Salone Nautico di Genova: turismo, porti e competenze per far crescere l’economia del mare

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Il turismo nautico genera 5,7 miliardi di euro di impatto economico diretto in Italia. Alla 66ª edizione del Salone, imprese e istituzioni indicano le priorità per valorizzare la filiera: infrastrutture, servizi, formazione e una maggiore integrazione con i territori. Dalla rete dei saloni all’America’s Cup 2027, nuove opportunità di sviluppo si affiancano alle iniziative sportive e sociali.

La competitività della nautica italiana si misura anche nella capacità di collegare cantieri, porti, turismo e comunità costiere. È questo il filo conduttore dei confronti ospitati dal 66° Salone Nautico Internazionale di Genova tra il 3 e il 5 ottobre 2026: una filiera che dispone di competenze industriali e attrattività internazionale, ma che deve rafforzare infrastrutture, servizi e coordinamento per trasformare questi vantaggi in crescita diffusa e duratura.

A delineare il quadro sono stati la presentazione dello studio Deloitte sul turismo nautico, la conferenza dedicata alla rete dei saloni territoriali e la XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas. Accanto ai temi economici, il programma ha dato spazio alla vela, ai grandi eventi internazionali e a progetti che utilizzano la navigazione per promuovere cultura del mare, solidarietà e prevenzione.

Turismo nautico: 5,7 miliardi di euro e ricadute sulle attività a terra

Secondo la prima edizione dello studio Yachting Tourism and Economic Contribution, realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica e illustrato da Tommaso Nastasi, Deloitte Strategy and Value Creation Leader, nel 2025 il turismo nautico ha generato in Italia un impatto economico diretto stimato in 5,7 miliardi di euro.

La spesa operativa delle imbarcazioni — ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggi — ha raggiunto 3,6 miliardi, pari al 63% del totale. Altri 2,1 miliardi, il 37%, derivano dai consumi turistici a terra: ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti e ospitalità. La capacità del settore di attivare domanda si estende quindi alle imprese e ai servizi dei territori costieri.

Il segmento dei superyacht concentra una parte rilevante di questo valore. Pur rappresentando appena il 3% della flotta attiva in Italia, genera il 42% dell’impatto economico diretto. Includendo le unità tra 18 e 24 metri, gli yacht premium arrivano a circa il 7% della flotta e al 55% dell’impatto economico complessivo del turismo nautico.

Lo studio distingue inoltre due modalità di presenza, con implicazioni diverse per le destinazioni. Ogni anno circa 1.200 superyacht stagionali soggiornano in Italia mediamente per 23 giorni, visitando circa sette località e concentrandosi soprattutto nei mesi estivi. Le principali mete comprendono Costa Smeralda e Golfo di Olbia, Capri, Golfo del Tigullio e Costiera Amalfitana.

I circa 960 superyacht stanziali trascorrono invece in Italia una media di 193 giorni, distribuiti su 8,3 mesi dell’anno, e sono prevalentemente unità tra 40 e 60 metri. Per giornate di presenza, la Liguria costituisce il principale polo italiano, con Riviera dei Fiori, Genova e Golfo della Spezia tra le aree più interessate.

La prospettiva di sviluppo riguarda dunque anche la durata dei soggiorni e l’ampliamento della stagione. Rimessaggio, refitting — gli interventi di rinnovo e riqualificazione delle imbarcazioni — e servizi per il benessere degli equipaggi possono contribuire a trattenere domanda e spesa durante una parte più ampia dell’anno.

Porti e servizi: le condizioni per valorizzare la leadership italiana

Per Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, la leadership italiana nella costruzione di yacht richiede una rete infrastrutturale moderna e un’offerta turistica integrata con le coste. Il limite più evidente riguarda le grandi unità: oggi soltanto circa il 2% dei posti barca italiani è destinato a imbarcazioni oltre i 24 metri.

La riqualificazione dei porti esistenti, il completamento della rete nel Sud e la semplificazione della conferenza dei servizi sono tra le priorità indicate. L’obiettivo è trasformare gli approdi in porte d’accesso ai territori, con collegamenti e servizi che permettano alla spesa nautica di raggiungere un tessuto economico più ampio.

Nella tavola rotonda moderata dal giornalista del Sole 24 Ore Raoul de Forcade, Fabrizio Palombo, presidente della Sezione Yacht di Federagenti, ha richiamato l’opportunità rappresentata dal Mediterraneo, dove, secondo i dati citati nel confronto, naviga circa il 60% degli yacht mondiali. Per intercettare maggiormente questi flussi, i porti italiani devono rafforzare il ruolo di home port, basi di riferimento per imbarcazioni ed equipaggi, attraverso servizi tecnici, logistici, amministrativi, doganali e fiscali efficienti e una maggiore integrazione con le città.

Sul fronte degli investimenti, Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, ha segnalato circa 24 mila nuovi posti barca già in cantiere, mentre altri 50 mila sono legati a progetti in fase di sviluppo. Tra gli interventi citati figurano Sanremo Portosole, Pietra Ligure, Cagliari, Olbia, Bari e Trieste. Le due cifre descrivono fasi differenti di realizzazione e non corrispondono a capacità già disponibile.

Alla Conferenza sul Turismo Costiero e Marittimo, Perocchio ha inoltre presentato i risultati dell’indagine Assomarinas-Federturismo: la domanda di ormeggi stanziali cresce mediamente del 2,9%, insieme alla presenza di superyacht e al transito delle grandi unità internazionali, soprattutto nel charter. Aumentano anche rimessaggio, refitting, alaggio e varo, sostenuti dalla crescita della dimensione media delle imbarcazioni e dalla vivacità dell’usato.

Per il 2027 l’associazione prevede una stabilizzazione della domanda stanziale, accompagnata da transiti ancora dinamici nel charter e nei superyacht internazionali. Per consolidare queste tendenze, Assomarinas chiede l’aggiornamento del DPR 509/1997, relativo ai porti turistici, procedure più semplici per la riqualificazione e una soluzione alle criticità dei dragaggi. Tra i temi fiscali figurano l’IMU sulle infrastrutture portuali e la richiesta di classificazione catastale in E1 delle strutture per la nautica.

Fabio Planamente, vicepresidente di Confindustria Nautica, ha sottolineato che la capacità di investimento delle imprese deve essere accompagnata da regole chiare e stabili. Ha richiamato anche il cambiamento del rapporto delle nuove generazioni con il mare: esperienze, noleggio e charter possono avvicinare nuovi pubblici e ampliare l’accessibilità alla nautica.

Competenze e innovazione per sostenere l’intera filiera

L’ampliamento delle infrastrutture deve procedere insieme alla disponibilità di professionalità adeguate. Mario Zanetti, presidente delegato di Confindustria per l’Economia del Mare, ha richiamato lo studio Confindustria-BCG presentato ad aprile, che stima un fabbisogno di 175 mila lavoratori per l’intera economia del mare nel periodo 2026-2030. Nella cantieristica il 43% delle posizioni ricercate resta scoperto, una quota indicata come quasi doppia rispetto alla media del settore.

Formazione del personale navigante e delle figure che operano a terra diventano quindi condizioni per la competitività. Nel confronto sono stati richiamati il ruolo dell’Accademia della Marina Mercantile e degli istituti nautici, insieme alla necessità di maggiori sinergie tra le componenti della filiera.

Ernesto Lanzillo, Deloitte Central Mediterranean Private Leader, ha descritto una struttura produttiva fondata su PMI, artigiani e competenze specialistiche, capace di collegare meccanica, elettronica, automazione e lusso. Secondo i dati richiamati nella tavola rotonda, ogni euro prodotto dalla cantieristica genera circa cinque euro di valore aggiunto lungo la filiera, mentre ogni lavoratore dei cantieri sostiene altri sette occupati nell’indotto.

Innovazione e aggregazione possono aprire ulteriori mercati. Tra le opportunità discusse figura il dual use, cioè il trasferimento di tecnologie e competenze tra applicazioni civili e ambiti della difesa e delle attività subacquee. Nel confronto è stata citata una prospettiva di crescita del settore underwater da 22 a 44 miliardi di euro in cinque anni: una previsione riferita a quel comparto, distinta dai dati sul turismo nautico italiano.

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha inserito questi temi in una visione di lungo periodo, sottolineando come il Salone possa stimolare nei giovani interesse per le professioni del mare e contribuire alla formazione dei futuri ingegneri, imprenditori e lavoratori della nautica.

Una politica industriale del mare, collegata al turismo

Il quadro più ampio delineato alla XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo attribuisce all’economia del mare un valore di 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL italiano, con oltre 1,13 milioni di occupati diretti e più di 250 mila imprese. Secondo i dati presentati, per ogni euro prodotto direttamente si attivano altri 1,8 euro nel resto dell’economia. Nello stesso confronto, per la filiera nautica sono stati richiamati oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati.

Si tratta di grandezze riferite a perimetri differenti, che non vanno sommate ai 5,7 miliardi di impatto diretto del turismo nautico. Nel loro insieme mostrano l’ampiezza delle attività collegate al mare e la necessità di politiche coordinate.

Zanetti ha indicato anche la crocieristica tra le leve strategiche: per il 2026 ha richiamato previsioni di oltre 15 milioni di crocieristi movimentati nei porti italiani, quasi 6.000 approdi in 60 porti e circa 18 miliardi di euro di valore generato. La sfida è accompagnare la crescita con digitalizzazione, destagionalizzazione e nuove competenze.

Per Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, il mare deve collegare porti e città, ospitalità e mobilità, cultura, sport ed enogastronomia, estendendo le opportunità anche all’entroterra. Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana, ha sottolineato il valore di una rete di accoglienza che coinvolga turismo, agroalimentare, artigianato e alberghi e contribuisca a ridurre gli squilibri tra Nord e Sud.

Sul versante istituzionale, l’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, intervenuto in rappresentanza del Dipartimento per le Politiche del Mare, ha ricordato la Strategia industriale marittima, la seconda edizione del Piano del Mare e la legge sulla valorizzazione della risorsa mare, richiamandone gli elementi di semplificazione e digitalizzazione. Resta centrale il superamento della frammentazione delle competenze e il dialogo tra amministrazioni e operatori.

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha posto l’accento sulla riqualificazione delle coste, sui dragaggi e sulla disponibilità di approdi dotati di servizi adeguati, richiamando la necessità di proteggere l’intera filiera dalle difficoltà burocratiche e dalla stagnazione europea. Ricerca e know-how industriale, insieme all’orientamento dei giovani verso le professioni marittime, sono stati indicati come strumenti per affrontare le incertezze geopolitiche ed economiche.

Nelle conclusioni della Conferenza del 5 ottobre, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha sostenuto la costruzione di un sistema integrato tra mare, nautica e territori. Qualità dell’accoglienza, sostenibilità, infrastrutture, accessibilità, innovazione e norme più semplici sono le direttrici indicate per distribuire i flussi turistici in più aree del Paese e durante tutto l’anno. Il ministro ha inoltre dichiarato l’intenzione di approfondire le richieste avanzate dagli operatori e gli ostacoli alla loro attuazione.

La rete dei saloni nautici e il calendario 2026-2027

La collaborazione tra territori è stata al centro anche della conferenza del 4 ottobre sulle manifestazioni patrocinate da Confindustria Nautica. Il vicepresidente Marco Monsurrò ha illustrato l’obiettivo di una rete di saloni che, con Genova come riferimento nazionale, avvicini l’offerta alla domanda e generi opportunità per imprese e operatori.

Andrea Ciulla, presidente di Assonautica Palermo e vicepresidente di Assonautica Italiana, ha evidenziato il valore della collaborazione in occasione di Seacily. Ignazio Artese, presidente della Rete Nautica del Mediterraneo, ha collegato il futuro delle manifestazioni a innovazione, formazione e territorio. Per il Sardinia Boat Show, il general manager Angelo Colombo ha illustrato il cambio di date e l’obiettivo di rafforzare la proiezione internazionale delle imprese sarde.

Luciano De Fermo, presidente del Consorzio Mare Lazio, ha sottolineato il rapporto tra Boat Days e città; Alessandro Lanzafame, presidente di Nauta, ha chiesto una collaborazione continuativa durante l’anno. Gianluca Napoli, direttore commerciale di Marina d’Arechi, ha richiamato la crescita della comunità del Salerno Boat Show e il coinvolgimento di nuovi pubblici, mentre Bruno Santori, direttore del Porto Turistico Marina di Pescara e vicepresidente vicario di Assonat-Confcommercio, ha evidenziato la specializzazione di Sottocosta.

Riccardo Verde, presidente della Sezione Nautica da Diporto dell’Unione Industriali Napoli, e Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi e del Distretto Nautico della Puglia, hanno ribadito il ruolo delle manifestazioni per le aziende e l’esigenza di un maggiore coordinamento.

Il calendario presentato comprende:

Manifestazione

Sede

Date

Seacily

Castellammare del Golfo

29 ottobre–1° novembre 2026

Salerno Boat Show

Marina d’Arechi

6–11 novembre 2026

Nauta – Salone Nautico del Mediterraneo

Catania

12–14 e 19–21 marzo 2027

Boat Days

Civitavecchia

2–4 e 9–11 aprile 2027

Sottocosta – Salone Nautico del Medio Adriatico

Pescara

23–25 aprile 2027

Sardinia Boat Show

Porto Vecchio, Olbia

29 maggio–6 giugno 2027

America’s Cup 2027: sport, imprese e trasformazione urbana

Un’ulteriore opportunità per la filiera arriva dalla 38ª Louis Vuitton America’s Cup, in programma a Napoli nel 2027. Nell’incontro al Salone, Marzio Perrelli, CEO di America’s Cup Partnership, Marco Pozzi, capo della segreteria tecnica del Ministero per lo Sport, e Monsurrò, titolare della delega all’America’s Cup in Confindustria Nautica, hanno fatto il punto dopo le Preliminary Race disputate a Napoli dal 24 al 27 settembre.

Perrelli ha descritto una risposta positiva del territorio e del pubblico televisivo, già emersa dopo le regate preliminari di Cagliari a maggio. Ha annunciato iniziative di avvicinamento alle regate del 2027 e segnalato l’arrivo del team francese. Secondo il programma illustrato, il 22 maggio è prevista la prima regata di flotta, con la partecipazione, per la prima volta, dei team di quattro vincitori dell’America’s Cup.

Pozzi ha riferito un aumento del 17% dei tesserati della Federazione Italiana Vela in Campania, prevalentemente tra gli under 14. Per Bagnoli, il cronoprogramma citato prevede la consegna delle piattaforme ai team entro circa due mesi e il loro insediamento entro gennaio; la costruzione degli hangar resta affidata alle singole squadre.

Le stime sull’impatto economico dell’America’s Cup 2027, ha aggiunto Pozzi, sono state aggiornate da 1,2 miliardi a una forchetta di 1,4-1,7 miliardi di euro. Sono previsioni sull’evento, che restano distinte dai risultati del turismo nautico nel 2025.

Monsurrò ha ricordato l’accordo siglato l’anno precedente tra Confindustria Nautica e America’s Cup Events, che mette a disposizione dei team un portale fornitori. Lo strumento punta a collegare la domanda dell’evento alle imprese, traducendo l’appuntamento sportivo in opportunità industriali, occupazionali e tecnologiche.

Vela, cultura del mare e solidarietà

Il rapporto tra nautica e comunità emerge anche dagli appuntamenti sportivi e sociali del Salone. Genova ha ospitato la premiazione della 38ª Millevele Iren, organizzata dallo Yacht Club Italiano e disputata il 12 settembre con 217 vele in mare. Alla cerimonia, introdotta dal presidente del club Carlo Cameli, hanno partecipato Marco Bucci e Fabio Planamente, che ha consegnato il Premio Confindustria Nautica e richiamato la volontà di proseguire la collaborazione tra associazione e Yacht Club Italiano.

Sul palco dell’Eberhard & Co. Theatre sono stati presentati inoltre due viaggi nel Mediterraneo accomunati da finalità di sensibilizzazione.

La Missione Naxos 2026, organizzata dal Club del Gommone in collaborazione con Suzuki sulle rotte dell’antica Magna Grecia, è partita da Varazze l’11 aprile e si è conclusa il 4 giugno dopo 55 giorni. Ventisei soci del Club del Gommone di Milano, suddivisi in sette equipaggi, hanno percorso 3.303 miglia nautiche tra Mar Ligure, Tirreno, Ionio ed Egeo a bordo di uno Zar Formenti Naxos 23 con motore Suzuki DF200AP. Il progetto ha promosso una nautica accessibile e responsabile, fondata su preparazione e affidabilità dei mezzi anche per equipaggi non professionisti.

Il Raid Mediterraneo in Rosa, promosso da Nuova Jolly Marine a sostegno dell’Associazione Lorenzo Perrone Ets, ha unito raccolta fondi e diffusione della cultura della prevenzione. Nato nel 2022 e giunto alla terza edizione, il progetto sostiene un’associazione impegnata nell’assistenza gratuita ai pazienti oncologici e nelle attività preventive.

Il viaggio è iniziato il 13 giugno a Chioggia ed è culminato a Genova durante il Salone, con un Nuova Jolly NJ 850 XL motorizzato Honda BF350. Antonio Aiello, direttore di produzione di Nuova Jolly Marine e ideatore del raid insieme alla figlia Sara, ha illustrato un percorso costruito con comunità locali, istituzioni e partner. Tra le iniziative figurano visite senologiche gratuite a Potenza Picena e controlli dermatologici e senologici nelle tappe di settembre a Latina e Roma-Ostia. La madrina Ludovica Robaudo, surfista e influencer, ha collegato la preparazione necessaria ad affrontare il mare al valore della prevenzione.

Dai porti ai cantieri, dai grandi eventi alle iniziative locali, il Salone ha così delineato un percorso di sviluppo che richiede connessioni più solide. La capacità di creare valore nei prossimi anni dipenderà da quanto infrastrutture, competenze e servizi sapranno accompagnare la domanda, rendendo le coste italiane luoghi di attività economica, lavoro e accoglienza durante tutto l’anno.

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Immagine di Giulia Chittaro
Giulia Chittaro
Giulia è responsabile dei contenuti online di Italia Economy. Nel tempo ha guidato l’evoluzione del reparto digitale, affiancando alla gestione editoriale la produzione di articoli originali di analisi socio-economica

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