Il mercato del private equity e venture capital 2025

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Private equity e venture capital: nel 2025 cresce il numero di operazioni, ma cala la raccolta

Il mercato italiano del capitale di rischio mostra segnali contrastanti: aumenta l’attività di investimento, trainata dal venture capital e dal supporto alle PMI, mentre la raccolta registra una contrazione significativa, influenzata dal rallentamento delle grandi operazioni e dal calo degli investimenti infrastrutturali.

In un contesto economico globale ancora segnato da volatilità, tensioni geopolitiche e politiche monetarie restrittive, il capitale di rischio continua a rappresentare uno strumento strategico per sostenere la crescita delle imprese e accompagnare i processi di trasformazione industriale. Il 2025 evidenzia un mercato italiano del private equity e del venture capital in fase di riequilibrio: meno risorse raccolte, ma una maggiore diffusione degli investimenti e un rafforzamento del ruolo della finanza a supporto dell’innovazione, della competitività e dello sviluppo delle PMI. Un segnale importante per il sistema produttivo, che conferma come il capitale non sia solo una leva finanziaria, ma anche un acceleratore di competenze, tecnologia e capacità di crescita.

Nel 2025 la raccolta complessiva del private equity e venture capital si è attestata a 3,57 miliardi di euro, in calo del 46% rispetto ai 6,67 miliardi del 2024. Il dato evidenzia un contesto più selettivo per gli operatori, che si trovano a gestire una minore disponibilità di capitali, pur mantenendo un livello di attività sostenuto sul fronte degli investimenti.

Nel corso dell’anno sono stati investiti complessivamente 11,6 miliardi di euro tra private equity, venture capital e infrastrutture, con una diminuzione del 22% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, escludendo il comparto infrastrutturale, il valore degli investimenti risulta sostanzialmente stabile (-2%), confermando la tenuta del mercato core e la continuità del supporto finanziario alle imprese.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la crescita del numero di operazioni, che raggiunge quota 887, con un incremento del 21% rispetto alle 732 del 2024. Il venture capital si conferma il segmento più dinamico, con 568 operazioni (+30%) e un ammontare investito pari a 1,35 miliardi di euro (+46%). Il dato evidenzia un rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione e una maggiore attenzione verso start up e imprese ad alto potenziale di crescita.

I buyout restano il comparto principale per valore investito, con 6,25 miliardi di euro, pari al 54% del totale, pur registrando una lieve riduzione dell’ammontare rispetto al 2024 (-4%). Crescono invece gli investimenti nella fase di expansion, che raggiungono 792 milioni di euro (+14%), a conferma dell’interesse degli investitori per progetti di sviluppo e consolidamento delle imprese. In forte calo il segmento delle infrastrutture, che si attesta a 3,04 miliardi di euro rispetto ai 6,16 miliardi del 2024, riflettendo l’assenza di operazioni di grande dimensione che avevano caratterizzato l’anno precedente.

Nel corso del 2025 sono stati realizzati 5 large deal e 8 mega deal, che complessivamente hanno rappresentato il 44% del valore investito. Parallelamente, le operazioni di dimensione inferiore ai 150 milioni di euro hanno raggiunto il livello più elevato di sempre, con 6,46 miliardi di euro investiti, segnale di un mercato sempre più orientato al sostegno diffuso del tessuto imprenditoriale.

Dal punto di vista settoriale, il comparto ICT si conferma il più attrattivo per numero di operazioni, con il 32% del totale, seguito da beni e servizi industriali (15%) e dal settore medicale (13%). Considerando invece il valore degli investimenti, il settore energia e ambiente si colloca al primo posto con il 30% del capitale investito, evidenziando la crescente centralità dei temi legati alla transizione energetica e alla sostenibilità.

Sotto il profilo geografico, la Lombardia si conferma il principale polo di attrazione degli investimenti, concentrando il 47% del numero complessivo delle operazioni realizzate in Italia, seguita da Lazio (10%) e Piemonte (7%). Un dato che conferma il ruolo centrale dei principali ecosistemi territoriali dell’innovazione e della finanza per la crescita del sistema produttivo nazionale.

Anche sul fronte dei disinvestimenti si registra una dinamica mista: il numero di exit cresce del 17%, raggiungendo quota 184 operazioni, mentre il valore complessivo scende a 4,66 miliardi di euro (-19%). La vendita a soggetti industriali si conferma il canale più utilizzato in termini numerici, mentre per ammontare prevalgono le operazioni tra operatori di private equity, che rappresentano il 44% del totale.

Nel complesso, il 2025 evidenzia un mercato del capitale di rischio in evoluzione, caratterizzato da una maggiore diffusione delle operazioni e da un crescente orientamento verso innovazione, digitalizzazione ed energia. Nonostante la contrazione della raccolta, l’aumento dell’attività di investimento, in particolare a favore delle PMI e delle imprese innovative, conferma il ruolo strategico del private equity e del venture capital come leva per sostenere competitività, crescita e trasformazione del sistema produttivo italiano.

Fonte dei dati: AIFI Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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