Sol Lucet, dalla produzione di energia a un modello integrato per la transizione delle imprese
Dall’efficienza energetica alla gestione dei consumi, dalle comunità energetiche alla rendicontazione ESG: la società lucchese amplia il tradizionale perimetro delle ESCo puntando su competenze, tecnologia e strumenti finanziari per accompagnare la trasformazione energetica delle aziende.
La transizione energetica delle imprese sta progressivamente cambiando natura. Se fino a pochi anni fa l’attenzione era concentrata soprattutto sulla produzione da fonti rinnovabili e sulla riduzione della bolletta, oggi alle aziende viene richiesto di affrontare contemporaneamente efficienza dei processi, monitoraggio dei consumi, investimenti, rendicontazione ESG e nuovi obblighi normativi.
È all’interno di questo scenario che si colloca il percorso di Sol Lucet Trading, realtà nata nel 2013 e oggi strutturata come ESCo, con sede a Lucca ed unità locali a Massa, in Piemonte e nelle Marche. Nel corso di oltre un decennio la società ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, passando dagli interventi energetici a un modello che prova a riunire sotto un’unica regia le diverse componenti della transizione sostenibile.
Il fotovoltaico rimane una componente importante dell’attività, ma non ne rappresenta più l’intero perimetro. L’impostazione sviluppata dalla società parte infatti da un principio: la trasformazione energetica di un’impresa non può essere standardizzata, perché consumi, processi produttivi, disponibilità finanziarie e obiettivi cambiano significativamente da azienda ad azienda.
Da qui deriva un modello che parte dalla diagnosi energetica, utilizzata per individuare criticità e opportunità di efficientamento, e può arrivare alla progettazione e realizzazione degli impianti, al monitoraggio delle performance e alla rendicontazione dei risultati. Un percorso nel quale trovano spazio anche modelli finanziari ESCo pensati per consentire la realizzazione degli interventi senza necessariamente gravare sul budget iniziale dell’impresa.
Dall’energia ai dati
Uno degli elementi che stanno modificando maggiormente il settore è la crescente centralità del dato. Sapere quanta energia viene consumata non è più sufficiente: diventa necessario comprendere dove, quando e attraverso quali processi viene utilizzata, così da individuare inefficienze e intervenire sulle prestazioni degli impianti.
In questa direzione si inserisce Sunlink, società partecipata dell’ecosistema Sol Lucet che ha sviluppato una piattaforma informatica certificata da Cerved. Il sistema utilizza tecnologie IoT per la gestione dell’energia e la produzione di dati utilizzabili anche nella reportistica ESG.
L’obiettivo è trasformare il monitoraggio da semplice strumento di controllo a componente della gestione industriale: l’integrazione dei dati provenienti dai diversi vettori energetici permette infatti di ricostruire il profilo di consumo, individuare anomalie e costruire interventi di efficientamento sulla base delle prestazioni effettive.
È un passaggio significativo soprattutto per il sistema delle PMI, dove la gestione energetica è stata tradizionalmente affrontata come una voce di costo più che come una variabile strategica.
Un ecosistema di società specializzate
La caratteristica più interessante del percorso intrapreso da Sol Lucet riguarda però la struttura costruita intorno all’attività originaria.
Negli anni sono nate o sono entrate nell’orbita del gruppo diverse realtà specializzate. Tra queste figurano CER Italia, dedicata alla gestione delle Comunità Energetiche Rinnovabili; Onearth, attiva nella comunicazione, nel marketing strategico e nella redazione del Bilancio di Sostenibilità; ESseGreen, focalizzata sulla formazione; Sol Engied, società di ingegneria; e la stessa Sunlink sul versante tecnologico. A questo network si sono aggiunte quest’anno due importanti novità: Laudato Si’ Ecosystema, focalizzata sui percorsi di transizione ecologica per il mondo ecclesiastico, e Laudato Si’ Energia, con cui il Gruppo fa il suo ingresso nel mercato della vendita d’energia completando l’intera filiera dei servizi.
Il risultato è una struttura che cerca di superare la tradizionale separazione tra progettazione energetica, tecnologia, finanza e sostenibilità.
Per un’impresa, infatti, la transizione può significare contemporaneamente installare un impianto fotovoltaico, ridurre i consumi di un processo produttivo, accedere a una comunità energetica, monitorare digitalmente le performance e rendicontare gli effetti degli interventi realizzati.
La scelta di Sol Lucet è quindi quella di operare come General Contractor, coordinando competenze differenti invece di limitarsi alla realizzazione del singolo intervento.
Il nodo degli investimenti
Rimane poi la questione finanziaria, spesso decisiva soprattutto per le imprese di minori dimensioni. Anche quando il ritorno economico di un progetto di efficientamento è evidente nel medio periodo, l’investimento iniziale può rappresentare un ostacolo.
Per questo il modello della società contempla differenti formule contrattuali: dalla vendita diretta al noleggio operativo, fino ai contratti Energy Performance Contract (EnPC) e Power Purchase Agreement (PPA).
Nel modello di noleggio, per esempio, l’asset può essere detenuto attraverso una società veicolo e concesso all’azienda cliente per un periodo medio-lungo, nella formula EncPC il cliente sostiene un canone di servizio e ha la possibilità di riscattare il bene in qualunque momento o ad una scadenza predeterminata, mentre nei PPA l’impresa acquista l’energia prodotta sulla base di un accordo di lungo periodo.
È anche su questo terreno che il ruolo delle ESCo sta cambiando: non più soltanto soggetti tecnici chiamati a realizzare un intervento, ma operatori capaci di mettere insieme ingegneria, gestione energetica e sostenibilità economico-finanziaria del progetto.
Una ESCo che cambia insieme al mercato
L’evoluzione di Sol Lucet segue, in fondo, quella dell’intero comparto. La società ha attraversato differenti fasi del mercato italiano dell’efficientamento energetico: dalla costituzione nel 2013 all’ottenimento delle certificazioni ESCo, SOA, ISO 9001, 11352, 14001e 50001, fino alla successiva espansione attraverso società specializzate, partnership e nuovi servizi.
Negli ultimi anni il modello è stato ulteriormente ripensato. Dopo una fase caratterizzata anche dagli interventi collegati al Superbonus, la strategia dichiarata è stata quella di evolvere verso un Global Service, reinvestendo risorse nell’organizzazione, nelle competenze interne e nella costruzione di un sistema di società controllate e partecipate.
È una trasformazione che riflette un cambiamento più ampio del mercato. Con la progressiva riduzione del peso degli incentivi straordinari, la transizione energetica è destinata a dipendere sempre più dalla capacità degli interventi di produrre risparmi misurabili, ritorni economici e benefici ambientali nel medio-lungo periodo.
Ed è probabilmente qui che si giocherà una parte importante della competitività delle ESCo nei prossimi anni: non nella vendita di una singola tecnologia, ma nella capacità di trasformare energia, dati, finanza e sostenibilità in un unico progetto industriale.




