PwC Italia e MDConcierge: sanità, innovazione e silver economy al centro di una serie di “Longevity Talks”; Over 65 al 35% entro 2050: silver economy italiana da 400 mld euro
L’Italia, secondo paese più longevo al mondo con un’aspettativa di vita di 83,7 anni, conta oggi 14 milioni persone con età superiore ai 65 anni, pari al 24,7% della popolazione. Entro il 2050, questa quota balzerà al 35%, trainando una silver economy da oltre 400 miliardi di euro annui di reddito spendibile e che vede gli over 65 detenere oltre il 50% della ricchezza netta nazionale e generare oltre il 35% dei consumi. Eppure, persiste un forte divario tra domanda emergente e offerta di servizi specializzati per anziani: telemedicina, assistenza domiciliare, long-term care e abitazioni age-friendly, solo per fare qualche esempio, restano sottosviluppati in Italia rispetto ad altri paesi europei.
È il quadro emerso nel primo incontro “Longevity Talks – For a Long Lifefulness”, evento promosso da PwC Italia in collaborazione con MDConcierge tenutosi presso la Torre PwC di Milano. Un confronto multidisciplinare sui driver demografici, tecnologici ed economici che ridefiniscono la longevità con focus su sanità, silver economy, AI, prevenzione personalizzata, mondo farmaceutico, assicurazioni e lifelong care.
Ad aprire e guidare il confronto è stato Massimo Pietracaprina, CEO di MDConcierge, che ha moderato gli interventi dedicati alle dinamiche della longevity economy e alle implicazioni per cittadini, imprese e istituzioni. Pietracaprina ha ribadito una visione della longevità fondata non sull’estensione della vita, ma sulla qualità degli anni vissuti, evidenziando la necessità di pianificare per tempo risposte e modelli adeguati. Una sfida da affrontare in modo sistemico, come ecosistema che coinvolge salute, prevenzione, servizi e tecnologia, con impatti enormi sul piano economico e sociale.
Massimo Pietracaprina, CEO MDConcierge, ha commentato: “La longevità rappresenta oggi un cambio di paradigma profondo: il focus non è più sulla lunghezza della vita, ma sulla sua qualità, trasformando la lifespan in healthspan. Questo richiede un approccio sistemico, in cui salute, sicurezza economica e relazioni sociali siano integrati in un ecosistema costruito con attenzione lungo tutto l’arco della vita. In questo contesto, il digitale e l’innovazione sono abilitatori fondamentali per rendere la cura più proattiva, continua e personalizzata. La sfida – e al tempo stesso l’opportunità – è costruire modelli di lifelong care che anticipino i bisogni e contribuiscano a una società più longeva, attiva, positiva e sostenibile.”
Nel corso del suo intervento, Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Healthcare Pharmaceuticals & Life Sciences Leader, ha presentato i principali trend demografici del Paese(1) e gli indicatori che confermano il forte divario tra Italia ed Europa nella diffusione di servizi “age-friendly”. E’ emerso che il tasso di adozione della telemedicina tra gli over-65 si ferma a circa il 10% in Italia, mentre è pari al 40% in Germania e al 34% in Francia. Il divario è marcato anche nell’utilizzo di strumenti digitali che è pari al 47% per gli over 65 italiani contro una media del 74% a livello UE. A livello abitativo, l’80% delle case italiane non risulta adeguato alle esigenze della popolazione anziana, evidenziando un potenziale di mercato annuo per interventi di ristrutturazione “age-friendly” pari a oltre 2 miliardi di euro. Anche nei servizi di home care emergono gap significativi: solo il 10% degli over 65 in Italia beneficia di cure domiciliari, rispetto a una media europea del 28%, mentre, per citare un esempio di servizio in Italia tutto da sviluppare, la diffusione dei servizi di consegna pasti per anziani si ferma all’1%, contro il 12% nel Regno Unito. Infine, in campo assicurativo, appena il 2% della popolazione in Italia ha sottoscritto una polizza privata Long Term Care per far fronte alla perdita di autosufficienza.
Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Healthcare, Pharmaceuticals & Life Sciences Leader, ha spiegato: “In Italia, paese tra i più longevi al mondo, la popolazione over 65 passerà dal 24,7% attuale al 35% entro il 2050. Le imprese, non solo del settore della salute ma potenzialmente di numerosi altri comparti, devono saper cogliere il potenziale della silver economy. E questo non sarà un mercato di nicchia ma una riconfigurazione dell’intera economia focalizzata sulle crescenti esigenze di persone sempre più longeve. Solo così si trasformerà la sfida demografica in opportunità di crescita economica”.
Durante la discussione i relatori hanno sottolineato come l’inverno demografico e l’allungamento della vita rendano sempre meno sostenibili approcci frammentati, portando al centro della discussione la necessità di valorizzare una vita più lunga, mantenendola attiva, sana e integrata nei processi economici e sociali.
Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy del Politecnico di Milano, ha proposto una lettura della longevità non solo come sfida strutturale, ma come opportunità sistemica, ponendo l’accento sui reali bisogni di una popolazione che vive più a lungo e sul ruolo abilitante delle tecnologie digitali nella costruzione di risposte integrate, capaci di tenere insieme salute, autonomia e partecipazione, e di accompagnare una società chiamata a progettare percorsi di vita e di lavoro più lunghi, inclusivi ed equilibrati.
Il contributo di Mattia Glauber, Direttore della Cardiochirurgia Mininvasiva dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – S. Ambrogio, ha riportato l’attenzione sul valore centrale della prevenzione per una longevità in salute, con particolare riferimento alle patologie cardiovascolari. Glauber ha sottolineato la necessità di un cambio di paradigma: dal trattamento dei sintomi all’anticipazione del rischio, puntando su prevenzione primaria, programmi strutturati di screening e innovazione tecnologica applicata alla diagnosi e alle terapie.
Sul versante della protezione e dell’assistenza di lungo periodo, Luca Franzi, Presidente Esecutivo di Aon Advisory and Solution, ha evidenziato il potenziale delle assicurazioni come attore chiave nel lifelong care, soffermandosi sulle criticità che oggi limitano la diffusione di tali polizze e sulla necessità di soluzioni più inclusive e sostenibili lungo l’arco della vita.
A completare il quadro, Sergio Liberatore, AD di PharmaDataFactory, ha analizzato i modelli di consumo farmaceutico legati alla longevità, il ruolo di farmaci e integratori nel mantenimento del benessere e il possibile sviluppo della farmacia dei servizi come presidio territoriale, anche alla luce delle differenze regionali e normative.
Alessandro Grandinetti, Partner PwC Italia, Clients and Markets Leader: “Con oggi inizia un percorso legato alla definizione di un ecosistema relativo al tema della longevità, formato da diversi settori: oltre alla sanità, la tecnologia, la farmaceutica e la nutraceutica, il wellness, le infrastrutture e il real estate dedicato. Tale ecosistema è il risultato dell’interpretazione tempestiva di un fenomeno ormai consolidato, fatto di calo demografico e allungamento della vita. L’obiettivo è progettare un nuovo comparto dell’economia che ha un valore potenziale molto rilevante, vista la situazione demografica dell’Italia: il tipico esempio di come trasformare un problema in una concreta opportunità”.
[1] Rielaborazioni ufficio studi PwC su dati ISTAT, Eurostat, INPS, Banca d’Italia e Agenas




