Il Bando Metalmeccanica 2026 rappresenta un’opportunità importante per le PMI della moda che intendono realizzare programmi di investimento strutturati, rafforzare la capacità produttiva, innovare i processi, valorizzare la supply chain italiana e sviluppare progetti anche in forma aggregata.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito l’architettura della nuova misura a sostegno delle PMI operanti nella filiera della moda, con una dotazione complessiva pari a 100 milioni di euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.
La misura è finalizzata a sostenere programmi di sviluppo diretti a rafforzare la filiera produttiva italiana, valorizzare l’integrazione dei processi localizzati in Italia, favorire l’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e promuovere anche progetti realizzati in forma aggregata tra imprese.
Il decreto definisce le regole generali della misura, ma non sono ancora stati pubblicati i termini di apertura e chiusura dello sportello, la modulistica, il soggetto gestore e le ulteriori disposizioni operative. Questi elementi saranno stabiliti con un successivo provvedimento direttoriale.
BENEFICIARI
Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, operanti nella filiera della moda.
Sono incluse integralmente le attività appartenenti alle divisioni ATECO 2025:
- 13 – Fabbricazione di tessili;
- 14 – Fabbricazione di articoli di abbigliamento;
- 15 – Fabbricazione di pelli, cuoi e articoli in pelle.
Rientrano inoltre, con le limitazioni previste dal decreto, ulteriori attività collegate alla filiera.
PROGRAMMI DI INVESTIMENTO
I programmi devono avere spese ammissibili complessive comprese tra 1 milione e 20 milioni di euro.
I progetti possono essere presentati:
- da una singola PMI;
- da un’aggregazione composta da 3 a 6 PMI.
Nel caso di progetti congiunti, ciascuna impresa partecipante deve sostenere almeno 200.000 euro di spese.
Gli investimenti produttivi possono riguardare:
- creazione di una nuova unità produttiva;
- ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
- diversificazione della produzione verso prodotti mai realizzati prima;
- cambiamento fondamentale del processo produttivo;
- acquisizione degli attivi di uno stabilimento esistente.
Il decreto contempla anche interventi di rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature per programmi non superiori a 1 milione di euro. Considerata la soglia minima generale pari a 1 milione di euro, questa fattispecie dovrà essere chiarita dal successivo provvedimento operativo.
PROGETTI COMPLEMENTARI
Il programma produttivo può essere integrato con progetti complementari.
Sono previsti:
- progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione, fino al 40% dell’investimento complessivo;
- progetti di formazione del personale, fino al 20%, esclusa la formazione obbligatoria per legge;
- per programmi produttivi superiori a 5 milioni di euro, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
SPESE AMMISSIBILI
Per gli investimenti produttivi sono ammissibili, tra le altre, le spese per:
- suolo aziendale e sistemazioni, entro il limite del 10%;
- opere murarie, infrastrutture specifiche e assimilate, entro il limite del 40%;
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
- impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al fabbisogno dell’unità produttiva;
- immobilizzazioni immateriali;
- consulenze connesse al programma, entro il limite del 5% dell’investimento produttivo.
Per innovazione, ricerca e sviluppo e formazione sono inoltre previste specifiche categorie di costi ammissibili, tra cui personale, attrezzature, consulenze, ricerca contrattuale, brevetti, materiali, costi di esercizio e spese generali, secondo i limiti stabiliti dal decreto.
AGEVOLAZIONE
L’agevolazione potrà essere concessa sotto forma di contributo a fondo perduto e, se richiesto dall’impresa, di finanziamento agevolato.
Il finanziamento agevolato può essere riconosciuto in misura pari al 20% degli investimenti ammissibili, con durata massima di 10 anni, oltre a un periodo di preammortamento massimo di 3 anni.
La somma tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato non potrà superare il 75% dell’investimento ammissibile.
L’importo effettivo del contributo a fondo perduto dipenderà da diversi fattori, tra cui localizzazione dell’investimento, dimensione dell’impresa, tipologia di progetto e regime di aiuto applicabile.
Per alcune fattispecie sarà possibile richiedere l’applicazione del regime de minimis, con intensità massima del 50%, nel rispetto del plafond disponibile.
PROCEDURA E CRITERI PER LA GRADUATORIA
La misura non sarà gestita come click day.
È prevista la formazione di una graduatoria sulla base di specifici indicatori, tra cui:
- copertura finanziaria del piano di sviluppo;
- rapporto tra EBITDA e investimento;
- possesso di certificazioni etico-sociali;
- strumenti di tracciabilità della supply chain.
Sono inoltre previste premialità per rating di legalità, certificazione della parità di genere, utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea, piani congiunti tra imprese appartenenti a diverse fasi della catena del valore e incidenza del costo del personale superiore al 15% del fatturato.
SCADENZE
Ogni impresa potrà presentare una sola domanda, singolarmente oppure in forma congiunta.
La graduatoria sarà pubblicata entro 30 giorni dalla chiusura dei termini di presentazione e le istruttorie saranno completate, per ciascuna domanda esaminata, entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria.
Al momento, però, non sono ancora stati definiti termini di apertura e chiusura, modulistica, soggetto gestore, punteggi analitici, e ulteriori disposizioni operative.
Per questo motivo, la misura va considerata come anticipazione, in attesa del successivo provvedimento direttoriale.
DOTAZIONE FINANZIARIA
La dotazione complessiva prevista è pari a 100 milioni di euro.
Sono previste specifiche riserve:
- il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese;
il 40% delle risorse è destinato agli investimenti realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.




