Trasporto merci in Italia: i dati ISTAT

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Trasporto merci in Italia, la strada domina ancora: nel 2024 movimentato il 92% dei volumi

Logistica e infrastrutture restano uno dei pilastri della competitività industriale italiana. Ma i dati più recenti mostrano come il sistema dei trasporti continui a poggiare quasi interamente sulla gomma, mentre il ferro cresce più lentamente nonostante gli obiettivi europei di sostenibilità.

Nel 2024 il sistema dei trasporti merci in Italia conferma una struttura fortemente sbilanciata verso la modalità stradale. Secondo i più recenti dati statistici elaborati dall’Istat, il trasporto terrestre ha movimentato complessivamente oltre 1,2 miliardi di tonnellate di merci, di cui il 92,1% su strada e solo il 7,9% su ferrovia. Anche considerando l’intensità dell’attività logistica, misurata in tonnellate-chilometro, la supremazia della gomma rimane evidente: quasi l’87% del traffico merci continua a viaggiare su camion.

Il dato evidenzia con chiarezza la centralità della rete stradale nella logistica nazionale, ma anche il ritardo strutturale del sistema ferroviario rispetto agli obiettivi europei di riequilibrio modale. Il Green Deal dell’Unione europea, infatti, prevede che entro il 2030 almeno il 30% delle merci trasportate su distanze superiori ai 300 chilometri venga trasferito dalla strada alla ferrovia o alle vie navigabili, una transizione che richiederà investimenti infrastrutturali e una profonda riorganizzazione della supply chain.

Nel dettaglio, nel 2024 il trasporto ferroviario ha movimentato 94,6 milioni di tonnellate di merci, generando 22,9 miliardi di tonnellate-chilometro, un volume sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Il trasporto su strada, invece, ha raggiunto 1.110,5 milioni di tonnellate, con 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro, segnando una crescita del 5,2% rispetto al 2023.

Se si osserva l’evoluzione degli ultimi dieci anni emerge una tendenza ancora più evidente: tra il 2014 e il 2024 il traffico merci su strada è cresciuto del 29,6%, più del doppio rispetto all’aumento registrato dal trasporto ferroviario, fermo al +13,8%. La logistica italiana continua quindi a svilupparsi soprattutto lungo le direttrici autostradali, mentre il ferro mantiene un ruolo più limitato e maggiormente orientato ai traffici internazionali.

Nonostante questo squilibrio, l’Italia mantiene una posizione rilevante nel panorama europeo. Nel 2024 il trasporto merci ferroviario italiano rappresenta il 6,1% del totale dell’Unione europea, collocando il Paese al quarto posto dopo Germania, Polonia e Francia. Anche nel trasporto su strada l’Italia si conferma tra i principali operatori europei: i vettori italiani generano l’8,2% dell’attività complessiva dell’Ue, che vale il quinto posto nella graduatoria continentale.

La geografia dei flussi logistici riflette la struttura produttiva del Paese. Le regioni del Nord, dove si concentra oltre il 56% del PIL nazionale, generano circa l’82% delle merci trasportate su ferrovia e oltre il 68% di quelle movimentate su strada. Non sorprende quindi che le principali direttrici di traffico si sviluppino lungo i corridoi industriali settentrionali, con scambi particolarmente intensi tra Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, che costituiscono il cuore manifatturiero e logistico del Paese.

Un’altra tendenza rilevante riguarda l’organizzazione delle imprese di trasporto. Negli ultimi anni le aziende hanno progressivamente esternalizzato le attività logistiche, affidandosi sempre più a operatori professionali. Nel trasporto su strada, infatti, i servizi in conto terzi coprono ormai circa l’87% delle tonnellate movimentate, mentre il trasporto in conto proprio continua a ridursi. Questa trasformazione riflette l’evoluzione delle catene di approvvigionamento, sempre più integrate e gestite da operatori specializzati.

Parallelamente cresce il ruolo dell’intermodalità ferro-strada, elemento considerato strategico per la transizione verso un sistema logistico più sostenibile. Nel 2024 il trasporto combinato ha superato 56 milioni di tonnellate, arrivando a rappresentare quasi il 60% delle merci movimentate su ferrovia, una quota in forte aumento rispetto a vent’anni fa. L’uso di container, casse mobili e semirimorchi non accompagnati sta diventando infatti sempre più centrale per collegare la rete ferroviaria con i terminal logistici e le piattaforme distributive.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un sistema logistico dinamico ma ancora fortemente dipendente dalla gomma. Il rafforzamento della rete ferroviaria, l’integrazione dei nodi logistici e lo sviluppo dell’intermodalità rappresentano quindi alcune delle principali sfide per il futuro della mobilità delle merci in Italia, soprattutto in un contesto europeo che punta con decisione su sostenibilità, efficienza energetica e riduzione delle emissioni.

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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