• 2 Dicembre 2022

Corporate storytelling, raccontare le aziende sui social

 Corporate storytelling, raccontare le aziende sui social

Perché i tuoi clienti dovrebbero ricordarsi del tuo brand? Raccontagli una storia avvincente e farai centro. Si chiama storytelling. E se lo fai sui social? Visual storytelling. Scopriamolo insieme

Se, in qualità di brand, vendere un prodotto o un servizio è un nostro obiettivo, essere ricordati per continuare a farlo nel tempo rappresenta la nostra più importante missione, ed entrambi i fini sono perseguibili ed efficacemente raggiungibili con un medesimo strumento: lo storytelling, ossia la tecnica comunicativa della narrazione.

Già, perché dai tempi dei tempi, raccontare storie ha permesso di trasmettere con esito indiscusso lezioni morali, veicolare insegnamenti, pensieri, credenze e filosofie.

Una storia ben raccontata permette, infatti, di incoraggiare l’immaginazione attiva e coinvolge un’interazione bidirezionale tra il narratore e uno o più ascoltatori costruendo una vera e propria connessione tra loro.

Qualsiasi sia il tuo strumento di comunicazione dunque la chiave è il racconto: fai in modo che si avvicini al tuo potenziale target, che sia chiaro e semplice e cerca di far sì che le parole facciano immedesimare quanto più possibile nella tua storia.

E tieni a mente che la prima narrazione dovrà riguardare innanzitutto l’essenza del tuo brand, e a questa dovrai restare fedele in qualsiasi altra fase: dal momento della promozione di un prodotto, all’inaugurazione di un potenziale nuovo punto vendita, ad una possibile collaborazione e così via.

 

Se racconti storie solo per vendere qualcosa, rischierai di arrivare banale, senza filo conduttore e spesso invadente e più che di storytelling parleremo di meri messaggi di vendita, noiosi e senz’anima che non sono in grado di toccare il cuore del tuo pubblico e imprimere un’impressione speciale nella loro mente.

Ma veniamo ad un concetto attualissimo: lo storytelling dei social, il cosiddetto visual storytelling.

La narrazione nel mondo del social media marketing non è un’eccezione, ma anzi anche in questo caso lo strumento migliore a disposizione per catturare l’attenzione, accattivare il nostro pubblico, creare un collegamento duraturo nel tempo, vendere i nostri prodotti e servizi ed essere ricordati. Ma la narrazione da sola non basta, servono nuovi fondamentali accorgimenti.

 

Pensa alle peculiarità di chi usa i social:

Il tempo. Chi li apre gli dedica spesso attimi “rubati”, magari tra una pausa e l’altra della vita di tutti i giorni.

Diversamente da quando si decide di dedicare del tempo per leggere un articolo, una rivista o un libro, o di guadarci un episodio di Netflix in tv, sui social abbiamo bisogno di contenuti cotti e pronti da gustare. Quindi per essere efficace: la tua narrazione dovrà essere breve, concisa, essenziale ed emozionale al tempo stesso.

Le immagini (statiche o video che siano). Con l’avvento dei social media la comunicazione si è orientata sempre più verso la sua componente visiva. Questo perché le immagini possiedono un grande potere comunicativo capace di trasmettere più informazioni contemporaneamente. Queste vengono osservate nella loro globalità fin dal primo momento, con un enorme risparmio di energie cognitive.

Ma la chiave non è stupire con una foto su Instagram. Spesso si pensa che postare un contenuto sbalorditivo possa determinare successo, ma non è così. Potresti anche ottenere molti like, ma nessuno continuerà a seguirti se non gli racconti qualcosa, e non sei continuativo e coerente nel farlo.

Quindi, dopo aver creato una storia aziendale, che definiremmo corporate storytelling, e alla quale resteremo sempre fedeli qualsiasi sia il nostro strumento di comunicazione, sui social:  

fai sempre capo ai capisaldi della narrativa, coinvolgendo quanto più possibile il tuo pubblico, ricorda di restare il più conciso possibile, e allo stesso tempo sfrutta al massimo la componente visiva per veicolare il tuo messaggio scegliendo immagini veramente significative che ti serviranno a raccontare un’idea, un valore, una situazione, un progetto, o persino una presa di posizione.

Come sempre, valuta il social che stai utilizzando, in questo caso per individuare i diversi formati dei contenuti da pubblicare (immagini, video lunghi, reels e così via). E non dimenticare di testare le diverse creatività per capire empiricamente quali siano più performanti per te.

Infine, ma non per ultimo, poni attenzione alle parole, senza mai trascurale. Il linguaggio destinato agli appositi spazi (biografie, pannelli informatici, caption) dovrà rispecchiarti in tutto e per tutto e aiutare a veicolare il tuo brand.

Be human/ Resta umano. Per essere credibili occorre creare esperienze in cui gli interlocutori possano immedesimarsi, raccontare situazioni autentiche e vere, usare lo stesso linguaggio del proprio pubblico.

Un piccolo trucco per rendere il visual e il non visual storytelling accattivante?

Gli aneddoti, ovvero lati più curiosi o divertenti di un’azienda o di un prodotto che spesso non emergono perché si fatica a trovare la giusta chiave per raccontarli. Qui l’abilità di un bravo copywriter/content creator a trovare la combinazione giusta per trarne una preziosa sensazione di vicinanza e comprensione con la propria audience.

Buona narrazione visiva!

Viola Vanzi

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