Magis SpA: quando la Ricerca trasforma il nastro adesivo nell’Innovazione sostenibile del futuro
Nel cuore dell’Empolese Valdelsa, Magis SpA non produce solo soluzioni per l’imballaggio, ma progetta il futuro della logistica e della cura della persona attraverso una Ricerca & Sviluppo d’avanguardia. Da piccola realtà locale a player globale, l’azienda ha saputo trasformare il concetto di ‘chiusura’ in un concentrato di innovazione tecnologica ed Eco-Design. Con un focus assoluto sui nuovi polimeri sostenibili e su processi da vera “smart factory”, Magis rappresenta quel Made in Tuscany capace di dettare le regole dell’innovazione sui mercati internazionali.
Spesso si pensa al nastro adesivo come a una commodity tradizionale. Eppure, il vostro laboratorio R&D, lavora su spessori microscopici e performance termiche estreme. Qual è la scoperta, l’innovazione o il brevetto di cui andate più fieri, che vi garantisce un vantaggio tecnologico reale sui colossi asiatici?
Fin dagli anni ’80 ci distinguiamo per l’innovazione: fummo i primi a introdurre la stampa protetta. Oggi la nostra ricerca si spinge oltre le commodities per puntare alla sostenibilità estrema. Il punto più alto è il brevetto europeo col nostro nastro in poliestere riciclato post-consumo (PCR) per oltre l’85%, derivato dalle bottigliette d’acqua. Nel 2025 abbiamo presentato l’evoluzione derivata dagli oli vegetali esausti. Non rincorriamo i colossi asiatici sul prezzo, ma puntiamo sulla tecnologia, trasformando il nastro in un concentrato di ingegneria dei materiali che garantisce un vantaggio competitivo reale, tecnico e ambientale.
Siete stati pionieri nel polipropilene 100% riciclato e nel passaggio dai solventi chimici a tecnologie più verdi. In un mercato sotto la lente d’ingrandimento delle normative europee, quanto è difficile oggi, per la vostra ricerca, conciliare l’estrema tenuta di un adesivo tecnico con la totale riciclabilità del prodotto?
È una sfida complessa ma centrale. Come produttori di tonnellate di plastica, sappiamo che il futuro è l’economia circolare. Ogni nostra soluzione sostenibile è validata da enti terzi. In un mercato globale pieno di dichiarazioni ambigue, tutto ciò che esce da Magis è certificato e autentico. Il nostro target è premium: non puntiamo ai volumi a basso costo, ma a clienti che cercano qualità e veridicità. La sostenibilità per noi è a 360 gradi, dai processi interni alla supply chain, garantendo che l’efficienza tecnica dell’adesivo non venga mai sacrificata in nome dell’ecologia e delle rigorose normative europee.

Oltre ai nastri per l’imballaggio, siete leader mondiali ai sistemi di chiusura per l’igiene (pannolini), in che modo l’innovazione sviluppata in un settore dalle certificazioni così rigorose come il personal care ha influenzato a cascata la ricerca sugli altri vostri prodotti industriali?
Siamo stati pionieri nella stampa sandwich e i primi in Italia a diversificare nell’igienico-sanitario nel 1994, adattando le best practice dei nastri a un mercato dai requisiti severissimi. Siamo l’unico player europeo che integra nastri e sistemi di chiusura per il body care con un know-how interno. A differenza dei competitor, autoproduciamo molti semilavorati integrando le divisioni. Questo rigore ha permesso di innovare costantemente: dal frontalino per pannolini fino al disposal tape, oggi il componente più tecnico del prodotto. Questa cultura della precisione chimica e meccanica si riflette su tutta la nostra gamma industriale.
Il suo passato professionale è fortemente legato all’IT e ai servizi. Cosa ha portato della logica “digitale” e della gestione dei dati in un settore fisico come quello dei nastri adesivi? L’innovazione in Magis oggi passa più dalla chimica dei materiali o dall’intelligenza della vostra “smart factory”?
Arrivando dall’IT, ho introdotto un upgrade dei processi mirato all’efficienza. Produciamo 400.000 rotoli al giorno; gestire tali volumi richiede un controllo millimetrico delle numeriche produttive e finanziarie. Puntiamo sull’intelligenza artificiale per il controlling, con sistemi che devono avere lo stesso valore dei nostri macchinari. Se la chimica dei materiali resta fondamentale, la logica digitale funge da facilitatore: ciò che era avanguardia nell’IT dieci anni fa, oggi è fondamentale nel manifatturiero per governare la complessità e trasformare Magis in una smart factory d’eccellenza che unisce dati e materia.
Voi trasformate un prodotto tecnico in un veicolo di branding attraverso stampe ad alta definizione a 8 colori e inchiostri innovativi. Come si convince il mercato globale che questa innovazione, sia estetica che funzionale, è un investimento pubblicitario strategico e non un semplice costo?
Il nastro adesivo incide per meno dell’1% sul costo del packaging, ma è il primo elemento che il consumatore tocca ricevendo un pacco. Nell’e-commerce, questo contatto è il “momento della verità” che conclude il processo commerciale. Personalizzare il nastro con un claim o un logo è un’operazione di marketing potentissima e molto meno costosa rispetto a brandizzare altre parti dell’imballo. Essendo leader europei per volumi di stampa, mostriamo ai clienti che investire nell’estetica del nastro è un veicolo di branding strategico che presidia il primo impatto visivo e tattile del marchio nel mondo.
Magis è nata come eccellenza familiare. Lei è entrato nel 2018, qual è stata la sfida per affiancare la famiglia Marzi e convincere il mercato che la quotazione in borsa era il motore necessario per finanziare la ricerca e l’innovazione continua?
Dalla quotazione siamo diventati una vera e propria public family company: il controllo e la maggioranza delle azioni restano alla famiglia, ma oggi lavoriamo a “quattro mani”. Questo passaggio, che ha coinciso con il primo ricambio generazionale, ci ha permesso di managerializzare maggiormente la società e di innalzare lo standing del board, aprendo anche le porte a future operazioni di M&A. Tutto il lavoro di reporting e controllo di gestione funge da “termometro” quotidiano per la nostra salute aziendale. L’innovazione, del resto, richiede capitali: già nel 2019, prima del Covid, avevamo lanciato un round di investimenti importante, circa 15 milioni di euro tramite mini-bond con Borsa Italiana, per finanziare il nostro salto di qualità tecnologico. L’obiettivo oggi è una crescita organica salutare: non inseguiamo record a doppia cifra (double digit) anno su anno, ma puntiamo a un consolidamento a lungo termine che stratifichi l’innovazione senza farci perdere la nostra identità originale.
Tra instabilità delle rotte commerciali e fluttuazione dei polimeri, come si protegge una “multinazionale tascabile”? L’innovazione nei materiali (come la riduzione degli spessori) è diventata anche un’arma per difendervi dagli shock dei prezzi delle materie prime?
Ci proteggiamo cercando di intercettare nel più breve tempo possibile le fluttuazioni e mantenendo safe stock molto elevati a terra. La nostra supply chain è globale e dobbiamo sincerarci di garantire una qualità costante nonostante le tensioni geopolitiche e le fluttuazioni del cambio euro-dollaro. A livello di mercato, il settore dei nastri adesivi è principalmente europeo, mentre per il body care lavoriamo worldwide con un target premium: questo ci permette di assorbire e gestire i rincari molto meglio rispetto a chi produce semplici commodities. Ma la nostra difesa principale resta la ricerca continua: il nostro R&D lavora incessantemente per sostituire componenti standard con formulazioni sempre più “green”, riducendo gli spessori e inserendo componenti sostenibili in entrambe le divisioni, il tutto mantenendo assolutamente intatte le rigorose specifiche tecniche del prodotto.
Siamo a Cerreto Guidi, quanto conta il genius loci toscano – quel mix di pragmatismo e senso del bello – quando fate ricerca e sviluppo? La “toscanità” vi dà un approccio all’innovazione diverso rispetto, ad esempio, all’ingegneria tedesca?
In primis, il nostro fondatore (il signor Marzi) viene da Vinci, la terra del “capostipite” di tutti gli inventori. Lo spirito di adattamento e l’ingegno nel raggiungere l’obiettivo, magari esplorando vie diverse e non convenzionali, sono qualità italiane riconosciute in tutto il mondo. Se ragioniamo su scala globale, l’efficienza di processo delle organizzazioni tedesche non è seconda a nessuno, ma porta con sé una notevole rigidità. Il nostro valore aggiunto è la velocità: spesso e volentieri, su nuovi potenziali deal, il tempo che impieghiamo noi per analizzare una soluzione e presentare fisicamente una campionatura è inferiore a quello che un competitor tedesco impiega solo per fare l’analisi preliminare. È questo mix di pragmatismo e flessibilità toscana che ci rende vincenti. Non a caso, il mercato del nastro adesivo in Europa parla fortemente italiano.
Lei è un istruttore nazionale di sci: nel business dell’innovazione, come in pista, bisogna saper leggere le traiettorie e anticipare i cambiamenti tecnologici. Usando una metafora sportiva o un singolo aggettivo, come definirebbe la prossima “discesa” (ovvero la prossima grande sfida) di Magis?
Sono maestro, allenatore e istruttore, e non ho dubbi: la parola chiave è “adattamento”. Lo sci è forse l’unico sport dove è impossibile fare una curva uguale a un’altra, perché il terreno e le condizioni cambiano sempre; il 99% delle curve di uno sciatore sono tutte diverse. La similitudine con il management aziendale è calzante: puoi avere un’ottima preparazione accademica, ma l’applicazione sul mercato è una battaglia quotidiana. Chi riesce ad anticipare la curva successiva gioca una partita da visionario, ma per la salute e la sopravvivenza dell’impresa l’adattamento costante a tutti gli scenari è la condizione vitale. Le aziende che arrivano a celebrare i cento anni di storia sono quelle che hanno saputo mutare pelle velocemente. La sfida di Magis è proprio questa: continuare a evolvere con agilità, rispondendo ai mercati che cambiano per crescere solidamente nel lungo periodo.




