Comec Innovative S.r.l: il progetto Optiter, finanziato da MICS con fondi PNRR, punta a rivoluzionare la produzione di componenti in fibra di carbonio grazie a sensoristica integrata, digital twin e materiali di nuova generazione
Nel panorama della manifattura avanzata, la produzione di componenti in fibra di carbonio sta vivendo una trasformazione profonda: processi sempre più automatizzati, sistemi intelligenti di controllo e materiali capaci di ampliare le possibilità progettuali stanno ridefinendo standard e metodologie. L’obiettivo è monitorare in tempo reale la condizione dei materiali, migliorando sicurezza e affidabilità. «Secondo il Digital Decade Policy Programme dell’Unione Europea, entro il 2030 oltre il 90% delle PMI dovrebbe raggiungere un livello base di intensità digitale e il 75% delle aziende sarà chiamato ad adottare servizi di cloud computing, eseguire analisi di big data o utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale».
Con Francesco Galliani, R&D Manager di COMEC Innovative S.r.l., conosciamo le nuove frontiere dell’innovazione della manifattura italiana.
Francesco, come cambia il processo produttivo dei componenti in fibra di carbonio?
«Sono in atto differenti vettori di cambiamento nel processo produttivo dei componenti in fibra di carbonio ma, sono tre quelli che stanno incidendo a livello globale. Il primo, che coinvolge direttamente Comec Innovative essendo dei costruttori di impianti per materiali compositi, riguarda l’automazione: un settore storicamente basato su lavorazioni manuali, svolte da personale altamente qualificato, oggi può contare su isole robotizzate e macchine automatiche, che riducono errori, tempi e aumentano la ripetibilità dei processi. Certamente il processo di cambiamento non è immediato, vanno qualificate nuove metodologie di lavoro che impattano direttamente sulla qualifica dei componenti stessi, ma alla luce degli indubbi vantaggi il cambiamento è sempre più rapido e incisivo. Non da meno è il nuovo ruolo che l’uomo assume in questo scenario, grazie alla formazione di esperti di processi produttivi in grado di governare le nuove metodologie di produzione. Il secondo riguarda analisi predittiva e controllo qualità avanzato, come nel progetto progetto OPTITER dove l’utilizzo della modellazione numerica predittiva e la creazione dei gemelli digitali permettono un approfondito studio preliminare dei processi e dei prodotti in fibra di carbonio. Oggi è possibile avere un’accurata analisi preliminare che anticipa il comportamento di ogni parte realizzata in fibra di carbonio. A questo si aggiungono sensori, ultrasuoni, termocamere e software di analisi che permettono di individuare difetti interni già in produzione, evitando scarti costosi; inoltre, la possibilità di integrare la sensoristica embedded sulle parti, come fatto con la nostra tecnologia Aerosol Jet Printing, consente di avere un monitoraggio continuo dei componenti nel loro intero ciclo di vita.
Il terzo è quello dei nuovi materiali: resine che polimerizzano molto rapidamente, materiali che permettono il riciclo o la “riparazione” del componente. Inoltre, la continua ricerca sui materiali ha permesso di realizzarne di nuovi che permettono la produzione di parti che un tempo erano impensabili o estremamente costosi. Nel progetto OPTITER, con il partner Addyx, abbiamo mostrato come con il loro materiale idrosolubile sia possibile realizzare dei supporti di laminazione per componenti cavi complessi, tecnologia che apre entusiasmanti scenari produttivi. In sintesi, si passa da una produzione quasi “artigianale” a una produzione più industriale, automatizzata e controllata, con l’obiettivo di avere componenti leggeri, resistenti, interconnessi ma anche più economici e sostenibili».
Che ruolo assume la tecnologia nell’economia italiana?
«La tecnologia è sempre stato un motore di trasformazione della nostra economia: siamo il paese simbolo della capacità innovativa. Oggi i nostri primati vanno difesi perché tantissimi altri paesi stanno crescendo molto e, a mio avviso, solamente con la continua attività di ricerca ed innovazione si può mantenere il vantaggio competitivo di cui godiamo. Il nostro tessuto industriale è composto da PMI che oggi investono tantissimo nella ricerca e sviluppo, anche grazie alla presenza di misure come quelle dei bandi a cascata del MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile. Sostenere le aziende che innovano è fondamentale per continuare a proporre prodotti e servizi che contribuiscono alla crescita del Paese».
Perché è importante promuovere la sostenibilità?
«Abbiamo una sfida aggiuntiva: sviluppare tecnologie sostenibili sia economicamente sia per l’ambiente. La ricerca è la chiave di volta: processi più efficienti consumano meno risorse e permettono di progettare prodotti riutilizzabili o riciclabili. La sostenibilità diventa un criterio di riprogettazione dei processi, dei materiali e dei componenti, che vanno pensati nell’intero ciclo di vita, from the cradle to the grave».
Qual è il ruolo delle imprese in questo costante cambiamento?
«Le imprese hanno un ruolo cruciale; in passato i cicli di vita dei prodotti e processi avevano dinamiche quinquennali se non in alcuni casi anche decennali, oggi gli scenari si trasformano continuamente. Per adattarsi occorre investire costantemente nell’innovazione, essere in grado di ripensare al proprio prodotto, al proprio posizionamento sul mercato e al proprio modello di business. Per questo è fondamentale lavorare sulla ricerca, sviluppare oggi ciò che arriverà sul mercato domani e accettare il rischio di sperimentare ricette che non andranno mai sul mercato. Solo un continuo approcciarsi a nuovi modelli può rendere l’impresa pronta al cambiamento».




