• 12 Luglio 2024

Finanziare l’innovazione: gli strumenti offerti dalla finanza agevolata

 Finanziare l’innovazione: gli strumenti offerti dalla finanza agevolata

Finanziare l’innovazione: gli strumenti offerti dalla finanza agevolata per sostenere gli investimenti aziendali in ricerca e sviluppo

L’Italia si posiziona al 26° posto su 141 paesi nell’Indice di Competitività Globale (GCI) del 2021, pubblicato annualmente dal World Economic Forum. Sebbene questa classifica consideri diversi fattori, l’innovazione è un elemento chiave. Tale posizione indica la presenza di ampi spazi di miglioramento, probabilmente attribuibili anche a ostacoli nel processo di innovazione nel tessuto produttivo italiano. Altri dati, come il numero di brevetti, confermano questa interpretazione: l’Italia ha registrato poco più di 4000 brevetti nel 2020, mentre la Germania ha raggiunto quasi 20.000 nello stesso periodo. Tuttavia, questi sono indicatori parziali, poiché il processo di innovazione è vasto, frammentato e può essere valutato da diverse prospettive. In questa analisi, ci focalizziamo sul punto di vista delle imprese, cercando di comprendere le sfide che affrontano e le possibili soluzioni.

Una delle principali sfide è di natura strutturale: le attività di ricerca e innovazione comportano un elevato rischio, il che è comprensibile quando si superano i confini della conoscenza e della tecnologia. Ci sono rischi di mercato, ma anche di implementazione che possono vanificare investimenti consistenti e che è difficile neutralizzare preventivamente. La cautela nei confronti dei progetti innovativi viene accentuata dalle caratteristiche del tessuto produttivo italiano, in cui le micro e piccole imprese sono prevalenti e dispongono di budget limitati, determinando una ridotta propensione al rischio.

Un altro aspetto riguarda le possibili difficoltà delle PMI a visionare l’innovazione. Gli imprenditori e i manager, spesso impegnati nella gestione delle emergenze quotidiane, hanno poco tempo per guardare oltre e pianificare i prossimi passi.

La finanza agevolata interviene per mitigare entrambe queste problematiche, offrendo supporto agli imprenditori in base all’intensità del rischio aziendale. Essa agevola l’accesso al credito o rimborsa parzialmente gli investimenti significativi in innovazione. Inoltre, fornisce strumenti per attirare conoscenze e aggiornamenti nelle aziende, nonostante le difficoltà delle PMI.

Quali sono, quindi, gli strumenti disponibili?

Possiamo classificarli in base all’origine dei fondi:

Fondi Europei diretti: gestiti direttamente dalla Commissione Europea.

Fondi Nazionali: pianificati a livello centrale e gestiti tramite i Dipartimenti dei Ministeri o agenzie governative, come ad esempio Invitalia.

Fondi Europei Indiretti: noti anche come Fondi Regionali, stanziati dalla Commissione Europea e gestiti a livello regionale.

Strumenti agevolativi da altre fonti: come i fondi interprofessionali o le fondazioni.

Approfondiremo queste macro-categorie in modo dettagliato. In questo articolo, ci limiteremo a fornire una panoramica generale e a proporre una simulazione per suggerire un approccio adeguato a questo tema.

Il principale programma destinato all’innovazione è chiamato Horizon Europe. Con un finanziamento di quasi 100 miliardi di euro, aspira a essere il più grande programma pubblico per la ricerca e l’innovazione. Horizon Europe è suddiviso in tre pilastri. Il primo pilastro è dedicato al finanziamento della ricerca di base, principalmente rivolto alle università. Il secondo pilastro, il più ricco, include misure volte al passaggio dalla ricerca all’innovazione e finanzia enti pubblici e privati, comprese le PMI. Offre un’alta intensità di aiuti, che va dal 70% al 100% dei costi, per sostenere gli investimenti nell’innovazione radicale. Il terzo pilastro, chiamato “Innovative Europe”, comprende una serie di iniziative, come gli Ecosistemi di Innovazione Europei e l’EIT (European Institute of Innovation and Technology).

In questo contesto, trova spazio l’European Innovation Council (EIC), che gestisce uno dei programmi più peculiari di Horizon Europe, l’EIC Accelerator. Questo programma è specificamente rivolto alle singole aziende con innovazioni rivoluzionarie a livello globale, che puntano a diventare “Unicorni”, ossia aziende valutate almeno un miliardo di euro. Per sostenere queste aspirazioni, l’Accelerator offre una formula chiamata “blended finance”, che combina un contributo a fondo perduto fino a 2,5 milioni di euro, coprendo il 70% dei costi di un progetto di innovazione, e un’eventuale partecipazione in equity all’azienda fino a 15 milioni di euro, per finanziare l’industrializzazione e la commercializzazione dei prodotti o servizi sviluppati. È importante sottolineare che i benefici significativi dell’EIC Accelerator sono accompagnati da una rigorosa selezione e da una forte competizione a livello europeo, il che significa che solo una percentuale molto bassa di aziende, intorno al 3%, raggiunge l’obiettivo finale.

Anche solo da questa panoramica rapida, è possibile intravedere opportunità di programmazione complessiva dell’innovazione. Ad esempio, una startup potrebbe puntare all’Accelerator, ma può essere accompagnata nella sua crescita attraverso il sostegno di finanziamenti regionali per la creazione di impresa, come PreSeed Plus nel Lazio o TecnoNidi in Puglia. Questi strumenti consentono di sviluppare dimostratori della propria tecnologia. Successivamente, un’opzione potrebbe essere uno strumento nazionale, di cui parleremo approfonditamente in un altro articolo, come Smart&Start di Invitalia, che finanzia il go-to-market di un’innovazione, supportando i costi di investimento e i costi operativi tramite crediti a tasso zero e un’alta intensità di aiuti, che nelle regioni del Sud prevede anche una quota significativa di finanziamenti a fondo perduto.

Il risultato ottenuto attraverso Smart&Start potrebbe essere il punto di partenza per l’innovazione dirompente da sviluppare e commercializzare tramite l’EIC Accelerator, che diventerebbe il culmine e la rampa di lancio per l’evoluzione futura dell’azienda. In questo percorso completo, oltre il 70% dei fondi sarebbero stati apportati da enti pubblici che, passo dopo passo, hanno contribuito a ridurre il rischio d’impresa.

Per raggiungere tali risultati, non è sufficiente avere competenze verticali di progettazione, ma è necessaria una strategia di innovazione strutturata e consapevole, che includa anche un solido piano di project financing. Questo piano dovrebbe contemplare le diverse opportunità e valutarne il contributo al progetto in termini di accelerazione, impatto aziendale, miglioramento della redditività, e altro ancora.

La finanza agevolata rappresenta un insieme complesso e articolato di strumenti che può essere utilizzato per implementare, nelle migliori condizioni possibili, una strategia aziendale di crescita e posizionamento. È importante considerare che la finanza agevolata non è un’attività parallela e indipendente, ma un sistema di strumenti che possono fornire supporto alle imprese, mitigando i rischi associati all’innovazione e facilitando l’accesso a finanziamenti e risorse per la ricerca e lo sviluppo.

In conclusione, l’Italia ha ancora ampi margini di miglioramento in termini di innovazione. Tuttavia, attraverso l’utilizzo degli strumenti offerti dalla finanza agevolata, le imprese italiane possono sostenere i propri investimenti in ricerca e sviluppo, affrontare le sfide strutturali e promuovere l’innovazione aziendale. È fondamentale che gli imprenditori e i manager comprendano le opportunità disponibili e pianifichino attentamente l’uso di tali strumenti per massimizzare il potenziale di crescita e successo delle proprie aziende nell’ambito dell’innovazione.

 

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