Convention SATEC 2026: export, innovazione e competitività

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Confindustria Nautica: export, innovazione e competitività al centro della Convention SATEC 2026

Istituzioni, industria e analisti a confronto sulle sfide globali che ridefiniscono il futuro della nautica italiana tra geopolitica, intelligenza artificiale e nuovi mercati internazionali.

Geopolitica, commercio internazionale, intelligenza artificiale, trasformazione delle filiere produttive, competitività industriale e nuovi mercati dell’export. Sono questi i temi al centro della sessione pubblica della Convention SATEC 2026 di Confindustria Nautica, dal titolo “Venti Globali e Correnti Digitali: il futuro dell’industria nautica. Strategie e scenari per il comparto nell’era delle tensioni globali e dei dati”, realizzata con il contributo scientifico di The European House – Ambrosetti (TEHA Group).

L’iniziativa ha riunito a Borgo Egnazia, in Puglia, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, economisti, analisti e stakeholder della filiera per analizzare i profondi cambiamenti che stanno ridefinendo il contesto competitivo internazionale e il loro impatto sull’industria nautica italiana, una delle espressioni più dinamiche e internazionalizzate del Made in Italy.

Ad aprire i lavori il videomessaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni che ha dichiarato: “La nautica è una delle espressioni più avanzate del Made in Italy, uno dei settori nei quali la qualità italiana si misura con la competizione globale e l’eccellenza manifatturiera si trasforma in forza reputazionale. Il Governo è partito da questa consapevolezza per guardare al mare in un’ottica di sistema, visione che ha dato forma alla legge sulla valorizzazione della risorsa mare, che è stata appena approvata in Parlamento, che segna l’inizio di una stagione nuova in cui il mare viene finalmente considerato uno degli asset strategici di sviluppo della nazione. La nautica – ha proseguito la Premier Meloniè una delle componenti fondamentali di questo asset, un settore che il Governo intende sostenere nella semplificazione, accompagnare nei processi di innovazione e internazionalizzazione, rafforzare nella formazione delle competenze.”

Nel suo intervento introduttivo, il Presidente di Confindustria Nautica ha ringraziato la Premier Meloni per il riconoscimento del valore dell’industria nautica italiana, un settore che si trova oggi a operare in uno scenario nel quale competizione industriale, commercio internazionale, innovazione tecnologica e politica economica risultano sempre più interconnessi e nel quale la capacità di leggere e anticipare i cambiamenti rappresenta un fattore decisivo di competitività.

Sono seguiti gli interventi istituzionali del Presidente di ICE – Italian Trade Agency Matteo Zoppas, del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi e del Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto in video collegamento, della Vicepresidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati Ilaria Cavo.

Matteo Zoppas, Presidente di ICE – Italian Trade Agency: “L’industria nautica italiana rappresenta una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy nel mondo e i risultati raggiunti negli ultimi anni dimostrano la straordinaria capacità delle imprese del settore di competere sui mercati internazionali.Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “La crescita della nautica italiana dimostra quanto sia importante costruire un dialogo continuo tra istituzioni e imprese. La sfida ora è proseguire su questa strada, investendo nelle infrastrutture, nella portualità turistica e nella cantieristica.”

Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia: “Diritto, innovazione e sviluppo economico sono oggi dimensioni sempre più connesse. L’intelligenza artificiale sta aprendo nuove opportunità per la nautica, la portualità e la logistica marittima.”

Ilaria Cavo, Vicepresidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati: “La nautica non può più essere considerata un comparto di nicchia, ma una componente strategica dell’economia del mare e del Made in Italy. Oggi dobbiamo continuare a lavorare sulle sfide che guardano al futuro: formazione, innovazione, intelligenza artificiale, energia e sviluppo delle infrastrutture.“In un messaggio inviato alla Convention SATEC 2026, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha ribadito il valore strategico dell’industria nautica italiana: “I risultati confermano la forza di un settore chiave del nostro tessuto produttivo. Nel 2025 le esportazioni italiane della nautica hanno raggiunto 4,5 miliardi di euro, consolidando una leadership mondiale.

L’analisi degli scenari geopolitici e la nuova rivoluzione industriale

La prima parte della Convention, moderata da Andrea Bignami di Sky TG24 Economia, è stata dedicata all’analisi degli scenari geopolitici e tecnologici che stanno trasformando l’economia globale.

Andrew Spannaus, giornalista e analista politico, ha approfondito l’evoluzione della competizione internazionale, caratterizzata dal ritorno delle politiche industriali, dalla ridefinizione delle filiere strategiche e dal crescente intreccio tra economia, tecnologia e sicurezza.

I cambiamenti dell’economia mondiale nell’ultimo decennio costringono tutti a ripensare obiettivi e regole per poter competere,”ha affermato Spannaus.

A seguire, Corrado Panzeri, Head of InnoTech Hub & Partner di TEHA Group, ha affrontato il tema della nuova rivoluzione industriale dichiarando: “L’intelligenza artificiale rappresenta per l’Italia un’opportunità storica: i nostri modelli stimano un potenziale di 336 miliardi di euro di valore aggiunto aggiuntivo all’anno entro il 2040.La tavola rotonda su strategie e scenari per il comparto nell’era delle tensioni globali e dei dati

La seconda parte dei lavori è stata dedicata alla tavola rotonda moderata da Stefania Pinna di Sky TG24, con la partecipazione di Piero Formenti, Susanna Vitulano (Italia Yachts), Alessandro Plateroti (UCapital.com), Andrew Spannaus e Corrado Panzeri.

Nel corso del dibattito è emerso come l’industria nautica italiana debba affrontare una fase caratterizzata da forte instabilità geopolitica e cambiamenti nei modelli di consumo, mantenendo al contempo la propria leadership internazionale.

Formenti ha richiamato il ruolo strategico dell’export per il comparto, ricordando che circa il 90% della produzione nazionale è destinato ai mercati esteri.*

Susanna Vitulano, CFO di Italia Yachts, ha posto l’attenzione sul tema delle competenze e della formazione, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività della filiera.

Alessandro Plateroti, Direttore editoriale di UCapital.com, ha analizzato le prospettive economiche e finanziarie dell’industria nautica, sottolineando l’attrattività del comparto nei confronti degli investitori.

La Convention SATEC 2026 ha confermato la crescente centralità della nautica nelle strategie di sviluppo del Paese e il ruolo del settore come laboratorio avanzato di manifattura, innovazione e internazionalizzazione.

L’industria nautica da diporto italiana in cifre

Nel 2024 il fatturato dell’industria nautica da diporto italiana ha raggiunto il massimo storico di 8,60 miliardi di euro (+3,2%). L’Italia si conferma primo esportatore mondiale nella cantieristica nautica, con un export di settore che nel 2025 raggiunge un nuovo massimo storico, crescendo del 2,6% fino a sfiorare i 4,4 miliardi di euro e una propensione all’export pari a circa il 90% della produzione nazionale.

Il comparto contribuisce in modo strategico alla bilancia commerciale italiana: nel 2024 la nautica ha generato l’8,6% del surplus commerciale nazionale del settore manifatturiero.

L’Italia detiene circa il 18% della produzione nautica mondiale e la leadership globale nei superyacht, con il 56% degli ordini mondiali per unità e il 36% del valore globale del mercato.

La filiera nautica italiana genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%. Ogni euro prodotto dalla cantieristica attiva complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto nell’economia italiana e ogni addetto del comparto genera 7,1 posti di lavoro lungo la filiera.

 

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