• 2 Dicembre 2022

Numeri sulla Crisi Energetica

 Numeri sulla Crisi Energetica

Il costo dell’energia per le imprese e le famiglie italiane è aumentato molto rapidamente nell’ultimo anno a causa di una serie di shock dal lato dell’offerta (catene del valore ingolfate post-Covid, invasione russa dell’Ucraina, riduzione dei venti, ecc.). In particolare, gas ed energia elettrica hanno subito gli aumenti maggiori.

Il TTF (il titolo con cui il gas è scambiato in Europa) è cresciuto di quasi 10 volte negli ultimi 12 mesi, da 28 a 265 euro (agosto 2021 – agosto 2022). Similmente, il Prezzo Unico Nazionale dell’energia (che funge da base per gli importi delle bollette) è quintuplicato in un anno. Per quanto riguarda i carburanti, gli incrementi sono stati meno vistosi ma comunque rilevanti, dato che il gasolio per automobili ha più volte superato i 2 euro al litro negli ultimi 3 mesi. Infine, in Italia il costo dell’energia elettrica e dei carburanti è storicamente maggiore rispetto alla media europea (a causa del peso delle importazioni e altre ragioni strutturali), da cui consegue che la crisi energetica ha colpito il nostro Paese più di altri.

Simili incrementi possono mettere in difficoltà anche imprese relativamente poco esposte. Un’impresa per cui, in tempi normali, l’energia elettrica rappresenta il 5% dei costi, oggi – a fronte di un PUN quintuplicato – subirebbe un aumento del 20% del costo del venduto. Per un’attività che utilizza gas, il secondo numero sarebbe raddoppiato. Qualora le imprese scaricassero una quota rilevante dell’aumento del costo del venduto sui consumatori tramite prezzi rialzati, si assisterebbe ad un’accelerazione dell’inflazione (in parte avvenuta negli ultimi mesi). Di contro, un’impresa senza potere di mercato, per poter continuare a produrre, o per poter attendere una caduta dei prezzi energetici operando a capacità ridotta, avrebbe bisogno di liquidità comunque considerevole per superare la fase attuale.

 

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