L’Italia che funziona: i numeri di BI-REX raccontano l’impatto del Competence Center sull’innovazione delle imprese
Il valore di un investimento pubblico nell’innovazione non si misura soltanto dalle risorse economiche mobilitate, ma dalla capacità reale di trasformarle in tecnologie accessibili, competenze diffuse e nuova linfa competitiva per il territorio. È questo il quadro che emerge dall’analisi d’impatto sui Competence Center italiani, implementata tra il 2025 e il 2026 dagli stessi CC in collaborazione con CNR e Università di Padova, nell’ambito dell’iniziativa del MIMIT.
I dati legati a filo doppio all’esperienza di BI-REX descrivono un’evoluzione profonda del nostro tessuto produttivo, segnando il passaggio definitivo da una logica di puro finanziamento a un modello di vera e propria abilitazione strutturale.
Il viaggio delle moltissime imprese che hanno collaborato con BI-REX racconta una storia di contaminazione e fiducia crescente. Negli anni più recenti, la domanda delle aziende si è spostata drasticamente verso la ricerca di percorsi concreti. I bandi di ricerca, sviluppo e innovazione restano una delle porte d’ingresso principali, a cui si affiancano subito la consulenza tecnologica, gli assessment digitali e una formazione mirata del personale. Grazie alla spinta del PNRR, BI-REX è riuscito ad abbattere le barriere d’accesso economiche e culturali, in particolare per le Piccole e Medie Imprese. Le risorse finanziarie si sono così unite a infrastrutture e relazioni, dando vita a un ecosistema in cui le imprese non sono semplici beneficiarie, ma protagoniste del proprio cambiamento.
Questa trasformazione capillare si traduce in tappe e risultati d’impatto straordinari su scala nazionale. Nell’ambito delle linee B2 (erogazione di Aiuti di Stato alle imprese, in forma di “sconto” in fattura), EDIH (European Digital Innovation Hub) e UDD (Umbria Digital Data), il Competence Center ha erogato 1.428 servizi, di cui ben 1.147 destinati specificamente alle PMI, attivando 23,5 milioni di euro di aiuti a fronte di un valore complessivo dei servizi pari a 39,2 milioni. Parallelamente, la linea B1 (erogazione di contributi per i Progetti di innovazione delle imprese tramite bandi), dedicata ai grandi progetti di innovazione ha coinvolto 128 aziende, tra cui 81 PMI, strutturando 48 progetti che hanno toccato 11 filiere e 8 ambiti tecnologici, muovendo un valore complessivo di 23 milioni di euro sostenuti da 9,7 milioni di fondi pubblici. A questi interventi si aggiungono 11,2 milioni di euro che BI-REX ha investito in prima persona per potenziare la propria Linea Pilota, uno spazio industriale condiviso che permette oggi di testare sul campo soluzioni di Advanced Robotics, Automation, Intelligenza Artificiale, Cloud, 5G, Realtà Virtuale, manifattura additiva e HPC, grazie a Ipazia, il nuovo Centro di Supercalcolo a disposizione di imprese e PMI.
Il vero successo del modello risiede proprio nella sua funzione abilitante. Il 51% delle imprese intervistate dichiara di aver accresciuto la propria capacità innovativa complessiva, il 48% ha registrato un netto miglioramento delle competenze del personale e il 33% gestisce oggi la trasformazione digitale con maggiore autonomia, mentre il 35% ha avviato progetti in ambiti tecnologici completamente nuovi. Non si tratta solo di un ritorno economico immediato, poiché l’acquisizione di una competenza o la sperimentazione di un nuovo processo pongono le basi per benefici su fatturato, produttività ed export che si manifesteranno progressivamente nel tempo.
L’efficacia strategica di questo approccio è dimostrata da due dinamiche fondamentali. Da un lato vi è l’effetto “scintilla” legato all’addizionalità: il 22% delle imprese dichiara apertamente che, senza il supporto di BI-REX, l’innovazione non sarebbe mai partita, mentre per le restanti l’assenza del centro avrebbe significato tempi più lunghi o minore efficacia. BI-REX, quindi, non finanzia attività che si sarebbero fatte comunque, ma rende possibile l’avvio stesso del percorso. Dall’altro lato, lo strumento del “Test-before-Invest” ha ottenuto il punteggio di gradimento più alto in assoluto, pari a 4,77 punti su 5, confermando come la possibilità di validare una tecnologia prima di acquistarla permetta alle aziende di azzerare il rischio di investimenti errati. Al tema del “Test-before-Invest” si collegano le Proof of Concept, percorsi di sperimentazione che consentono alle imprese di testare sul campo tecnologie e soluzioni innovative in un ambiente industriale, con risultati misurabili: il repository BI-REX può contare su oltre 100 PoC in 3 diversi ambiti, AI & Big Data Analytics, Robotica & Automazione, Advanced Manufacturing.
In conclusione, il bilancio del percorso di BI-REX all’interno del PNRR non è una semplice lista di investimenti, ma il racconto di un’evoluzione culturale. Il modello dimostra che le risorse pubbliche funzionano al meglio quando smettono di essere semplici contributi a fondo perduto e si trasformano in infrastrutture stabili, competenze diffuse e relazioni di valore. Si tratta di asset strategici che rimangono stabilmente all’interno del sistema produttivo, pronti a sostenere le sfide industriali del futuro.
“Questi risultati segnano la conclusione di una fase, ma soprattutto l’inizio di una nuova sfida – dichiara Stefano Cattorini, CEO BI-REX -. Il PNRR ci ha permesso di dimostrare quanto un Competence Center possa incidere concretamente sulla capacità delle imprese di innovare: ora dobbiamo trasformare questa esperienza in un modello strutturale, capace di continuare a generare impatto nel tempo. La priorità sarà accompagnare le imprese, soprattutto le PMI, riducendo il rischio e rendendo più semplice capire dove e come innovare: AI, Supercalcolo, Robotica e Advanced Manufacturing stanno ridefinendo rapidamente la competitività industriale. La nostra responsabilità sarà fare in modo che queste tecnologie diventino opportunità concrete per l’intero sistema produttivo, continuando a investire in infrastrutture e competenze, rafforzando ulteriormente il ruolo di BI-REX come ponte tra ricerca, tecnologia e industria”.




