Microplastiche e inquinamento nelle lavatrici

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Microplastiche e inquinamento nelle lavatrici di casa, il punto della situazione

Fare il bucato è un gesto automatico, un rito settimanale che profuma di pulito. Eppure, dietro questa abitudine domestica si nasconde una sfida ambientale che riguarda tutti noi. Spesso ignoriamo che una parte della plastica che finisce nei mari proviene proprio dalle nostre lavatrici. Ogni volta che i capi sintetici subiscono lo sfregamento del lavaggio, rilasciano minuscole particelle che gli scarichi non sempre riescono a filtrare correttamente. Cosa fare?

Microplastiche e lavaggi domestici: cosa sapere?

Il dibattito scientifico si è concentrato negli ultimi anni sulla fragilità dei sistemi di filtraggio domestici. Le microplastiche hanno dimensioni ridotte, spesso invisibili a occhio nudo, e questo permette loro di scivolare via attraverso i condotti delle comuni lavatrici da appartamento.

Gli elettrodomestici che abbiamo in bagno o in cucina sono progettati per la praticità, ma raramente possiedono barriere in grado di bloccare ogni singolo filamento che si stacca durante i cicli più energici.

Da dove arrivano le microplastiche rilasciate durante il bucato

La responsabilità è legata a doppio filo con la scelta dei tessuti che indossiamo ogni giorno. Poliestere, nylon e acrilico sono presenti in moltissimi capi del nostro guardaroba. Durante il lavaggio, lo stress meccanico porta al distacco di queste microfibre: è bene sapere, inoltre, che esistono dei picchi di rilascio proprio durante i primi utilizzi di un abito nuovo.

La frequenza dei lavaggi e l’uso di detersivi in polvere, a volte troppo abrasivi per le trame delicate, accelerano il processo di usura. Senza filtri adeguati, queste particelle iniziano il loro viaggio verso i fiumi e i mari, diventando parte di un sistema che poi torna inevitabilmente verso di noi.

L’impatto ambientale del bucato quotidiano: un problema spesso sottovalutato

Spesso pensiamo che un solo carico di lavatrice sia insignificante, ma la somma di milioni di lavaggi crea numeri importanti. Le particelle, una volta in acqua, vengono scambiate per cibo dalla fauna marina. Il legame tra il nostro cesto della biancheria e la salute dell’ecosistema è più stretto di quanto immaginiamo.

Ci sono naturalmente degli accorgimenti che mitigano l’effetto, come l’acquisto dei capi in fibre naturali come il cotone o la lana. In alternativa si possono usare detersivi liquidi, che risultano meno aggressivi sulle fibre. Altrettanto importante è avviare lavaggi a basse temperature, ma rimane comunque un’azione che richiede un cambio di passo nelle abitudini generali.

Lavanderie self service e sostenibilità: un’alternativa più efficiente?

Per affrontare il tema microplastiche e inquinamento nelle lavatrici di casa occorre consapevolezza: un’alternativa può essere la lavanderia self service, dove la gestione dei carichi segue logiche diverse, con tecnologie molto più avanzate.

Le lavanderie self service di nuova generazione mettono a disposizione macchinari industriali progettati per l’efficienza con cicli di lavaggio ottimizzati: per esempio, si ottengono dei vantaggi anche per quanto riguarda lo spreco di acqua e di energia elettrica.

È una soluzione di prossimità, che tocca le persone che desiderano un lavaggio più green quanto gli imprenditori: la tutela dell’ambiente che ci circonda parte anche da una tecnologia professionale, dove la salute di tutti (inclusa quella del pianeta e di tutte le specie che lo popolano) è messa al primo posto.

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