Fondi pubblici ostacolati dalla burocrazia: in Italia 358 miliardi disponibili, ma al Nord le imprese incassano il 70% di quanto stanziato, il Sud si ferma al 45%
Innovation Plaza analizza il divario e lancia una piattaforma che unisce AI e presidio umano per accompagnare imprese e PA dal monitoraggio del bando fino al finanziamento
In Italia, bandi e finanziamenti pubblici sono distribuiti su centinaia di portali istituzionali che non comunicano tra loro: ministeri, regioni, comuni, istituzioni europee, ognuno con i propri moduli e i propri requisiti.
Un labirinto che gestisce oltre 358 miliardi di euro tra fondi strutturali europei, programmi nazionali e PNRR, e che spesso scoraggia anche chi avrebbe tutti i requisiti per candidarsi, secondo le elaborazioni sui dati OpenCoesione, MIMIT e Dipartimento Coesione di Innovation Plaza, società di consulenza in finanza agevolata, che accompagna imprese e pubbliche amministrazioni dalla ricerca dei bandi fino alla rendicontazione e alle verifiche post-progetto.
Le risorse ci sono, ma il sistema fatica a trasferirle a chi ne ha diritto. Le stesse elaborazioni mostrano un divario netto tra chi riesce a navigare questo sistema e chi si arena nella complessità: al Nord le imprese riescono a incassare almeno il 65-70% dei fondi stanziati in tempi rapidi, grazie a strutture amministrative più consolidate, nonostante le risorse siano destinate in misura minore in queste regioni rispetto ai territori del Mezzogiorno.
Nei territori del Sud, ai quali viene indirizzata la maggior parte delle risorse delle politiche di coesione europee e nazionali, nonostante le graduatorie dei bandi siano piene al 100%, la spesa effettivamente erogata scende al 45-50%. Le imprese più piccole si scontrano con barriere burocratiche complesse, come rendicontazioni elettroniche e documentazione tecnica. Sapere in anticipo quali bandi esistono e se si è ammissibili richiede ancora tempo e competenze che la maggior parte delle imprese non ha.
È su questo terreno che opera Innovation Plaza, con sede a Milano e Brindisi, che riduce la distanza tra chi ha un buon progetto e i finanziamenti che gli spettano, colmando il divario tra Nord e Sud.
“Il problema non è la mancanza di fondi: è che orientarsi tra centinaia di portali istituzionali, requisiti e scadenze richiede tempo e competenze che non tutte le imprese hanno. Al Nord, strutture più consolidate permettono di incassare la maggior parte di quanto stanziato; al Sud ci si arena nella complessità burocratica prima ancora di arrivare all’erogazione. L’intelligenza artificiale ci dà per la prima volta gli strumenti concreti per colmare questo divario”, commenta Francesco Carolla, Amministratore Unico e co-founder di Innovation Plaza.
3 funzioni con cui Innovation Plaza democratizza l’accesso ai bandi con l’AI
L’idea alla base del progetto è quella di una “piazza intelligente dell’innovazione”: uno spazio unico dove trovare bandi, verificare la propria ammissibilità, accedere a competenze specializzate e costruire il team necessario per arrivare ai finanziamenti, senza distinzioni territoriali.
L’idea si concretizza nella piattaforma proprietaria Innovation Smart Plaza, che integra intelligenza artificiale e machine learning con il presidio di un team multidisciplinare.
Sono 3 le funzioni innovative che contraddistinguono la piattaforma, e che rendono la candidatura praticabile a prescindere dalla struttura amministrativa di cui un’impresa dispone, andando a democratizzare l’accesso:
- Verifica preventiva dell’ammissibilità con partita IVA. Prima di investire tempo nella domanda, il sistema incrocia i dati del Registro delle Imprese con i requisiti soggettivi del bando, restituendo in automatico una risposta sulla candidabilità. Ciò permette di arrivare al confronto con il consulente già sapendo su quali bandi ha senso lavorare.
- Monitoraggio dalle sole fonti istituzionali. La piattaforma non rielabora il testo dei bandi e non ne archivia i documenti: raccoglie le informazioni direttamente dai portali di ministeri, regioni, comuni e istituzioni europee, le organizza in una scheda di sintesi consultabile per parole chiave e filtri, e da lì porta l’utente al documento ufficiale sulla fonte originaria, aggiornato in tempo reale.
- Compilazione semi-automatica della domanda. I moduli di ammissione cambiano da un bando all’altro, e la parte anagrafica e descrittiva assorbe una quota significativa del lavoro di redazione. La piattaforma produce una bozza precompilata a partire da dati già validati, che il consulente specializzato rivede e finalizza prima dell’invio.
Automazione e presidio umano: perché l’AI da sola non basta
Il perimetro di ciò che l’intelligenza artificiale può fare autonomamente nella finanza agevolata non è infinito.
Un bando complesso di ricerca e sviluppo richiede competenze tecniche per valutare la fattibilità del progetto, giuridiche per interpretare i disciplinari ed evitare i cavilli che fanno scartare domande valide, economico-finanziarie per costruire il business plan e gestire la rendicontazione.
È qui che il presidio umano nel progetto resta indispensabile, con un team multidisciplinare che ha raccolto oltre vent’anni di esperienza.
“L’intelligenza artificiale accelera e semplifica, ma non sostituisce il giudizio di chi conosce i disciplinari e sa leggere tra le righe di un bando. La tecnologia ci permette di dedicare più tempo alle decisioni che fanno la differenza tra un progetto approvato e uno scartato”, conclude Francesco Carolla.
La visione di lungo periodo va oltre la gestione dei bandi. Con il Catalogo Partner, in fase di implementazione, sarà possibile fare un match con i partner ideali, tra fornitori, consulenti e professionisti, figure necessarie nella fase esecutiva del progetto. È questo il senso più completo della “piazza intelligente dell’innovazione”: un ecosistema dove si trovano tutte le competenze per portare un progetto finanziato dalla candidatura al completamento.




