Iusful raccoglie 2 milioni di euro in pre-seed e arriva sul mercato: nasce il partner legale per le imprese italiane, dalle PMI alle grandi aziende
Attraverso l’integrazione tra tecnologie avanzate e avvocati qualificati, la startup facilita la comunicazione e accelera la gestione delle attività, avvicinando il mondo del business a quello legale e semplificando un rapporto spesso lento e macchinoso
Una soluzione pensata da imprenditori per imprenditori, sostenuta da alcune delle più note famiglie del business italiano, che offre un presidio legale costante con tempi e costi trasparenti. L’obiettivo è ridurre entro il 2028 le inefficienze legali di oltre mille imprese.
Iusful, la nuova startup italiana che punta a cambiare il modo in cui le imprese affrontano le proprie esigenze legali, annuncia la chiusura di un round pre-seed da 2 milioni di euro, guidato dai fondi United Ventures e Italian Founders Fund, con la partecipazione dei più grandi Family Office italiani Moratti (Alecla7), Elkann (Vento), Mondini (Vesper Holding) e Berlusconi (Ithaca Investments).
L’obiettivo è affrontare un problema concreto per le imprese italiane: il supporto legale serve ogni giorno, ma troppo spesso arriva solo quando il problema è già emerso. Farsi pagare una fattura, assumere una persona, gestire un licenziamento, firmare un contratto o affrontare una questione di compliance: sono solo alcuni degli oltre cinquanta ambiti in cui un’impresa può aver bisogno di supporto legale. Non sono eccezioni, ma parte della gestione quotidiana di un’azienda. Eppure, per molte realtà italiane, il rapporto con gli avvocati rimane legato all’insorgere di un problema, anziché a una gestione continuativa e preventiva. Il 58,4% delle imprese italiane non ha un avvocato di riferimento continuativo e il 23,3% non si è mai rivolto a un legale[1]. A questo si aggiunge la difficoltà di individuare il professionista giusto e sempre più imprenditori si affidano a chatbot generalisti senza validazione professionale, con il rischio di esporsi a conseguenze legali rilevanti. Quando invece il supporto c’è, è spesso discontinuo, frammentato e costoso e interviene quando il problema si è già presentato, anziché anticipare le esigenze delle imprese. Il costo è misurabile: una gestione inefficiente dei contratti, tra imprecisioni, rischi non identificati e una mancata pianificazione, erode in media il 9,2% del fatturato annuo, contro il 3% delle imprese più strutturate[2].
Il progetto nasce dall’esperienza diretta di Roberto Marazzini e Michele Papagni, imprenditori di successo con più exit alle spalle nel mondo tech, che hanno sperimentato direttamente lungo il loro percorso professionale le difficoltà legali con cui ogni azienda si scontra: costi difficili da prevedere, tempi di risposta lunghi e linguaggi tecnici di difficile comprensione.
“Abbiamo lanciato Iusful per risolvere un problema concreto che le aziende vivono ogni giorno. Molti imprenditori italiani hanno scelto di investire in noi perché hanno vissuto in prima persona queste difficoltà: il legale è un blocco alla crescita, una spesa di cui non sai il costo finale, un’emergenza da gestire quando è già tardi, un ostacolo il giorno in cui vuoi vendere la società. Non è colpa degli avvocati. È il modo in cui il servizio viene comprato e venduto, che non è mai cambiato. Iusful esiste per cambiarlo: vogliamo che ogni PMI italiana abbia un partner legale che la segue tutto l’anno, l’avvisa prima che il problema esploda con trasparenza e velocità. Il legale deve diventare una cosa che hai, non una cosa che chiami”, dichiara Roberto Marazzini, CEO di Iusful.
Concretamente, Iusful da accesso a una rete di avvocati selezionati, guida l’impresa verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze e raccoglie tutta l’attività legale in un’unica piattaforma, con tempi e costi trasparenti. Il modello supera i limiti dell’approccio legale tradizionale combinando tecnologie e competenza professionale per rendere l’assistenza legale continuativa accessibile a una frazione del costo tradizionale, trasformando il tempo dedicato alle attività preparatorie in tempo produttivo per l’impresa. L’obiettivo non è sostituire il professionista, che resta centrale in ogni fase del processo: la tecnologia si occupa delle attività preparatorie che richiedono più tempo, mentre all’avvocato restano la validazione, la consulenza, le decisioni e la responsabilità legale.
Il team dietro Iusful e i prossimi obiettivi
Roberto Marazzini e Michele Papagni si conoscono da anni di imprenditoria nel mondo tech, tra cui Boolean, la scuola di formazione tech che hanno co-fondato e venduto con successo nel 2021 a un fondo di private equity. Dopo aver intrapreso percorsi separati, i due si ritrovano come consulenti e identificano i problemi ricorrenti nelle imprese: da questa esperienza nasce Iusful, sviluppata insieme alla terza co-founder Federica Pulcino e affiancata dall’avvocato e CLO Alberto Moneta, che coordina la rete di professionisti abilitati attivi sulla piattaforma.
Dal soft launch del 23 giugno 2026, Iusful ha gestito oltre 100 casi coprendo le esigenze legali più ricorrenti: dalla contrattualistica commerciale alla privacy e al GDPR, dal diritto del lavoro al recupero crediti, fino a fiscale e tributario, due diligence legale, sicurezza sul lavoro, diritto societario, proprietà intellettuale, contenzioso e ADR, e-commerce e diritto digitale. L’obiettivo è affiancare come un partner legale almeno mille imprese italiane, aiutandole a ridurre le inefficienze legali entro il 2028.
«Con Iusful investiamo nella convinzione che l’intelligenza artificiale sta creando le condizioni per ripensare intere categorie di servizi professionali, rendendole più efficienti, accessibili e scalabili. Il settore legale, ampio e ancora molto frammentato, è uno degli ambiti in cui questa trasformazione può generare più valore. Roberto, Michele e Federica combinano esperienza imprenditoriale, competenze tecnologiche e una rara capacità di esecuzione. Crediamo abbiano tutte le carte per costruire un nuovo punto di riferimento nel legaltech per le imprese italiane» commenta Giulia Giovannini, Partner di United Ventures.
“Investiamo in Iusful perché risponde a un problema enorme e trasversale, che riguarda la maggioranza delle imprese italiane. L’intelligenza artificiale sta già trasformando il settore legale, e oggi permette per la prima volta di offrire servizi legali su misura a un numero molto più ampio di aziende. Roberto e Michele conoscono il problema dall’interno, avendolo vissuto da imprenditori già ai tempi di Boolean Careers, e con l’aggiunta di Federica crediamo che siano il team giusto per perseguire questa missione” commenta Lorenzo Franzi, Founding Partner di Italian Founders Fund.
Il round segna per Iusful il passaggio dalla fase di validazione iniziale a quella di crescita e scalabilità del modello. Il finanziamento permetterà di accelerare lo sviluppo della piattaforma e ampliare il team: nei prossimi 12 mesi Iusful punta a inserire oltre 30 nuove risorse nelle aree tech-prodotto, go-to-market, engineering, marketing e SDR/BDR.




