Consulenza finanziaria indipendente: un settore in ascesa, ecco perché

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Sono ormai trascorsi circa 8 anni da quando nel 2018 sono risultate operative a tutti gli effetti le società di consulenza finanziaria nonché i consulenti finanziari autonomi.

Da allora il settore della consulenza finanziaria indipendente ha registrato un’ascesa costante tanto per gli iscritti all’Albo quanto per gli investitori.

I numeri nel 2025 sono stati importanti, a fronte di un incremento pari al 14,8% dei professionisti iscritti all’Albo che operano in tale ambito. Dietro a questo fenomeno c’è un modello che si rivela maggiormente rispondente alle esigenze dei clienti, caratterizzate da un’adozione massiva delle soluzioni digitali, che danno luogo a opportunità senza precedenti. Analizziamo perché.

Cos’è e come funziona la consulenza finanziaria indipendente?

Rivolgersi a una società di consulenza finanziaria indipendente rappresenta una soluzione diffusa in modo particolare nel Nord dello Stivale e si basa sull’operato di professionisti regolarmente iscritti all’Albo OCF.

Sì, ma di cosa si tratta? Le peculiarità distintive appaiono sostanzialmente due:

  • la remunerazione del consulente viene conseguita direttamente dal cliente;
  • l’offerta prevede un’ampia varietà di prodotti, analizzati senza che sussista l’interferenza, nell’operato del consulente, di un operatore finanziario.

La parcella del consulente non viene quindi sostenuta da retrocessioni correlate ai prodotti finanziari acquistati, questo perché il consulente non è un dipendente della banca o di un’altra società.

Alfabetizzazione finanziaria: il quadro in Italia

Uno dei vantaggi della consulenza indipendente risiede nel suo ruolo di supporto attivo per gli utenti. Ciò avviene in un contesto che vede l’alfabetizzazione finanziaria in Italia alquanto lacunosa: stando all’Indagine Eurobarometro condotta per il 2023, il Belpaese è ai margini della classifica comunitaria per tale ambito, registrando una media inferiore a quella UE (18%).

Questo livello scarso di competenza degli utenti rende alquanto difficile amministrare in maniera corretta le proprie finanze, producendo (almeno potenzialmente) una gestione meno efficace delle stesse. La formazione appare carente fin dall’età giovanile, complice una scarsa presenza della materia nei programmi scolastici.

Gli italiani che stanno diventando sempre più consapevoli di tale condizione sono in aumento: è qui che si inserisce l’ascesa della consulenza indipendente, in grado di offrire maggiori garanzie di imparzialità e dunque di investimenti che garantiscono risultati migliori, in termini di rendimento ma anche di modalità d’utilizzo.

Dietro la crescita della consulenza finanziaria in Italia: altre cose da sapere

Come accennato, la presenza di società di consulenza finanziaria indipendente nonché di consulenti autonomi è concentrata soprattutto nel Nord Italia.

A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio SCF/CFA Italia, che vedono al primo posto la Lombardia (40,9% dei consulenti autonomi), seguita da Emilia-Romagna (13,3%), Lazio (12,4%) e Veneto (11,4%). C’è poi da dire che il 32,4% dei consulenti autonomi è concentrato nella capitale della finanza italiana, ovvero Milano.

La funzione della consulenza finanziaria, in linea con la scarsa alfabetizzazione del Belpaese, è invero soprattutto educativa: l’intento è fare in modo che il cliente si trovi nelle condizioni ottimali per decidere come investire il proprio denaro, conoscendo le potenzialità, i rischi e i limiti di ogni singola soluzione.

Il vantaggio non è quindi soltanto di accedere a proposte maggiormente svincolate da una banca, ma di diventare protagonisti delle proprie scelte, a fronte di un beneficio che è certamente economico, ma anche culturale.

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