Crescita moderata e inflazione sotto pressione: le prospettive dell’economia italiana nel triennio 2026-2028. Energia, fiducia e domanda interna al centro delle dinamiche macroeconomiche
L’economia italiana si prepara ad affrontare un triennio caratterizzato da crescita contenuta e da un livello di incertezza superiore alla media degli ultimi anni. Le proiezioni elaborate dalla Banca d’Italia delineano uno scenario nel quale il ritmo di espansione del PIL rimane moderato, risentendo soprattutto dell’impatto dei prezzi energetici, delle tensioni geopolitiche e di una domanda interna ancora prudente. La crescita è stimata allo 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, con un rafforzamento allo 0,8% nel 2028, segnale di una ripresa che si consolida gradualmente ma che resta esposta a variabili esterne difficilmente prevedibili.
A pesare sulle prospettive di breve periodo è soprattutto il rincaro delle materie prime energetiche, che incide sul potere d’acquisto delle famiglie e alimenta un clima di cautela nei consumi. L’inflazione è prevista in aumento al 2,6% nel 2026, sospinta in larga misura dall’andamento dei prezzi di petrolio e gas, per poi rientrare progressivamente su valori prossimi al 2% nel biennio successivo. Il quadro riflette un contesto nel quale la trasmissione dei rincari ai salari e ai prezzi dei servizi avviene con gradualità, contenendo effetti inflattivi più persistenti ma lasciando comunque margini di volatilità legati all’evoluzione dello scenario internazionale.
La dinamica della domanda interna evidenzia una fase di rallentamento, determinata dall’erosione del reddito reale e da un livello di fiducia ancora fragile. I consumi delle famiglie rimangono deboli nel breve periodo, mentre gli investimenti registrano una frenata soprattutto nella componente legata ai beni strumentali, condizionata dal costo del credito e da prospettive di mercato meno favorevoli. Un contributo positivo continua invece a provenire dal comparto delle costruzioni, sostenuto dal completamento degli interventi previsti dal PNRR, che contribuiscono a mantenere un livello di attività relativamente stabile.
Sul fronte internazionale, il commercio mondiale mostra segnali di rallentamento nel breve termine, influenzando la performance delle esportazioni italiane, attese comunque in recupero progressivo nel corso del biennio 2027–2028. In questo quadro, il contributo della domanda estera alla crescita risulta limitato, mentre il mercato del lavoro continua a mostrare una dinamica complessivamente positiva, pur con ritmi inferiori rispetto al recente passato e con un tasso di disoccupazione previsto in lieve aumento dopo i minimi registrati nel 2025.
L’elemento di maggiore attenzione resta rappresentato dallo scenario geopolitico e dalla possibile evoluzione del conflitto in Medio Oriente, che potrebbe incidere in modo significativo sui prezzi delle materie prime e sulla stabilità dei mercati finanziari. In un’ipotesi di aggravamento delle tensioni, la crescita economica potrebbe ridursi ulteriormente e l’inflazione aumentare in misura più marcata, con effetti diretti sui redditi delle famiglie e sulle decisioni di investimento delle imprese.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un’economia che mantiene una traiettoria di espansione ma che procede con cautela, in equilibrio tra fattori di resilienza interna e pressioni esterne ancora rilevanti. La stabilizzazione dei costi energetici, il recupero della fiducia e il rafforzamento degli scambi internazionali rappresentano le condizioni essenziali per consolidare una crescita più robusta nel medio periodo.




