• 28 Marzo 2025

Startacrowd: innovazione toscana in Silicon Valley

 Startacrowd: innovazione toscana in Silicon Valley

Dario Dardi (Chief Operating Officer), Andrea Fato (Chief Executive Officer), Edoardo Forconi (Chief Research Officer) di Startacrowd

Startacrowd, tech startup con sede a Firenze, che offre soluzioni di data intelligence per aziende, ha avuto accesso a un programma unico di mentoring e networking a San Francisco promosso da Regione Toscana

Startacrowd è una start up innovativa che opera nel campo della data intelligence, con l’obiettivo di supportare investitori e imprese innovative nei processi decisionali. La nostra mission è chiara: mitigare il livello di rischio legato alla valutazione, selezione e controllo delle aziende e dei loro mercati di riferimento, promuovendo decisioni sempre più informate.

La loro vision li guida verso un obiettivo ambizioso: abilitare chiunque operi nei mercati privati a decodificare la complessità dei dati, rendendoli comprensibili e utili per agire con consapevolezza anche in contesti ad alto rischio.

Al centro del lavoro lavoro c’è Xeedom, una piattaforma collaborativa che integra intelligenza artificiale, analisi avanzate e sicurezza, rendendo più efficienti i processi di valutazione e monitoraggio tra start up e investitori. Tra i traguardi recenti, hanno portato le loro soluzioni a un palcoscenico internazionale come Toscana Tech on the Road, un’esperienza che ha permesso loro di presentare il lavoro nella Silicon Valley, il cuore globale dell’innovazione.

Di questi aspetti abbiamo parlato con Edoardo Forconi, direttore ricerca e sviluppo di Startacrowd.

Come si chiama il programma al quale avete partecipato?

ITALIA ECONOMY - Startacrowd: innovazione toscana in Silicon Valley
I founder delle startup selezionate al Toscana Tech on the Road insieme ai Program Manager di Innovit a San Francisco

«Abbiamo partecipato al programma Toscana Tech on the Road, un’iniziativa promossa dalla Regione Toscana per sostenere le start up innovative del nostro territorio e creare un ponte tra la Toscana e l’ecosistema imprenditoriale della Silicon Valley».

Partecipare a Innovit è un traguardo importante per una start up italiana che vuole aprirsi al mondo. Cosa vi ha spinto a candidarvi e quali aspettative avevate inizialmente?

«La nostra candidatura nasce dalla consapevolezza che il nostro progetto aveva bisogno di confrontarsi con un ecosistema più grande e competitivo. La Silicon Valley non è solo un luogo fisico, è un mindset: apertura, innovazione continua e velocità. Eravamo curiosi di capire come la nostra piattaforma potesse essere percepita in un contesto globale e volevamo trovare riscontri reali, oltre che opportunità di networking. Ci aspettavamo di imparare molto, ma anche di metterci alla prova per capire se siamo pronti per competere su scala internazionale».

Come è stato entrare in questo programma?

«Entrare in Toscana Tech on the Road è stato sia una soddisfazione che una grande responsabilità. Già durante gli incontri preparatori organizzati dalla Regione Toscana abbiamo percepito la serietà e l’importanza di questa iniziativa. Quando siamo stati selezionati, è stato chiaro che ci aspettava una sfida importante, ma anche un’opportunità unica».

Raccontami di questo viaggio: chi di voi è andato, quante start up eravate, quanti giorni avete trascorso lì, che programma avete seguito in quei giorni?

«Al programma abbiamo partecipato tutti e tre i co-fondatori di Startacrowd: Andrea, Dario e io, Edoardo. In totale eravamo undici start up selezionate, ognuna con un progetto innovativo in settori strategici come intelligenza artificiale, robotica, biotecnologie e cybersecurity. Abbiamo trascorso cinque giorni intensi a San Francisco, presso Casa Toscana a Innovit, seguendo un programma ricco di incontri, workshop e sessioni di networking.

Ogni giornata era una combinazione di momenti formativi, presentazioni e meeting con investitori, corporate e rappresentanti di istituzioni americane. È stato un viaggio che non ci ha solo spinti a guardare avanti, ma anche dentro di noi, per rafforzare la consapevolezza del valore di ciò che stiamo costruendo».

Hanno partecipato tante realtà a Innovit, sia startup che istituzioni e grandi imprese. Diteci di più sull’ecosistema che avete conosciuto. Focus sulle istituzioni che vi hanno accompagnato lì.

«L’ecosistema che abbiamo incontrato è impressionante per dinamismo e apertura. Non c’erano solo start up italiane come noi, ma anche rappresentanti di grandi aziende e istituzioni, compreso il Consolato Italiano a San Francisco e i promotori del progetto regionale. Il Console Generale Sergio Strozzi e le figure istituzionali presenti, come il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo e l’assessore all’Economia Leonardo Marras, ci hanno dimostrato un supporto concreto e una visione chiara sull’importanza di promuovere la Toscana come centro d’innovazione. Questo ci ha dato forza e orgoglio nel rappresentare il nostro territorio».

Qualcosa che vi ha lasciato a bocca aperta?

«La velocità. La velocità con cui si prende una decisione, si testa un’idea, si lancia il prodotto. È un ambiente dove nessuno ha paura di sbagliare, perché tutto è orientato a migliorare in corsa. Questo approccio è radicalmente diverso rispetto a ciò che spesso viviamo in Italia, dove il timore di fallire può bloccare la sperimentazione. È stato davvero illuminante».

Una cosa di cui si parla spesso tra chi fa innovazione è che “L’Italia non è paragonabile all’America” ma tutti guardano a quelle testimonianze. Qual è stata la lezione più preziosa appresa durante questa esperienza?

«La lezione più grande è che non dobbiamo “diventare l’America” per innovare. Abbiamo il vantaggio di una cultura e di un’identità uniche, che possiamo combinare con il meglio di quell’approccio: velocità, apertura al rischio e una visione globale. La vera sfida è portare quel mindset nel nostro contesto, adattandolo alle nostre eccellenze».

Prospettiva: quali sono i prossimi passi per Startacrowd e come intendete sfruttare ciò che avete acquisito grazie al programma?

«Il prossimo passo è tradurre i contatti e le intuizioni raccolte a San Francisco in azioni concrete. Abbiamo già avviato delle conversazioni con potenziali partner ed investitori negli Stati Uniti e stiamo lavorando a un piano per rendere la nostra piattaforma più competitiva a livello internazionale. Il 2025 sarà un anno strategico: vogliamo consolidare la nostra presenza in Europa e iniziare a esplorare il mercato americano».

Avete pensato di aprirvi al mercato USA dopo questa esperienza?

«Sì, è una prospettiva che stiamo considerando seriamente. Il mercato USA offre opportunità enormi, ma è anche estremamente competitivo. Quello che abbiamo imparato durante Toscana Tech on the Road è che servono i giusti partner e un approccio molto focalizzato per entrare con successo nel mercato statunitense. Stiamo valutando i prossimi passi con molta attenzione».

Che messaggio dareste ad altre start up italiane che stanno pensando di candidarsi a programmi di accelerazione come Innovit?

«Fatelo. Non abbiate paura di mettervi in gioco. Programmi come questo non sono solo un’occasione per crescere, ma anche per capire dove vi posizionate rispetto al mercato globale. È un’esperienza che può fare la differenza non solo per il vostro progetto, ma per il vostro modo di pensare e di fare impresa».

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Ilaria Salzarulo

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