• 15 Aprile 2024

Thenewway. La nuova via della comunicazione sanitaria

 Thenewway. La nuova via della comunicazione sanitaria

Paolo Zanaria – Ceo Thenewway

Thenewway SB (sito web) è una società benfit specializzata nella comunicazione sanitaria. L’azienda è socio fondatore di TheBlocPartners, il più accreditato network di agenzie indipendenti a livello mondiale nel settore sanitario. Italia Economy ha intervistato Paolo Zanaria, Ceo Thenewway

Health Communication. Quale gap colma Thenewway?

La risposta standard e universalmente attesa sarebbe “esperienza, credenziali certificate, competenza e rigore scientifico”. Peculiarità ed eccellenze in cui dopo 40 anni in attività confido totalmente e su cui chiunque potrebbe cimentarsi.

La mia risposta è invece orientata esclusivamente alle persone. Il nostro lavoro è fatto di volontà di volerlo fare, entusiasmo, spirito di gruppo e capacità di pensiero.

Su queste certezze ho preso la decisione che ha proiettato Thenewway verso la leadership: costruire la “workforce che non c’era”. Puntare tutto sulle persone, sulle relazioni interpersonali e sulle efficienze.

Il mercato della Health Communication ha bisogno di protagonisti affidabili, capaci di proporre strategie, consulenza e innovazione.  Chiunque può creare soluzioni innovative. Nessuna azienda a livello locale ha però “un’orchestra” di talenti come quella di Thenewway: un moltiplicatore di capacità, intuizioni e pensiero, senza confini anacronistici, per co-creare nuovo valore nella Health Communication, per il benessere delle persone e la soddisfazione dei clienti.

Così ogni giorno ci misuriamo, ci valutiamo e veniamo valutati. E facciamo la differenza, come persone e come azienda.

Tre consigli per i giovani che vogliono diventare imprenditori e tre consigli per quelli che già hanno lunga esperienza

Imprenditori non si diventa, si sceglie volontariamente di esserlo, a partire dal “day one”. A chi sceglie di intraprendere un cammino imprenditoriale suggerisco:

La giusta imparzialità e distacco tra sé stessi e l’azienda, che è e resta un soggetto giuridico autonomo in qualsiasi situazione

Nessun confine, credere nelle proprie capacità, nelle persone e affrontare le sfide con rispetto, fiducia, iniziativa e coraggio

Nessun riparo, conoscere sé stessi, obiettività, saper scegliere e saper decidere

A chi, come me, può considerarsi un imprenditore “collaudato”, suggerisco di mantenere ben allenate tre opportunità sopraffine:

Mettersi sempre in discussione, mai aggrapparsi al passato e ai risultati ottenuti. Si guarda sempre avanti e si può sempre migliorare e avere una visione chiara di ciò che ci circonda per indirizzare ogni scelta, obiettivo, processo e attività

Realismo e apertura al cambiamento, accettare e vivere la propria età con massima apertura al dialogo intergenerazionale, per saper destrutturare e riorganizzare sulla base di nuove realtà. La “normalità”, “essere uno tra i tanti” non basta più

Diventare inutili, ogni giorno, lasciando che altri occupino il nostro spazio. Così facendo ci si può dedicare costantemente a nuove sfide in cui, come in un circolo virtuoso, diventare nuovamente inutili per continuare a migliorare sé stessi e chiunque si incontri sul proprio percorso.

Cosa manca alla Sanità in Italia?

Lo scenario è noto, le sfide complesse. Serve un approccio integrato che tralasci particolarismi e sostenga una visione strategica per il bene comune. Abbiamo centri di eccellenza, moltissime capacità, conoscenze, abili ricercatori, eppure dobbiamo fronteggiare parcellizzazioni di investimenti, interessi e risorse. È necessario efficientare il sistema, introdurre, ottimizzare e diffondere l’utilizzo della tecnologia. Thenewway dedica progetti, iniziative formative, tavoli di lavoro con i diversi stakeholder per conciliarne le azioni verso un obiettivo comune, che è poi migliorare l’accesso di tutti i cittadini ai servizi sanitari.

Quali differenze ha riscontrato tra l’organizzazione sanitaria in Italia e all’estero? 

L’Italia resta il paese con un sistema sanitario tra i migliori al mondo, e questo è innegabile. Tuttavia esiste una differenza spiccata tra paesi nella capacità di ricezione e diffusione delle nuove terapie. Cambia l’assetto regolatorio che i diversi paesi hanno e questo influisce sulla velocità con cui un farmaco è materialmente reso disponibile ai pazienti.

L’Italia in questo deve fare grandi progressi. Quando un farmaco anche innovativo viene approvato dall’agenzia europea EMA, deve poi essere approvato da quella italiana, Aifa, ma questo non significa che sia automaticamente immediatamente accessibile a tutti. Deve essere approvato a livello regionale e talvolta anche da asl e/o realtà ospedaliere. Quindi lo stesso farmaco valutato più e più volte; oltre ad uno spreco di risorse economiche e temporali, uno svantaggio per i cittadini, perché di fatto non si danno a tutti i pazienti nelle diverse regioni, le stesse possibilità di cura e assistenza. In questo contesto Thenewway si impegna con le associazioni pazienti, affiancandole con progetti di comunicazione e sensibilizzazione, per rivendicarne i diritti e facilitare l’individuazione prima e la soddisfazione poi di bisogni ancora insoluti; agevola con pratiche sul campo e progetti formativi l’allineamento di conoscenza ed esperienza tra grandi centri ospedalieri e piccole realtà territoriali, per loro natura meno rapidamente esposte alle nuove terapie o alle più recenti soluzioni di pratica clinica.

Quali sono i cinque valori più importanti della cultura aziendale moderna e di valore?

Per bilanciare scelte e opportunità in un’azienda che aspiri ad essere innovativa, leader, collaborativa, agile e soprattutto orientata alle persone, direi:

Cultura, valori, principi e standard. Che sono di per sé stessi un valore.

Diritti umani, libertà, equità, uguaglianza e nessuna discriminazione

Formazione e sviluppo, capacità professionali, leadership e competenze funzionali

Sicurezza e benessere, salute fisica e mentale, bilanciamento tra efficienza/produttività e stress

Ambiente, attenzione ai consumi e agli sprechi e una catena di sostenibilità con partner che condividono gli stessi valori e standard

Fin dall’infanzia, Lei è stato guidato da uno spirito imprenditoriale. È un talento naturale?

Volendo, siamo tutti talenti naturali: a 7 anni, durante le vacanze, vendevo il tè freddo preparato in casa ai bagnanti, usando come carretto una bancarella giocattolo di mia sorella. Personalmente ho sempre pensato che il raggiungimento di ogni obiettivo sia solo nelle nostre mani. Volevo comprare una canoa gonfiabile e l’ho comprata. Questo è il mio modo di essere. Inorridisco al solo sentir definire altre persone “dipendenti”. Un termine che ho cancellato dal mio vocabolario non potendo concepire che qualcuno possa dipendere da qualcosa o da qualcuno. Soprattutto dal sottoscritto che non sarebbe assolutamente all’altezza.  Si dipende solo da ciò che non si può veramente governare e, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di situazioni spiacevoli. Il resto è nelle nostre mani!  Ai giovani che incontro sul mio cammino raccomando di non farsi ingabbiare. Sorridere, credere nelle proprie capacità, non vivere di stereotipi e vedere oltre le proprie responsabilità. Intorno a noi c’è un mondo di opportunità tutte da vivere. Un mondo in cui invecchiare inevitabilmente e fisiologicamente, cercando di ritardare il più possibile l’invecchiamento cerebrale. Su questi ideali ho sempre improntato il mio spirito imprenditoriale. Nessun esempio, nessuna visione, nessuna missione, un solo proposito: crescere, sempre. E così continua questa avventura iniziata 40 anni fa, alla ricerca di ciò che veramente fa la differenza:

“non vivere mai di luoghi comuni” ed “essere irriproducibili”.

 

Leggi altri articoli: i Protagonisti

Giorgio Nadali

Giornalista, formatore, coach, scrittore

ADV

Leggi anche