei principali player del mercato auto in Italia. L’azienda ha superato i 5 milioni di clienti attivi e registrato, nell’arco di un decennio, un tasso di crescita annualizzato della raccolta premi superiore al 100%. Da insurtech digitale pura a modello omnicanale, Prima ha costruito una piattaforma proprietaria che integra pricing, gestione dei sinistri e sviluppo prodotto. Nel 2025 AXA ha acquisito la quota di maggioranza, segnando l’ingresso in una nuova fase di consolidamento e crescita.
Lei è entrato in Prima Assicurazioni qualche anno dopo la fondazione, in una fase in cui l’idea era già chiara ma la sfida era farla crescere. Come le è stato proposto il progetto e cosa l’ha convinta a unircisi in quel momento?

«Quando mi è stata presentata l’opportunità ho visto subito tre elementi distintivi: una forte capacità di esecuzione, una visione molto chiara su come sarebbe evoluto il mercato assicurativo e la consapevolezza del ruolo che Prima poteva avere in quel cambiamento. Non si trattava solo di digitalizzare processi esistenti, ma di ripensare il modello partendo dai bisogni reali dei clienti. Mi ha convinto l’ambizione di costruire una realtà tecnologica con la libertà di sviluppare internamente le soluzioni e innovare più velocemente dei competitor tradizionali. Nel 2020 mi sono dedicato al lancio della rete degli intermediari partner, che oggi rappresenta quasi metà delle nuove polizze e un terzo del portafoglio complessivo: è diventata una leva fondamentale della nostra crescita».
Cosa cambia quando un’azienda passa dalla fase di costruzione del modello a quella di esecuzione su larga scala? Qual è stata, secondo lei, la complessità maggiore da gestire sul mercato italiano?
«All’inizio devi dimostrare che il modello funziona. Quando inizi a crescere come abbiamo fatto noi – con un tasso di crescita annualizzato della raccolta premi superiore al 100% in dieci anni – la sfida diventa mantenere qualità e solidità operativa mentre tutto accelera.
Il mercato assicurativo italiano è storicamente presidiato da operatori con una reputazione forte e relazioni consolidate. Non era semplice affermarsi. Il nostro vantaggio è stato nascere digitali e portare tecnologia in un settore poco incline all’innovazione, migliorando l’esperienza su un prodotto già conosciuto. È così che abbiamo costruito fiducia».
Prima è nata come assicurazione online, ma negli ultimi anni ha investito molto nello sviluppo della rete di intermediari. Cosa vi ha convinto che il futuro dell’assicurazione fosse un modello ibrido?
«Perché il mercato italiano è fatto anche di relazione. Agenti e broker restano un punto di riferimento per molti clienti. La scelta dell’omnicanalità nasce proprio dall’idea di mettere la tecnologia al servizio anche del canale indiretto.
Abbiamo sviluppato una piattaforma che semplifica la gestione di clienti e subagenti, alzando gli standard di mercato e valorizzando la consulenza. Non è stato solo un cambio di canale, ma anche di prodotto: oggi la nostra offerta è allineata ai migliori standard in termini di garanzie e coperture e, in diversi ambiti, rappresenta un benchmark competitivo».
Nel modello di Prima Assicurazioni, la tecnologia rafforza il ruolo del broker come consulente ad alto valore aggiunto. Che tipo di intermediario immagina nel vostro modello assicurativo da qui ai prossimi anni?
«Sempre più consulente e meno burocrate. La tecnologia deve assorbire la complessità operativa, automatizzare le attività ripetitive e liberare tempo per la relazione con il cliente. Nel nostro modello, che premia merito e managerialità, l’intermediario accompagna il cliente lungo tutto il ciclo assicurativo, dalla scelta della copertura alla gestione del sinistro. Oggi i clienti sono più informati, e la capacità di ascoltare e costruire soluzioni personalizzate diventa centrale».
Nel 2025 AXA ha acquisito una quota di maggioranza di Prima Assicurazioni, una delle principali realtà insurtech italiane. Dal suo punto di vista, cosa ha convinto un grande gruppo assicurativo internazionale a investire proprio su Prima?
«È prima di tutto un riconoscimento del percorso fatto. Abbiamo dimostrato che si può combinare crescita, tecnologia proprietaria e gestione industriale del business assicurativo. Superare i 5 milioni di clienti attivi e affermarsi come uno dei principali player auto in Italia non è casuale. Credo che AXA abbia riconosciuto nella nostra piattaforma competenze distintive nello sviluppo tecnologico, nel pricing e nella gestione dei sinistri. Per noi significa poter accelerare ulteriormente, mantenendo però la velocità e la capacità di innovazione che ci hanno caratterizzato fin dall’inizio».
Guardando avanti, quale sarà il prossimo traguardo che vorrebbe raggiungere con Prima Assicurazioni, al di là dei numeri e dei risultati di breve periodo?
«Continuare a rafforzare il nostro posizionamento come realtà tecnologica applicata al mondo assicurativo.
Innovazione e tecnologia sono nel nostro DNA e resteranno il nostro motore di sviluppo.
Vogliamo investire ancora nella piattaforma proprietaria e nell’utilizzo evoluto dei dati per offrire un’assicurazione sempre più semplice, immediata ed economica. Al di là dei numeri, l’obiettivo è contribuire all’evoluzione del settore e rendere i clienti sempre più consapevoli e sicuri».




