Credito alle famiglie, torna la fiducia. Il mercato del credito alle famiglie italiane sta mostrando segnali di rafforzamento
Dopo una lunga fase nella quale inflazione, aumento dei tassi e incertezza economica avevano indotto molti consumatori a rinviare le decisioni finanziarie più importanti, gli ultimi dati evidenziano una maggiore propensione a ricorrere al credito. La ripresa interessa soprattutto i mutui e i prestiti personali, mentre continua a svilupparsi rapidamente il fenomeno del pagamento dilazionato. A cambiare non sono soltanto i volumi, ma anche la composizione della domanda, con un peso crescente delle generazioni più giovani.
Il segnale probabilmente più significativo arriva dal mercato immobiliare. A luglio le richieste di mutuo sono aumentate dell’8,95% rispetto allo stesso mese del 2025. Parallelamente è cresciuto l’importo medio richiesto, arrivato a 125.987 euro, il livello più elevato degli ultimi dodici mesi. La combinazione delle due dinamiche è importante: non aumentano solamente le famiglie interessate a finanziare l’acquisto di un’abitazione, ma cresce anche la somma che sono disposte a chiedere alla banca.
Su base più ampia, l’incremento delle richieste si avvicina al 9%, accompagnato da una crescita del 4,2% dell’importo medio. Si tratta di numeri che indicano una maggiore disponibilità delle famiglie ad assumere impegni finanziari di lungo periodo. Il miglioramento delle condizioni del credito e una maggiore stabilità delle aspettative sembrano avere progressivamente ridotto quell’atteggiamento attendista che aveva caratterizzato una parte importante del mercato immobiliare.
La ripresa, inoltre, appare distribuita sul territorio nazionale. Il Centro registra un incremento delle richieste di mutuo del 18,7%, mentre il Mezzogiorno cresce del 16,6%. Tra le grandi città spicca Roma, con un aumento del 25% rispetto a luglio dello scorso anno, mentre Milano consolida il recupero con un progresso del 13,6%. Particolarmente significativo il dato di Bergamo, dove l’incremento raggiunge il 43%, anche se su una quota più contenuta delle richieste complessive.
Un’altra trasformazione riguarda l’età dei richiedenti. La Generazione Z registra un’accelerazione del 37,7% su base annua e arriva a rappresentare il 19,5% delle richieste di mutuo. Sommando anche i Millennials, in crescita del 10%, le due generazioni raggiungono complessivamente il 47,2% del mercato. Quasi una domanda di mutuo su due proviene quindi dalle fasce più giovani della popolazione.
È un passaggio rilevante perché indica come l’accesso alla casa continui a rappresentare un obiettivo centrale anche per generazioni spesso considerate più orientate alla mobilità e meno interessate alla proprietà immobiliare. Il problema rimane naturalmente la sostenibilità economica dell’acquisto, soprattutto nelle grandi città, dove il livello dei prezzi continua a richiedere disponibilità finanziarie importanti e spesso il sostegno della famiglia di origine.
Aumenta contemporaneamente il contributo dei cittadini nati all’estero, che rappresentano ormai il 30,1% della domanda complessiva di mutui e registrano una crescita del 7,3% rispetto allo scorso anno. Anche questo elemento segnala un progressivo allargamento della platea dei potenziali acquirenti e una maggiore articolazione sociale del mercato immobiliare italiano.
La ripresa del credito non riguarda però soltanto la casa. I prestiti personali registrano una crescita del 14,7% su base annua e del 2% rispetto al mese precedente. In questo caso emerge tuttavia una dinamica differente rispetto ai mutui: mentre aumenta sensibilmente il numero delle richieste, diminuisce l’importo medio, sceso a 8.725 euro, con una contrazione del 12,3%.
La lettura dei due dati congiunti suggerisce una maggiore diffusione del prestito personale per esigenze finanziarie relativamente contenute. Le famiglie sembrano quindi utilizzare più frequentemente il credito, ma mantenendo prudenza sull’entità dell’indebitamento. È una tendenza coerente con un contesto nel quale il potere d’acquisto rimane un elemento centrale nelle decisioni dei consumatori.
Diversa la situazione dei prestiti finalizzati, che presentano volumi sostanzialmente invariati rispetto a un anno prima, con una variazione del -0,02%, ma crescono del 2% rispetto al mese precedente. Aumenta invece l’importo medio finanziato, che raggiunge 1.915 euro, segnando un incremento dell’11%.
Tra le finalità di spesa, i telefoni cellulari continuano a rappresentare una componente rilevante, con il 28,4% del totale. Crescono però anche le richieste legate ai servizi, dall’estetica ai corsi di formazione. Gli elettrodomestici costituiscono invece l’unica categoria in crescita sia nel confronto mensile, con un aumento dell’11,1%, sia rispetto all’anno precedente, con un progresso dell’1,3%.
Anche dal punto di vista territoriale emergono differenze interessanti. Il Mezzogiorno risulta l’area più dinamica e l’unica macroregione in crescita su base annua contemporaneamente nei prestiti personali e nei finanziamenti finalizzati. I primi aumentano del 15,9%, mentre i secondi crescono del 4,8%. Il dato suggerisce come il credito al consumo stia assumendo un ruolo particolarmente importante nelle regioni meridionali.
Ancora una volta sono i giovani a mostrare il maggiore dinamismo. La Generazione Z è l’unica fascia anagrafica che registra un’espansione in entrambi i comparti, con un aumento del 26% nei prestiti personali e del 15% nei finalizzati. Il ricorso al credito diventa quindi sempre più integrato nelle modalità di consumo delle nuove generazioni.
Questa evoluzione trova una conferma ancora più evidente nel Buy Now Pay Later. Il pagamento dilazionato continua infatti a espandersi a ritmi molto elevati, con una crescita annua del 28,9% e un ulteriore incremento del 2,5% rispetto al mese precedente. Non aumenta solamente il numero delle operazioni: cresce anche il loro valore medio.
Il ticket medio raggiunge infatti 192 euro, contro i 174 euro di un anno prima, con un incremento del 7,3%. Il Buy Now Pay Later sembra quindi superare progressivamente la fase iniziale nella quale veniva utilizzato prevalentemente per piccoli acquisti online, diventando uno strumento impiegato anche per spese di valore maggiore.
Generazione Z e Millennials concentrano insieme il 67,9% delle richieste. Il pagamento rateale digitale è ormai entrato stabilmente nelle abitudini di consumo delle fasce più giovani, favorite dalla semplicità delle procedure e dalla possibilità di suddividere immediatamente una spesa senza ricorrere alle forme tradizionali di finanziamento.
Proprio la rapidità di questa crescita impone però attenzione. La facilità con cui è possibile frammentare numerosi acquisti in piccole rate può ridurre la percezione dell’indebitamento complessivo. Il problema non riguarda necessariamente la singola operazione, spesso di importo limitato, quanto l’eventuale sovrapposizione di più pagamenti dilazionati. Diventa quindi sempre più importante accompagnare l’innovazione finanziaria con una maggiore consapevolezza nella gestione del bilancio familiare.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un mercato del credito in recupero. Mutui, prestiti personali e pagamenti dilazionati raccontano però esigenze differenti. Nel settore immobiliare prevale il ritorno verso investimenti di lungo periodo; nei prestiti personali emerge la ricerca di liquidità per importi mediamente più contenuti; nel Buy Now Pay Later si afferma invece una nuova modalità di gestione quotidiana dei consumi.
Il dato più interessante è forse proprio il ritorno della fiducia. Le famiglie sembrano nuovamente disponibili a programmare acquisti importanti e ad assumere impegni finanziari, pur mantenendo una certa prudenza. Il credito torna così a svolgere una funzione di sostegno ai consumi e agli investimenti.
La vera sfida dei prossimi mesi sarà capire se questa accelerazione riuscirà a trasformarsi in una tendenza strutturale. Molto dipenderà dall’andamento dei tassi, dal reddito disponibile, dall’occupazione e dalla capacità delle famiglie di mantenere sotto controllo il proprio livello di indebitamento. Se queste condizioni resteranno favorevoli, il recupero della domanda di credito potrebbe diventare uno dei segnali più significativi di una ritrovata propensione degli italiani a investire sul proprio futuro.




