Con un contributo al PIL pari a 237,4 miliardi di euro, il turismo resta uno dei principali fattori di crescita della nostra economia, ne conseguono grandi responsabilità verso l’ambiente
Secondo dati annunciati da Enit al “Terzo Forum Nazionale Sul Turismo Sostenibile e i Patrimoni dell’Umanità”, evento in collaborazione con TEHA Group e promosso da Regione del Veneto e dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio UNESCO, in Italia crescono sia arrivi che spesa media dei turisti stranieri (nei primi 7 mesi del 2025 l’Italia è solo seconda in Europa per presenze internazionali con 151,8 milioni di ospiti e per il totale dei soggiorni pari a 268,4 milioni.
Non è un dettaglio trascurabile il fatto che sia già stato registrato un picco di +5,7% di presenze totali nelle strutture ricettive, tra gennaio e luglio 2025 e un +10,4% da provenienze internazionali pari a quasi 25 miliardi di euro. Un giro che si traduce in incassi dal turismo internazionale nel solo primo semestre dell’anno pari a +5,9% e che genererà un contributo al PIL pari a 237,4 miliardi di euro entro la fine del 2025. Un peso notevole, anche per stabilire i prossimi equilibri precari con altri, come ad esempio quello della sostenibilità. «I risultati ottenuti in questi anni – ha detto Elena Nembrini, Direttore Generale ENIT – mostrano come siamo in grado, come sistema Paese, di conciliare i successi economici con quelli sociali e sostenibili. Siamo orgogliosi di quanto stiamo facendo e da simili occasioni di confronto nascono i successi del futuro».
Il legame la crescita economica turistica con valori ESG è senza dubbio, infatti, sempre più forte.
Da qui la sfida per raccordare quanto riguarda il riscontro turistico e quanto l’impegno green. E l’impegno nel rendere più compatibile l’impatto turistico si traduce in fretta. Secondo lo studio più recente, infatti, numeri alla mano dicono che dal 2019 al 2023 è diminuita l’intensità delle emissioni di gas serra di viaggi e turismo (-2,9% di Emissioni di gas serra – kg CO2e – per USD di PIL turistico annuale); 15,5% di consumo di acqua dolce legato ai viaggi e turismo (metri cubi di prelievi per mille USD di PIL turistico annuale) contro il 28% circa della media mondo. Non di secondo piano anche altri aspetti, come il mondo del lavoro
e dell’occupazione turistica in Italia, molto più inclusiva che in altri settori con 1,34 milioni di posti di lavoro di occupazione femminile nel turismo (filiera diretta e indiretta) in crescita sul 2019 quando erano 1,28 milioni; 48,6% di occupazione femminile diretta (707 mila) sul totale contro la media Europa del 47,8% e con 17,1% di occupazione ad alta retribuzione nel turismo sul totale dell’occupazione nel 2023 (contro il 15,4% di media nei Paesi UE).




