• 30 Settembre 2022

Giovani, fragilità in aumento con la pandemia. Presentata oggi da Cgil Lombardia un’indagine nazionale che ha coinvolto 30mila studenti

 Giovani, fragilità in aumento con la pandemia. Presentata oggi da Cgil Lombardia un’indagine nazionale che ha coinvolto 30mila studenti

Il sindacato regionale: “Fare rete, implementare i servizi, curare alla radice”

 

Milano, 12 luglio 2022 – Nove studenti su dieci manifestano un forte disagio psicologico a seguito della pandemia. È quanto emerge dall’indagine “Chiedimi come sto”, condotta da Ires Emilia Romagna e promossa da Rete degli studenti medi, Udu – Unione degli universitari e dal sindacato dei pensionati Spi Cgil e che ha coinvolto 30mila studenti delle scuole superiori e universitari su tutto il territorio nazionale.

Dalla ricerca, presentata oggi a Milano dalla Cgil Lombardia, emerge che il 28% degli studenti ha disturbi alimentari, il 16% dei quali innescati dalla pandemia, mentre il 14,5% ha avuto esperienze di autolesionismo, la metà in coincidenza del periodo pandemico.

La pandemia ha prodotto anche un cambiamento dei comportamenti e delle abitudini, con l’aumento dell’uso dei social (78%), dei videogiochi (30,7%) e del fumo (18%). Sono invece diminuiti gli incontri con gli amici, sia online che in presenza (48%) e la cura del proprio aspetto fisico (37%). Il 64% ha subito un cambiamento dei ritmi del sonno.

Un quarto degli studenti (26,4%) ha pensato di abbandonare gli studi durante l’emergenza sanitaria e l’esperienza della Dad. La didattica a distanza, in generale, ha prodotto diverse criticità accentuando il disagio psicologico e incidendo negativamente sulla salute mentale degli studenti.

Il 60% degli intervistati teme per la propria salute mentale. Il 90% degli studenti chiede supporto psicologico a scuola o in università.

Il 73,6% ritiene che vi sia una visione sottostimata della propria generazione da parte degli adulti. Credono negli amici (85,8%) e nella famiglia (85,6%) mentre la fiducia che ripongono verso i diversi soggetti istituzionali è sotto il 50%, fatta eccezione per scuola, università e Unione europea.

Tra le priorità d’intervento per il futuro della propria generazione al primo posto c’è il lavoro (56%), seguito dalla richiesta di supporto psicologico e dal tema dell’ambiente.

Alessandro Pagano, segretario generale Cgil Lombardia, commenta così il risultato dell’indagine: “Il tema del lavoro è centrale anche per i ragazzi e questo ci responsabilizza ancora di più. Abbiamo la responsabilità di curare non il sintomo, ma la radice. La Cgil ha una visione precisa della società: il lavoro è il modo con cui collettivamente contribuiamo a determinare e migliorare le condizioni in cui viviamo insieme, è fondamentale occuparsi della salute della società. Da parte nostra dobbiamo intercettare di più e meglio i luoghi di lavoro non “tradizionali”, dove il singolo si illude di potercela fare da solo, dobbiamo ampliare la discussione sul territorio che è il luogo fisico in cui si pratica il cambiamento”.

Monica Vangi, segretaria Cgil Lombardia con delega alla sanità, dichiara: “Serve un lavoro di rete che coinvolga molteplici attori: famiglie, operatori sociali, strutture sanitarie, il sindacato.  E’ necessario lo sviluppo di servizi che si dedichino alla cura e alla rilevazione delle condizioni di disagio prima che diventino patologie. Una percentuale molto alta di ragazze e ragazzi coraggiosamente ha riconosciuto un disagio e si è rivolta a sportelli psicologici, soprattutto privati. Serve un investimento più forte sul pubblico. Chiediamo all’assessorato al Welfare l’avvio di un confronto nel merito e ci aspettiamo un interessamento puntuale”.

In allegato le slide coi dati presentati oggi da Davide Dazzi, ricercatore Ires Emilia Romagna.

Per rivedere la diretta del convegno clicca qui: https://www.youtube.com/watch?v=DwIYNYCYZ5M

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