Sempre più aziende italiane puntano su sistemi intelligenti per rafforzare gestione e resilienza operativa

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In un periodo storico caratterizzato da rincari, costi crescenti, inflazione e riduzione dei margini, le aziende devono restare competitive e individuare nuovi metodi per ritagliarsi uno spazio e conquistare nuove fette di mercato.

I costi delle materie prime sono saliti del 53%. I costi di trasporto, invece, ancora di più, aggirandosi al 57%. E in questo contesto, il 74% delle aziende dichiara di aver sperimentato ritardi nelle consegne. Un quadro, questo, che emerge dalle analisi di ANIE Confindustria e che non è particolarmente positivo.

Stando al presidente Vincenzo de Martino, l’esigenza di individuare un punto di incontro tra innovazione, risparmio e continuità dell’operatività è fondamentale per garantire il corretto svolgimento delle attività economiche.

Alcuni sistemi intelligenti per la gestione e resilienza operativa

Ci sono numerose innovazioni che oggi giorno riguardano il mercato tecnologico capace di migliorare la gestione e la resilienza operativa. Primo fra tutti, il tema dell’intelligenza artificiale: salvo restando che il giudizio umano deve essere sempre messo al primo posto, soprattutto quando si prendono decisioni ai piani alti, l’IA può comunque offrire un ausilio per l’analisi di grandi moli di dati.

Per le aziende che operano nella logistica, nella consegna di merci o con magazzini pieni di merci, la massima efficienza operativa porta con sé numerosi benefici. E a tal proposito, sono tanti i fattori interni ed esterni che possono inficiare tale operatività. Basta un piccolo intoppo e l’intera catena rallenta, o peggio, si ferma.

Per ridurre al minimo i rischi di tale evenienza, sempre più magazzini stanno implementando misure apposite. Per esempio, un sistema di controllo degli accessi può automatizzare i processi di ingresso e di uscita di autocarri, mezzi che trasportano merci, persone e addetti ai lavori. Quando un magazzino dispone di un meccanismo automatico capace di filtrare subito le regolarità dagli elementi anomali, allora l’intera catena funziona meglio e la produttività sale.

Ciò, inoltre, può aiutare a ridurre i costi associati a errori, rallentamenti o smistamenti non necessari. Si aumenta la massima efficienza del personale, si riduce lo stress e si aumenta anche il grado di soddisfazione di chi è in prima linea.

In un’industria che fa largo uso di lavoratori stranieri, dove i dati prevedono che il 34,4% delle imprese in Italia occupa personale estero (per un totale di circa 2 milioni di lavoratori), un processo interamente automatizzato riduce al minimo ogni possibile barriera di lingua e integrazione. Una volta che la comunicazione diventa fluida, frutto anche della rimozione di ogni limite superfluo, il lavoro può procedere al meglio e portare a risultati migliori.

Il bisogno di tutelare il proprio processo è ancora più importante per chi possiede o gestisce un negozio retail. Dopo il periodo di lockdown e il ritorno graduale allo shopping fisico, sembra dai dati che i negozi stiano tornando alla ribalta. I boomer, in particolare, riferiscono di preferire fare acquisti attraverso un contatto umano, mentre la Gen Z afferma che disporre di più canali è una soluzione preferita.

Chiaramente, gli acquisti online continuano a crescere e a trainare le vendite. Più del 50% degli italiani ha acquistato almeno un prodotto o un servizio online. Tuttavia, il 90% della popolazione ha fatto un acquisto anche presso un negozio fisico. Dunque, la presenza di un negozio retail può comunque offrire un modo per concludere una vendita, diventando un canale vero e proprio.

Ma in entrambi i casi, sia per il negozio fisico sia per l’ecommerce che spedisce direttamente a casa degli acquirenti, c’è assolutamente bisogno di efficientare tutto ciò che è possibile.

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La Redazione

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