“La forza del Made in Italy sui mercati internazionali nasce nei territori. Competenze, specializzazioni produttive, qualità delle filiere e capacità di fare rete costituiscono un patrimonio decisivo per accompagnare le piccole imprese all’estero”
È quanto ha evidenziato Maria Fermanelli, vicepresidente CNA intervenendo al confronto “Obiettivo Export – Imprese e Territori del Centro Italia verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”.
In un sistema economico fondato su distretti produttivi e piccole e medie imprese, la competitività internazionale dipende anche dalla qualità dell’ecosistema locale. Le vocazioni territoriali dell’agroalimentare, della meccanica, del design e della moda conferiscono alle produzioni italiane un’identità riconoscibile e un valore reputazionale che rappresentano un vantaggio sui mercati esteri.
“Il territorio – ha detto Maria Fermanelli – è anche il luogo nel quale costruire collaborazioni per affrontare i costi e i rischi dell’internazionalizzazione. Reti d’impresa e consorzi per l’export consentono di condividere investimenti in promozione, logistica e conoscenza dei mercati, rendendo accessibili opportunità che una piccola impresa avrebbe maggiori difficoltà a cogliere da sola. La prossimità tra imprese, fornitori e terzisti contribuisce inoltre a garantire la qualità delle produzioni e la capacità delle filiere di rispondere agli standard richiesti dai clienti internazionali”.
Per valorizzare questo patrimonio serve un raccordo efficace tra tutti i soggetti che operano a sostegno delle imprese: Regioni, Camere di commercio, università, centri di ricerca e associazioni imprenditoriali. Dalle risorse europee alla formazione, dall’innovazione ai contatti commerciali, il sistema territoriale può offrire strumenti complementari e percorsi di accompagnamento.
In questo quadro, CNA mette a disposizione la propria rete di 20 sedi regionali, 95 sedi territoriali e oltre mille uffici locali. Il collegamento con le strutture settoriali nazionali permette di far conoscere alle imprese le opportunità offerte dal sistema Italia, favorire l’aggregazione e fornire supporto nella costruzione di percorsi di crescita sui mercati esteri.
Il presidio territoriale è essenziale anche per avvicinare le piccole imprese agli strumenti e alle iniziative del Ministero degli Affari Esteri, dell’Agenzia ICE, di SACE e SIMEST. La prossimità consente di intercettare i bisogni delle aziende e tradurre le strategie nazionali di sostegno all’export in opportunità concrete, raggiungendo anche le realtà produttive di minori dimensioni.
L’internazionalizzazione, inoltre, comprende la capacità di attrarre investimenti, competenze e imprese dall’estero. Infrastrutture efficienti, professionalità qualificate, procedure amministrative semplici e qualità della vita rendono un territorio più attrattivo, con ricadute positive sulle filiere e sull’economia locale.
“Rafforzare i territori significa quindi rafforzare la presenza internazionale delle imprese italiane – ha concluso Fermanelli – Per CNA, mettere in connessione le eccellenze produttive locali con gli strumenti nazionali di promozione e sostegno è una condizione fondamentale per ampliare la partecipazione delle piccole imprese all’export e trasformare l’apertura ai mercati in crescita e occupazione”.




