Un settore da oltre 1,3 miliardi di euro che unisce innovazione tecnologica, manifattura specializzata e sport paralimpico. Le imprese italiane dei presidi ortopedici, della prostetica e degli ausili per la mobilità rafforzano la loro presenza internazionale, attirano capitali esteri e mantengono una forte base produttiva nel Paese
In vista delle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’industria italiana dei presidi ortopedici e degli ausili per la mobilità si conferma uno dei segmenti più dinamici del sistema MedTech nazionale. A fotografarne dimensioni e prospettive è un’analisi dell’Area Studi Mediobanca che ha esaminato i bilanci delle 51 principali aziende italiane del comparto, tutte con fatturato superiore ai 5 milioni di euro.
Il settore mostra una traiettoria di crescita solida. Nel 2024 le imprese analizzate hanno generato un giro d’affari aggregato superiore a 1,3 miliardi di euro, in aumento del 4,8% rispetto all’anno precedente e del 17,3% rispetto al 2022. L’occupazione supera le 5mila unità e le prospettive restano positive: le stime indicano un incremento dei ricavi intorno al 5% nel 2025 e al 7% nel 2026. Un andamento che si inserisce nel contesto di un mercato globale del MedTech che nel 2025 dovrebbe raggiungere i 650 miliardi di dollari, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dal progresso tecnologico e dalla digitalizzazione della sanità.
All’interno del comparto prevale la produzione di presidi ortopedici, che rappresenta oltre due terzi del fatturato aggregato, mentre il restante terzo è generato dagli ausili per la mobilità. Proprio questo secondo segmento si distingue però per la maggiore velocità di crescita: tra il 2022 e il 2024 i ricavi sono aumentati di oltre il 25%, quasi il doppio rispetto a quelli dei produttori di presidi ortopedici. Anche l’occupazione segue la stessa tendenza, segnalando un’area di sviluppo particolarmente promettente.
La mappa produttiva evidenzia una forte concentrazione in alcune regioni chiave del manifatturiero italiano. Lombardia ed Emilia-Romagna ospitano complessivamente 21 delle 51 aziende considerate e generano quasi la metà del fatturato complessivo del campione. Il settore resta caratterizzato da un tessuto imprenditoriale articolato, in cui piccole e medie imprese altamente specializzate convivono con gruppi internazionali e realtà sostenute da fondi di investimento.
Proprio l’interesse degli investitori esteri rappresenta uno dei fenomeni più evidenti degli ultimi anni. Secondo lo studio, nel 2024 quasi la metà del fatturato del campione era riconducibile a operatori a controllo straniero, quota che nel 2025 è salita ulteriormente sfiorando il 49% dopo alcune operazioni di acquisizione. I fondi di private equity giocano un ruolo crescente: oltre un sesto dei ricavi del panel è riconducibile a società controllate da questi investitori. Tra le operazioni recenti si segnalano l’acquisizione della modenese G21 da parte del fondo britannico G Square Capital Healthcare e la cessione della bolognese Citieffe al gruppo indiano Poly Medicure.
Dal punto di vista economico, il comparto mostra una redditività in miglioramento. L’ebit margin medio è passato dal 5,3% nel 2022 all’8,8% nel 2024, con performance particolarmente elevate tra le imprese specializzate nei presidi ortopedici. Alcune aziende raggiungono livelli di redditività molto elevati grazie alla combinazione di ricerca, innovazione e specializzazione produttiva, confermando il valore del know-how manifatturiero italiano nel settore medicale.
La vocazione internazionale è un’altra caratteristica distintiva. Circa il 67% del fatturato complessivo proviene dai mercati esteri e molte aziende superano ampiamente il 70% di ricavi generati fuori dai confini nazionali. Nonostante questa forte proiezione globale, la base produttiva rimane prevalentemente in Italia: oltre il 95% dei siti industriali delle aziende analizzate è localizzato nel Paese, segno di una filiera radicata nei territori e di competenze manifatturiere difficilmente replicabili altrove.
Accanto alle dinamiche industriali, il report sottolinea anche il legame tra innovazione tecnologica e sport paralimpico. Lo sviluppo di protesi avanzate e attrezzature sportive adattate ha contribuito negli ultimi decenni ad ampliare l’accesso allo sport per le persone con disabilità. Oggi nel mondo si stimano circa un miliardo di persone con disabilità e in Italia circa tre milioni, con una quota crescente coinvolta in attività sportive.
In questo contesto, l’industria italiana dei presidi ortopedici non rappresenta soltanto un segmento economico in crescita, ma anche un ambito in cui tecnologia, ricerca e inclusione sociale si incontrano. Un settore che unisce tradizione manifatturiera e innovazione biomedicale e che, alla vigilia delle Paralimpiadi di Milano-Cortina, mostra come il Made in Italy possa contribuire concretamente a migliorare la qualità della vita e l’accesso allo sport a livello globale.




