Aprire una sede in Spagna: opportunità strategica, ma con rischi spesso sottovalutati
Il 2024 ha segnato un anno record per la presenza italiana in Spagna: gli investimenti diretti hanno superato 987 milioni di euro, quasi triplicati rispetto al 2023. Secondo il Barometro CCIS-AFI, il 71% delle imprese italiane già attive nel Paese prevede ulteriori investimenti nel 2025, e il 95% considera la Spagna un mercato strategico. Numeri che spiegano l’interesse crescente verso una nuova sede iberica. Tuttavia, l’idea che ciò che funziona in Italia possa essere replicato identicamente in Spagna resta uno dei principali fattori di rischio.
Gli operatori che conoscono bene il mercato iberico concordano su un punto: la vicinanza culturale non deve trarre in inganno. I modelli decisionali, organizzativi e professionali sono profondamente diversi, e ignorarli può compromettere un progetto già nelle fasi iniziali. Prima di definire la forma societaria o pianificare attività operative, è necessario verificare la coerenza del progetto, comprendere il mercato locale e costruire una strategia informata.
Capire il mercato prima di agire
Il primo errore è partire con eccessiva rapidità. Osservare, raccogliere informazioni e capire le dinamiche locali è essenziale: ciò che funziona in Italia può non incontrare i gusti, i comportamenti e le abitudini spagnole. L’ingresso nel mercato richiede gradualità e capacità di adattamento.
Ripartire da zero
Un’impresa consolidata in Italia, in Spagna deve ricostruire la propria credibilità da capo. Il brand non è conosciuto, non esiste uno storico locale e il sistema bancario non attribuisce valore ai risultati ottenuti all’estero. Serve tempo per radicarsi e ottenere fiducia.
Culture del lavoro diverse
Le differenze nei valori professionali sono marcate. In Italia il lavoro è un elemento identitario; in Spagna prevale la centralità della qualità della vita. Ciò incide sul modo di fare leadership, sull’ingaggio dei team e sulle aspettative professionali. Anche l’interazione sociale segue regole diverse, con una separazione molto più netta tra vita privata e lavorativa.
Gestorías e Asesorías: una distinzione cruciale
Entrare nel mercato spagnolo significa anche orientarsi tra due tipologie di servizi professionali spesso confuse dagli imprenditori italiani. Le Gestorías offrono servizi amministrativi e contabili di base, spesso a basso costo e senza reale specializzazione. Le Asesorías, invece, hanno un profilo più strutturato e offrono consulenza strategica e multidisciplinare. Sottovalutare questa distinzione può portare a errori organizzativi, fiscali e societari difficili da correggere.
Creare condizioni favorevoli per i team
Il mercato del lavoro spagnolo valorizza stabilità e chiarezza organizzativa. I team lavorano efficacemente in contesti strutturati, con ruoli definiti e leadership collaborativa. Anche le reti commerciali rispondono a logiche diverse: formule interamente provvigionali, diffuse in Italia, risultano spesso inefficaci perché percepite come troppo rischiose.
Una mentalità imprenditoriale più fluida
Il tessuto imprenditoriale spagnolo è caratterizzato da grande flessibilità: chiudere un’attività e aprirne un’altra è un passaggio considerato normale. Questa attitudine incide anche sulla percezione dei servizi professionali, che non sempre vengono considerati strategici. Per le aziende straniere, invece, un supporto qualificato è fondamentale per costruire basi solide e prevenire criticità.
In definitiva, la Spagna appare oggi come un terreno fertile per imprenditori italiani pronti a spingersi oltre confine: la combinazione tra mercato interno dinamico, posizione strategica in Europa e rapporti economici consolidati con l’Italia rende il paese una destinazione allettante.
Tuttavia, quelle stesse potenzialità si accompagnano a ostacoli reali: burocrazia complessa, sistemi fiscali e normativi diversi, una cultura del lavoro e della gestione aziendale che richiede flessibilità e adattamento.
Chi decide di aprire una sede in Spagna quindi deve farlo con consapevolezza, preparazione e pazienza: non basta un’idea valida in Italia, serve uno studio approfondito del contesto locale, un approccio modulabile e una strategia costruita su misura.
Per chi saprà affrontare queste sfide con rigore e visione a lungo termine, l’espansione in Spagna potrà trasformarsi in una porta d’ingresso verso nuove opportunità: un salto di scala geografico, commerciale e culturale — ma soprattutto un investimento in competitività sul mercato europeo.




