• 3 Aprile 2025

Confrestauro e i beni culturali

 Confrestauro e i beni culturali

Alberto Rui

Insieme al presidente di Confrestauro Alberto Rui, esploriamo il ruolo del restauro nella valorizzazione del patrimonio culturale

Confrestauro si pone al centro delle strategie per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, riconosciuto come una risorsa cruciale per il turismo e lo sviluppo economico.

Attraverso iniziative formative, tecnologie all’avanguardia e collaborazioni pubblico-private, l’associazione promuove un approccio sostenibile e innovativo al restauro, restituendo ai cittadini e ai visitatori beni culturali di straordinaria bellezza e valore storico. Ne abbiamo parlato con Alberto Rui, presidente di Confrestauro.

Qual è il ruolo di Confrestauro nella valorizzazione turistica dei beni culturali? E in che modo il restauro può contribuire allo sviluppo del turismo in Italia?

«Confrestauro svolge un ruolo cruciale nella valorizzazione turistica dei beni culturali, promuovendo una maggiore sensibilizzazione sull’importanza della conservazione e della manutenzione del patrimonio attraverso giornate di studio, convegni e attività formative.

Queste iniziative non solo accrescono la consapevolezza sul valore storico e artistico dei beni, ma stimolano anche un approccio responsabile alla loro tutela, rendendoli più fruibili e attrattivi per i visitatori. Il restauro, infatti, contribuisce direttamente allo sviluppo del turismo in Italia, preservando e restituendo alla collettività luoghi di grande rilevanza culturale e paesaggistica.

Un bene culturale restaurato e ben mantenuto diventa un punto di interesse per il turismo culturale, che rappresenta un settore strategico per il nostro Paese. Attraverso interventi mirati, si valorizzano le bellezze artistiche e architettoniche, favorendo non solo la conservazione del patrimonio, ma anche lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali».

Quali sono le sfide più significative nel promuovere un approccio sostenibile al restauro?

«Una delle sfide più significative consiste nel sensibilizzare il mondo politico ed economico sull’importanza del patrimonio culturale come asset strategico.

È fondamentale far comprendere che investire nella conservazione e valorizzazione del patrimonio non è solo un dovere culturale, ma anche una leva economica capace di generare sviluppo, attrarre turismo di qualità e creare opportunità per le comunità locali.

Questo richiede un cambio di paradigma, in cui il restauro sostenibile venga riconosciuto non come un costo, ma come un investimento a lungo termine per il futuro sociale, ambientale ed economico del territorio».

Quali nuove tecnologie stanno trasformando il settore e come Confrestauro le sta integrando nei suoi progetti?

«Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il settore del restauro, offrendo strumenti innovativi come la digitalizzazione, la realtà aumentata e l’impiego di prodotti nanotecnologici.

Questi avanzamenti permettono un’analisi più precisa, interventi meno invasivi e una maggiore fruibilità del patrimonio culturale, anche attraverso esperienze immersive per il pubblico.

Confrestauro integra queste tecnologie nei propri progetti organizzando eventi, giornate di studio e workshop dedicati, che favoriscono il confronto tra esperti, istituzioni e aziende del settore. Queste iniziative non solo promuovono l’adozione delle nuove tecnologie, ma sensibilizzano anche sull’importanza di un approccio innovativo per la conservazione e valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale.

Un esempio concreto è la partnership con il Gruppo Leonardo Solutions – Domodry, proprietario della Tecnologia a Neutralizzazione di Carica CNT, la soluzione scientificamente validata che interrompe l’umidità di risalita nelle murature, un problema che minaccia gran parte del patrimonio storico».

ITALIA ECONOMY - Confrestauro e i beni culturali

Come vede il ruolo delle collaborazioni tra enti pubblici, privati e associazioni per il restauro del patrimonio culturale?

«Le collaborazioni tra enti pubblici, privati e associazioni nel restauro del patrimonio culturale occupano un ruolo sempre più centrale e rappresentano un approccio promettente. È interessante osservare come stia emergendo una volontà condivisa di promuovere l’interdisciplinarità e la trasversalità nel mondo culturale.

Questa sinergia consente di unire competenze, risorse e prospettive diverse, favorendo interventi più efficaci e sostenibili. Attraverso il dialogo tra pubblico e privato, si possono sviluppare progetti innovativi e modelli di gestione che garantiscano non solo la tutela del patrimonio, ma anche la sua valorizzazione come risorsa culturale ed economica per la collettività.

Di recente abbiamo siglato un accordo di collaborazione con ANACI, l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, la più grande associazione a livello nazionale con circa 7.500 professionisti, presenti in ogni regione e provincia d’Italia.

L’accordo prevede una collaborazione articolata e congiunta su diversi punti come, per esempio, l’organizzazione di attività formative come seminari tecnici, corsi di aggiornamento, che possano essere utilizzati dalle aziende e dai professionisti del settore; la realizzazione di tirocini e stage presso le aziende e le strutture aderenti per la formazione di nuove figure professionali; l’organizzazione di eventi e iniziative con scopi divulgativi volti a promuovere la discussione e il confronto sui temi specifici del restauro; infine, la partecipazione a fiere e manifestazioni nonché la presentazione congiunta di risultati di ricerche, progetti e sperimentazioni in ambiti istituzionali e accademici».

Che ruolo ha Confrestauro nella formazione dei giovani talenti e nel sostegno alle nuove generazioni di restauratori?

«La formazione dei giovani talenti e il sostegno alle nuove generazioni di restauratori sono per noi due aspetti cruciali. Attraverso l’organizzazione di master e concorsi dedicati al restauro, offriamo ai giovani l’opportunità di accrescere le proprie competenze e di mettere in luce il proprio talento.

Queste iniziative non solo favoriscono la crescita professionale dei partecipanti, ma creano anche occasioni di confronto con esperti del settore, incentivando l’innovazione e il rinnovamento nel campo della conservazione del patrimonio culturale.

Già dalla nascita di Confrestauro, abbiamo avviato collaborazioni con diverse scuole di restauro e organizziamo eventi e iniziative per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Un esempio è la Scuola di Botticino che si è rivelata un partner strategico, grazie all’alta qualità della formazione offerta che permette di entrare in contatto con giovani restauratori talentuosi, pronti a dare un contributo importante al settore in Italia. Molto importante anche la collaborazione con l’Istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli a Firenze».

La valorizzazione del patrimonio culturale non è solo un dovere storico e artistico, ma anche una leva strategica per il futuro del turismo e dello sviluppo locale in Italia. Grazie al lavoro di Confrestauro, il restauro diventa un ponte tra passato e futuro, capace di preservare la memoria storica e generare nuove opportunità per le comunità. La sinergia tra innovazione tecnologica, sostenibilità e collaborazione è la chiave per un turismo culturale sempre più inclusivo e attrattivo.

Leggi altre notizie sulla cultura e sul turismo.

Martina Rossi

Coordinatrice editoriale

ADV

Leggi anche