Smart Capital: far crescere le PMI italiane

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Smart Capital: contro il nanismo industriale per far crescere le PMI italiane. Intervista ad Andrea Costantini, President & CEO di Smart Capital

Investire nelle piccole e medie imprese italiane per aiutarle a superare il “nanismo” dimensionale, affrontare il passaggio generazionale e strutturarsi per competere sui mercati internazionali. È questa la missione della holding quotata su Euronext Growth Milan dal 2024, che oggi è presente nel capitale di oltre 150 famiglie imprenditoriali. Un modello che unisce capitale, competenze industriali e presenza nei territori, con un obiettivo chiaro: far crescere aziende le PMI accompagnandole verso una nuova fase di sviluppo.

Partiamo dal modello: che tipo di imprese sostenete e con quale approccio?

«Lavoriamo principalmente con piccole e medie imprese manifatturiere o con tecnologie abilitanti per la fabbrica, generalmente tra i 10 e i 50 milioni di fatturato. Entriamo come soci di minoranza con un orizzonte di lungo termine e accompagniamo l’azienda in un percorso di crescita che può portare alla quotazione, alla cessione a un gruppo più grande oppure alla prosecuzione in forme evolute. Non portiamo solo capitali. Portiamo competenze, visione industriale e una rete di relazioni. I nostri azionisti – oggi circa 150 famiglie – sono imprenditori che hanno fondato o gestiscono aziende. Questo significa pazienza, comprensione dei tempi industriali e consapevolezza che per crescere servono persone, competenze e risorse finanziarie, tutte insieme».

Come nasce l’idea e qual è stata l’intuizione iniziale?

«Siamo partiti cinque anni fa praticamente da zero, con l’idea di aiutare le imprese italiane ad affrancarsi dal nanismo dimensionale. Io ho sempre avuto ruoli finanziari ed esperienze internazionali; successivamente ho voluto coinvolgere in questo progetto Andrea Faraggiana, un manager che avesse una conoscenza profonda nella gestione di holding quotate e di mercati dei capitali. Siamo partiti in due, poi si sono aggiunti altri partner chiave e oggi abbiamo una struttura più articolata. All’inizio non immaginavamo questo sviluppo. Ma la differenza l’ha fatta il contributo attivo dei soci: ci presentano operazioni, ci mettono in contatto con altre famiglie imprenditoriali, ci aiutano a diffondere il progetto nei territori. Siamo andati direttamente a parlare con i piccoli e medi imprenditori e questo ha fatto la differenza nell’accelerazione della nostra crescita».

Il legame con i territori è un elemento distintivo?

«Assolutamente sì. Siamo partiti dalla Brianza, poi abbiamo investito in Friuli Venezia Giulia, Campania, Veneto ed Emilia-Romagna. Oggi le partecipazioni sono principalmente lombarde, campane  e friulane, ma l’idea è investire in tutto il territorio nazionale e in diverse filiere. Molte aziende sono sottodimensionate perché faticano ad affrontare passaggi generazionali, managerializzazione o internazionalizzazione. Noi le aiutiamo ad avere più coraggio in queste scelte strategiche».

Ci fa qualche esempio concreto di operazioni realizzate?

«Abbiamo accompagnato in qualità di anchor investor in Borsa ALA – Advanced Logistists for Aerespace nel 2021; dopo quattro anni è stata acquisita da un fondo americano di Private Equity con una valorizzazione pari a 3,6 volte l’investimento iniziale. In un altro caso, nel 2022, abbiamo investito in Midolini Group, azienda di logistica portuale e di sollevamento, supportandola in un complesso passaggio generazionale. In tre anni il fatturato è raddoppiato, da 30 a 60 milioni. Nel complesso, in quattro anni di Smart Capital, abbiamo raddoppiato il valore del capitale investito, con un IRR al 20% annuo e abbiamo raggiunto circa 100 milioni di attivi consolidati. Siamo oggi il terzo operatore italiano per numero di investimenti su Euronext».

Vi definite investitori o imprenditori?

«Ci piace definirci imprenditori che investono per far crescere altre imprese. Questo approccio piace perché condividiamo la logica industriale, non solo quella del rendimento. Il nostro obiettivo è costruire valore nelle filiere, aiutando l’Italia a fare il salto dimensionale che spesso fatica ad affrontare».

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Immagine di Gioia Novena
Gioia Novena
Gioia Novena è presentatrice e intervistatrice di eventi business e corporate. Scrive per Italia Economy, dove intervista amministratori delegati e imprenditori per raccontarne le storie, comprendere come prendono decisioni e come stanno guidando nei rispettivi settori.

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