• 16 Aprile 2024

L’hospitality tech sbarca in Italia

 L’hospitality tech sbarca in Italia

Un nuovo modello di hospitality, che punta su tecnologia e design nella gestione di immobili per uso turistico e residenziale

Start up fondata a Bilbao nel 2019, LHG (Libere Hospitality Group) ha un funzionamento semplice ed efficace: «Prendiamo in affitto interi stabili, principalmente residenziali, adeguiamo gli spazi all’identità del brand e gestiamo poi i singoli appartamenti mettendoli a disposizione degli ospiti in base alle loro esigenze».

Niccolò Pravettoni, Head of Business Developer LHG Italy, ha il compito di gestire l’espansione in Italia della start up che, dopo una rapida crescita in Spagna, ha deciso di abbracciare due nuovi mercati: Portogallo e Italia.

In breve tempo LHG si sta imponendo come azienda di riferimento nel settore dell’hospitality tech del Sud Europa, grazie ai risultati raggiunti: l’uso della tecnologia permette un risparmio sui costi operativi di oltre il 40 per cento rispetto a un approccio tradizionale, garantendo così profitti superiori ai proprietari, a parità di prezzo per gli utenti.

Come nasce LHG e come arriva in Italia?

«L’idea è dell’imprenditore spagnolo Jon Uriarte, noto per aver finalizzato una delle exit più grosse mai realizzate in Spagna, con la cessione di Ticketbis a eBay. Successivamente Uriarte si è dedicato a investimenti nel mercato immobiliare, trovando opportunità interessanti nell’acquisto di interi immobili da ristrutturare, per poi metterli a reddito con connotazione ricettiva.

Si è ben presto accorto che mancavano operatori specializzati nella gestione di queste strutture. In Europa ci sono operatori alberghieri tradizionali o piattaforme per la gestione di singoli appartamenti, mancavano completamente gestori di complessi di appartamenti. Dal 2019 a oggi ha acquisito 35 strutture in Spagna e gestisce più di 1500 appartamenti e nel 2023 ha deciso di allargarsi a nuovi mercati».

In cosa consiste l’attività di gestione dell’immobile e quali vantaggi offre al proprietario?

«LHG affitta immobili di privati, di società o fondi immobiliari. Soprattutto quando si tratta di un unico proprietario fisico, trovarsi a dover gestire un edificio con 30, 40 appartamenti può essere piuttosto complesso.

Bisogna gestire i singoli affittuari, con tutti i rischi correlati; promuovere adeguatamente gli alloggi sfitti, realizzare interventi di manutenzione dove necessario: diventa un vero e proprio lavoro. LHG garantisce un canone fisso per l’intero edificio e si occupa delle spese condominiali e della gestione dello stabile. Inoltre, contribuiamo anche all’investimento per ristrutturare e arredare gli appartamenti, in modo da renderli adeguati al brand».

A proposito della customizzazione degli alloggi, LHG punta sulla tecnologia. Quali sono i vantaggi?

«Un aspetto riguarda la gestione degli alloggi. La nostra piattaforma ci permette di ottimizzare in maniera automatica i prezzi degli immobili a seconda della stagionalità, della posizione e della disponibilità.

C’è poi una dimensione tecnologica che impatta direttamente con gli utenti, a partire dalla prenotazione, che può avvenire sulle classiche piattaforme di prenotazione, da Booking ad Airbnb, oppure direttamente sulla nostra app, disponibile sia per iOS sia per Android.

Inoltre, è possibile fare check-in e checkout automatici; anche se in quasi tutte le strutture c’è anche un personale in presenza. Inoltre, in base alla tipologia di ospite e alle sue necessità, la piattaforma veicolerà informazioni mirate sui servizi, dalle cene agli spettacoli nei dintorni.

Forniremo consigli diversi a seconda che si tratti di un soggiorno di lavoro, rispetto al “leisure”. Inoltre, dentro gli appartamenti si trovano componenti di domotica per monitorare e ottimizzare il consumo energetico, in modo automatico».

L’offerta è suddivisa in quattro livelli. Quali sono le diverse tipologie?

«I marchi Libere e B48 sono pensati per la fascia alta del mercato: appartamenti più grandi, in pieno centro, con arredamenti di design. Naitl offre location più economiche, magari meno centrali, ma comunque vicine a luoghi strategici, come stazione o aeroporto, oppure in zone di uffici, e dispongono di una componente tech importante.

Infine, Koisi propone strutture ibride, ostelli, co-living, con un mix di servizi importanti. Cerchiamo di differenziare l’offerta, mantenendo comunque uno standard elevato e servizi di alto livello, perché la tipologia dei clienti si sta trasformando. Non abbiamo più un cliente solo business o solo leisure, spesso si tratta di un ibrido. Uno spazio connesso, da cui poter lavorare è sempre più una necessità, per qualsiasi ospite, ecco perché in molte strutture abbiamo spazi dedicati al co-working».

Torniamo all’espansione di LHG sul mercato italiano: a che punto siamo?

«In questo momento siamo impegnati nella ricerca di strutture da affittare, siamo aperti a nuove assunzioni e stiamo stipulando accordi con investitori interessati al mercato italiano. Al momento abbiamo due accordi in fase di verifica, a Milano e Pisa; l’obiettivo, entro fine 2024, è arrivare ad avere almeno 500 alloggi in Italia, considerando che l’obiettivo globale è passare dagli attuali 1500 a 3mila».

 

ITALIA ECONOMY -L’hospitality tech sbarca in Italia
Niccolò Pravettoni Head of Business Developer LHG Italy

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Luca Indemini

Giornalista specializzato in tecnologia e innovazione

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