Liquidazioni giudiziali in forte crescita nel 2025 (+11,7%), ma rallenta la macchina dei tribunali
L’Osservatorio realizzato da berry Srl ha analizzato l’attività dei tribunali fallimentari nazionali nel periodo gennaio-dicembre 2025 con un focus sulle prime venti sezioni per volume di attività, che aprono oltre il 50% delle procedure di tutta Italia (140 tribunali), ovvero: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.
L’analisi copre un ampio spettro di indicatori chiave, tra cui le performance dei tribunali, le variazioni regionali e mensili, oltre alla gestione dei casi pendenti.
Punti salienti dell’Osservatorio nel 2025:
- Nuove liquidazioni giudiziali in aumento dell’11,7% (10.028) rispetto al 2024 (8.975);
- Procedure definite in calo del 3,8% (12.618) rispetto al 2024 (13.111);
- Clearance rate in diminuzione rispetto al 2024, ma ancora con segno positivo: nel 2025 vengono chiuse 12.618 procedure contro 10.028 nuove iscrizioni, con un saldo positivo del 18% (36% nel 2024);
- Roma e Milano si confermano al primo e secondo posto per volumi, con carichi nettamente superiori rispetto agli altri tribunali;
- Prima sede per volumi: Roma, che registra un forte aumento delle iscrizioni (1.060) del +48% rispetto al 2024;
- Tribunali con la maggiore crescita delle procedure definite: Cagliari (+90%), Modena (+27%) e Roma (+18%);
- Le procedure pendenti a fine 2025 scendono a 47.443, in calo del 5% su base annua, ma con una composizione in evoluzione.
L’Osservatorio evidenzia un quadro di maggiore pressione in ingresso e, allo stesso tempo, un rallentamento della capacità di smaltimento. Le nuove iscrizioni aumentano del 11,7%, mentre le procedure definite diminuiscono del 3,8%. Nonostante questo, il sistema nel complesso continua a reggere : il clearance rate è in calo, ma resta positivo, perché nel 2025 sono state chiuse 12.618 procedure a fronte di 10.028 nuove iscrizioni. In pratica, si chiude ancora più di quanto si apre, con un saldo positivo del 18%.
A livello di volumi, Roma e Milano si confermano le sedi principali: restano prima e seconda per numero di procedure, con un carico di attività nettamente superiore rispetto agli altri tribunali. Nel caso di Roma, però, il 2025 segna un elemento di attenzione: le iscrizioni crescono del 48% e questo porta a un clearance rate negativo (-7%), cioè a un aumento delle nuove procedure più rapido delle chiusure, nonostante Roma abbia comunque incrementato il numero di procedure definite.
Tra i tribunali che hanno mostrato i progressi più forti nella capacità di chiusura, spiccano Cagliari (procedure definite +90%), Modena (+27%) e la stessa Roma (+18%), a conferma di un sistema che continua a lavorare sullo stock, ma con dinamiche sempre più differenziate tra i territori.
“Il 2025 mostra da un lato un aumento significativo delle nuove liquidazioni giudiziali, dall’altro una riduzione delle procedure definite. È un segnale di rallentamento che pone le basi per un potenziale aumento di carico del lavoro futuro e aumento delle procedure pendenti nei prossimi anni. Questo ha portato a un netto calo del clearance rate rispetto al 2024, anche se il saldo rimane ancora positivo e consente una riduzione dello storico delle pendenze. In particolare, Roma e Milano continuano a concentrare volumi molto elevati rispetto al resto del Paese. Nel caso di Roma, l’aumento delle iscrizioni è stato particolarmente marcato e non è stato compensato dall’incremento delle chiusure. Nel complesso, il sistema tiene, ma entra in una fase più delicata, che richiede attenzione per evitare un futuro accumulo di nuove pendenze”, ha dichiarato Giacomo Fava, Lead Artificial Intelligence Engineer presso berry srl.
Variazioni regionali
A livello regionale, il 2025 mostra un quadro disomogeneo: la Lombardia si conferma il principale polo per volumi, prima sia per procedure definite (2.482) sia per nuove iscrizioni (2.085). Tra le novità del 2025 spiccano l’accelerazione degli ingressi in alcune aree : spiccano Emilia-Romagna (+41%) e Lazio (+40%), che contribuiscono in modo significativo alla crescita complessiva delle nuove iscrizioni. Sul versante della capacità di smaltimento, emergono invece flessioni importanti delle procedure definite in Campania (-17%), Liguria (-16%) e Marche (-13%), segnale di un rallentamento territoriale che può incidere sull’equilibrio futuro. Completano il quadro aumenti delle iscrizioni, pur su basi più contenute, in Basilicata (+24%), Sardegna (+23%) e Piemonte (+22%), indicatori di un cambio di ritmo anche in regioni meno centrali per volumi assoluti.
Tendenze mensili
L’andamento mensile del 2025 evidenzia una stagionalità marcata e un progressivo riequilibrio tra flussi in ingresso e capacità di smaltimento. Dicembre concentra i volumi più elevati dell’anno, con 1.457 procedure definite e 1.053 nuove iscrizioni, mentre agosto rappresenta il minimo, rispettivamente con 340 e 253, confermando la netta contrapposizione tra chiusura d’esercizio e pausa estiva. Nel corso del primo semestre si osserva una pressione più intensa in ingresso: tra marzo e aprile le nuove iscrizioni accelerano in modo significativo rispetto al 2024 (+36% e +34%), a fronte di una contrazione delle procedure definite (-8% e -9%), dinamica che contribuisce al rallentamento complessivo registrato su base annua. Febbraio si configura come il passaggio più debole, con la flessione più marcata delle definite (-15%) e un arretramento anche delle iscrizioni (-9%). In controtendenza, settembre risulta il mese più equilibrato, grazie a una crescita congiunta di definite e iscrizioni (+13% entrambe) e al migliore rapporto tra chiusure e aperture; al contrario, ottobre è quello più vicino alla parità, con iscrizioni in aumento (+11%) e definite in calo (-6%), segnalando una fase in cui la capacità di smaltimento fatica maggiormente a mantenere un vantaggio sull’ingresso.
Casi pendenti
Lo stock delle procedure pendenti, rilevato su base quadrimestrale, continua a ridursi anche nel 2025. Al terzo quadrimestre dell’anno, le procedure ancora aperte sono 47.443, in calo rispetto alle 50.033 dello stesso periodo del 2024, pari a una riduzione complessiva del 5,2%. Questo dato conferma che il sistema giudiziario, nel suo complesso, sta ancora beneficiando dello smaltimento dello storico accumulato negli anni precedenti. Tuttavia, è interessante notare l’evoluzione della composizione dei pendenti: diminuisce il peso dei fallimenti (da 35.619 a 26.303) e cresce quello delle liquidazioni giudiziali (da 14.414 a 21.140). In altri termini, il carico complessivo si riduce, ma si sposta verso tipologie di procedure diverse, potenzialmente più complesse sotto il profilo gestionale.




