Dalla Startup Competition del We Make Future all’ecosistema di Bologna: Caelus, Ginga e ReQurv entrano nel percorso Land in Bo
Per sei mesi le tre startup potranno lavorare negli spazi di Land in Bo e utilizzarne i servizi, entrando in contatto con l’ecosistema di innovazione del territorio
Una fiera internazionale è il luogo in cui incontri, competenze e progettualità possono generare nuove opportunità. E il loro valore cresce quando quelle connessioni proseguono oltre la manifestazione, diventando percorsi concreti di sviluppo e collaborazione sul territorio. È in questa prospettiva che Caelus, Ginga e ReQurv, emerse tra le finaliste della Startup Competition del WMF – We Make Future, fiera internazionale organizzata da Search On Media Group, accedono al percorso di Land in Bo, il progetto promosso da Comune e Città metropolitana di Bologna insieme a BolognaFiere, e sviluppato con IFAB – International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development, con il supporto tecnico di Fondazione Bologna Welcome e Mind the Bridge.
La collaborazione tra WMF – We Make Future e Land in Bo nasce proprio per trasformare l’incontro con le startup durante la manifestazione in un’opportunità concreta di inserimento nell’ecosistema bolognese. Le tre realtà selezionate potranno usufruire per 6 mesi degli spazi e dei servizi di Land in Bo, entrando in relazione con imprese, centri di ricerca, istituzioni e altri attori dell’ecosistema e lavorando sul territorio alla costruzione di nuove opportunità di sviluppo.
“La collaborazione con WMF è importante perché mette a sistema due dimensioni che spesso viaggiano separate: quello che già esiste e viene costruito ogni giorno sul territorio e ciò che una grande manifestazione internazionale può portare a Bologna in termini di imprese, competenze e nuove progettualità”, ha commentato Rosa Grimaldi, Delegata a Promozione economica, attrattività e innovazione di Comune e Città metropolitana di Bologna.
“Con WMF abbiamo voluto portare a Bologna non solo un grande appuntamento internazionale dedicato all’innovazione, ma anche creare connessioni capaci di generare opportunità oltre i giorni della manifestazione. L’ingresso di queste tre startup nel percorso di Land in Bo dà concretezza a questa visione: la fiera diventa una piattaforma di incontro con il territorio, capace di attrarre imprese, competenze e progettualità e di accompagnarle nella costruzione di relazioni con il nostro ecosistema. È esattamente il ruolo che BolognaFiere vuole interpretare, insieme alle istituzioni e ai partner del progetto”, ha dichiarato Antonio Bruzzone, CEO di BolognaFiere.
Caelus è una startup romana fondata nel 2023 che sviluppa una suite software B2B potenziata dall’AI per ridurre costi, tempi e rischi regolatori lungo l’intero ciclo di vita degli impianti nucleari. La piattaforma combina sistemi multi-agente, Federated Learning (un metodo di addestramento per l’apprendimento automatico che non richiede la centralizzazione dei dati) e Mixture of Experts (MoE, una tecnica di architettura dei modelli di IA in cui il modello è diviso in sotto-reti più piccole, chiamate appunto “esperti”) ed è già utilizzata da due enti regolatori nucleari europei; la startup prevede inoltre un forte utilizzo di infrastrutture HPC (High-Performance Computing, un sistema di supercalcolo che unisce migliaia di processori e schede grafiche potenti per elaborare enormi quantità di dati in parallelo) per l’addestramento dei propri sistemi AI e la simulazione di scenari complessi.
Ginga, fondata nel 2023 e con sede tra Trento e Abano Terme, ha sviluppato una tecnologia di performance tracking per il calcio basata su Edge AI, ovvero sull’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale direttamente sui dispositivi locali anziché su server remoti nel cloud. Il sistema utilizza un sensore inerziale MEMS (un dispositivo microscopico in silicio che misura il movimento, l’accelerazione e la rotazione di un oggetto) a sei assi e, senza GPS né infrastrutture esterne, è in grado di estrarre 36 metriche relative alla prestazione e al movimento del giocatore. Il prodotto è già industrializzato, con una prima serie di 1.000 unità prodotta e una validazione scientifica in corso con la FIGC.
ReQurv, nata nel 2021 a Livorno, sviluppa un ecosistema di servizi AI basato su infrastrutture ad alte prestazioni condivise, con soluzioni che spaziano dall’AI privata e sicura al calcolo distribuito, dall’analisi finanziaria alla formazione. La startup dispone già di un proprio cluster HPC e gestisce infrastrutture HPC per i propri clienti; la tecnologia viene utilizzata anche per creare e personalizzare modelli di AI per comprendere, elaborare e generare testi di grandi dimensioni (LLM), e per la creazione di Small Language Models verticali, modelli di intelligenza artificiale di dimensioni ridotte, ottimizzati e addestrati specificamente per operare con estrema precisione in un settore o dominio circoscritto.
La scelta delle tre startup riflette anche la vocazione di Land in Bo come punto di connessione tra imprese innovative, competenze, ricerca e infrastrutture tecnologiche. L’accesso al progetto permetterà alle realtà selezionate di lavorare in un contesto che combina la disponibilità di spazi e servizi con la possibilità di sviluppare relazioni con il sistema territoriale, anche attraverso la rete di partner e soggetti che compongono l’ecosistema bolognese.
“La selezione di Caelus, Ginga e ReQurv racconta bene ciò che cerchiamo di costruire con Land in Bo: non un semplice spazio fisico, ma un punto di accesso a un ecosistema che renda Bologna metropolitana ancora più attrattiva – ha continuato Rosa Grimaldi – l’obiettivo è che questi mesi a Land in Bo diventino l’inizio di relazioni che possano continuare anche oltre il programma e avere un impatto concreto”.
Per Cosmano Lombardo, CEO e Founder di Search On Media Group, il valore del WMF sta anche nella capacità di far incontrare settori e competenze molto diversi, creando connessioni che, grazie alla dimensione internazionale della manifestazione e al rapporto con il territorio, possono continuare a svilupparsi anche dopo l’evento:
“Caelus, Ginga e ReQurv operano in settori molto diversi, dal nucleare allo sport fino alle infrastrutture computazionali. Al WMF queste industrie si incontrano e si intrecciano, favorendo la circolazione delle competenze e accelerando l’innovazione. La dimensione internazionale della manifestazione permette anche a un singolo incontro di generare valore ben oltre i giorni della fiera. La collaborazione con Land in Bo rafforza questo percorso: portare il mondo a Bologna e creare, insieme alle imprese, alla ricerca e alle istituzioni del territorio, le condizioni perché le connessioni nate al WMF possano svilupparsi e produrre nuove opportunità per l’ecosistema“.
L’iniziativa rafforza così il legame tra WMF e l’ecosistema dell’innovazione bolognese, creando un ponte tra un appuntamento internazionale dedicato al digitale e all’innovazione e gli strumenti messi a disposizione dal territorio per attrarre e sostenere nuove imprese tecnologiche. Dalla competizione alla collaborazione, l’obiettivo è trasformare un incontro in un percorso e una presenza temporanea in una possibile relazione di lungo periodo con Bologna e la sua Data Valley.




